NBA on this date. 25 maggio 1975 i Golden State Warriors Campioni NBA

NBA on this date. 25 maggio 1975 i Golden State Warriors Campioni NBA

Vittoria in gara-4 della serie di Finale contro i Washington Bullets (96-95). La squadra di coach Al Attles conquista il titolo NBA con Rick Barry MVP e Jamaal Wilkes rookie of the year,

di Alessandro Elia

Il primo titolo dell’era dei Golden State Warriors, il terzo se  vengono inclusi i due conquistati dalla franchigia quando aveva ancora la sede a Philadelphia. Il 25 maggio del 1975 la squadra di coach Al Attles si prende il 4-0 nella serie contro i Washington Bullets espugnando per la seconda volta in una settimana il Capital Centre. Una serie iniziata proprio a Washington e aperta con il 101-95 in favore dei Warriors che poi hanno vinto di un solo punto gara-2 (92-91 con i Bullets che hanno fallito due volte il tiro della vittoria nell’ultima azione)  e 109-101 la terza sfida giocata sempre in casa al Cow Palace. La quarta partita è un match vibrante di nuovo nella Capitale con i Bullets di KC Jones desiderosi di allungare la stagione ma Golden State ha avuto ancora la meglio e nuovamente per una sola lunghezza (96-95). Il miglior realizzatore dei neo campioni NBA è stato Rick Barry (20 pts) eletto anche l’MVP della stagione 74/75. Autentico fattore della squadra di Attles che ha avuto anche un ottimo apporto da Jamaal Wilkens  e Clifford Ray (12) oltre ai 16 punti di Butch Beard.

I Warriors chiusero quella regular season con un bilancio di 48-34, migliorando di 4 vittorie quello dell’anno prima che non permise ai gialloblu di centrare la qualificazione ai playoff allora, e per l’ultima volta, consentita soltanto alle prime quattro squadre di ogni Division. Se la Finale per il titolo è stato un 4-0 il cammino per arrivarci ha avuto senz’altro più difficoltà per gli uomini di Attles. 4-2 rifilato a Seattle al primo turno e una vittoria contro Chicago arrivata soltanto dopo la 7a e decisiva partita. Anche Washington non ha avuto certo vita facile superando Boston 4-2 al primo turno e Buffalo 4-3 nella finale di conference.

I libri di storia della NBA assegnano al titolo ’75 l’etichetta di Anello nr.3 per i Warriors. Sono considerati infatti quelli portati a casa dai “guerrieri” nel 46/47 (la prima stagione in assoluto della Lega) e quello del 1956 quando la loro casa era ancora Philadelphia.  Sei anni più tardi il produttore televisivo Franklin Mieuli rileva la franchigia e la trasferisce sulla costa occidentale, in California, diventando così San Francisco Warriors e portandosi dietro Wilt Chamberlain scelto al draft del ’59. Nella nuova sede i Warriors arrivano due volte alle Finals venendo in ambedue i casi sconfitti. Nel 1964 da Boston e nel ’67 da Philadelphia 76ers ai quali nel frattempo era stato ceduto proprio Chamberlain.

Nel 1971 c’è un nuovo cambio di sede, stavolta ben più vicino del precedente. Ecco l’approdo a Oakland, sulla costa est della Baia di San Francisco assumendo la nomenclature di Golden State. Nel ’72 disputa una buona stagione chiusa con il record di 51-31 e terminata con l’uscita al primo turno dei playoff per opera di Milwaukee. L’anno dopo arriva la rivincita contro i Bucks ma anche lo stop in finale della Western Conference contro i Lakers dopo 7 partite. Nel ’74 c’è un passo indietro con il mancato accesso ai playoff. Per tornare in alto c’è bisogno di aria nuova. Alla vigilia del campionato 74/75 vengono confermati Rick Barry, Butch Beard, Derreck Dickey, Jeff Mullins con Charles e George Johnson. Il quintetto di Attles viene puntellato con Clifford Ray, centro di 206cm che arriva da Chicago. Ad allungare le rotazioni ci sono poi i due rookie pescati nel draft. La guardia Phil Smith da San Francisco University, e l’ala Jamaal Wilkes, prodotto di UCLA di John Wooden e sbarcato nella NBA dove reciterà un ruolo da protagonista fino a vincere 4 titoli (uno con i Warriors e tre con i Lakers) ed entrare nel 2012 nella Hall of Fame.

La stagione regolare nel ’75 si chiude con la qualificazione ai playoff per i Warriors che continuano ad avere in Rick Barry un realizzatore micidiale (30.6 punti di media) e proprio Wilkes sarà la sorpresa più gradita con 14.2 punti e 8.2 rimbalzi di media che gli varranno alla fine della gloriosa stagione anche il titolo di Rookie dell’anno.  Il titolo arrivato in quel 25 maggio 1975 rimase per lungo tempo l’ultimo approdato nella Baia di San Francisco. Bisogna correre con la macchina del tempo fino al 2015 per rivedere i Warriors sul tetto del mondo. Ma quella è ben altra storia.

 

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