NBA on this date. 26 maggio 1999, Vince Carter eletto Rookie of the Year

NBA on this date. 26 maggio 1999, Vince Carter eletto Rookie of the Year

18.3 punti, 5.7 rimbalzi e 3 assist di media nella prima stagione del prodotto di North Carolina in maglia Toronto Raptors. Vince Carter inizia la sua lunga carriera NBA con il titolo di matricola dell’anno. Da li in avanti 21 anni di storia e 8 squadre per uno dei giocatori più spettacolari di sempre.

di Alessandro Elia

Con un plebliscito pari al 96.8% dei voti, il 26 maggio del 1999 Vince Carter dei Toronto Raptors viene eletto Rookie of the Year per la stagione 98/99. Al suo primo anno in NBA il prodotto di North Carolina tiene medie pari a  18.3 punti, 5,7 rimbalzi, 3 assist, 1,5 stoppate e 45% dal campo nelle sue 50 presenze della stagione ridotta per il lockout con i Raptors che hanno chiuso con 23 vittorie e 27 sconfitte.

Per il giocatore di Daytona Beach inizia così la sua lunga carriera in NBA fatta di 24 stagioni compresa quella attuale che lo vede indossare la casacca degli Atlante Hawks. Scelto da Golden State con il numero 5 al primo giro del draft del 1998, Carter viene subito scambiato con Toronto che aveva scelto con il 4 il suo compagno di squadra a UNC, Antawn Jamison. Il suo debutto in NBA arriva a Boston il 5 febbraio 1999 al termine della serrata per il rinnovo del contratto collettivo. Vittoria dei canadesi di coach Carter (Butch) 103-92, per Vince 16 punti in 31′ partendo in quintetto. Nell’anno da matricola il giocatore della Florida ha un season high di 31 punti toccato due volte nel giro di una settimana nel mese di aprile ’99 (in casa contro Indiana e fuori contro Boston). Complessivamente è andato 6 volte in doppia-doppia con un massimo di 15 rimbalzi catturati il 6 marzo contro New Jersey. Numeri che lo hanno eletto subito a leader dei Raptors e non solo per quell’anno. Vince Carter ha avuto un impatto determinante per la crescita della franchigia canadese nata soltanto 3 anni prima del suo arrivo. Un destino non certo identico per l’altra squadra nata nello stato della bandiera con la foglia d’acero visto che Vancouver esordi nella NBA nel ’95 ed è naufragata seu anni più tardi soffocata dalla popolarità della NHL anche per l’assenza di un personaggio del calibro di Vince Carter,

Dopo il ciclo a Toronto, chiuso dopo 7 stagioni con un tormentato addio, Carter è passato ai New Jersey Nets dove è stato fino al 2009. Poi un anno e mezzo ad Orlando, la fine del 2010/11 a  Phoenix, 3 a Dallas, 3 a Memphis, uno a Sacramento e il passaggio nell’estate 2018 ad Atlanta dove è rimasto anche nella corrente stagione momentaneamente sospesa a causa del Covid19. Un percorso che lo ha messo nella storia della Lega essendo il primo giocatore a scendere in campo in 4 decenni diversi. Ha vinto la Medaglia d’Oro con Team USA alle Olimpiadi di Sidney 2000, ha partecipato a 8 All Star Game (il primo nel 2000, l’ultimo nel 2007) vincendo la gara delle schiacciate nel 2000.  Un giocatore con un selvaggio atletismo ma a cui i detrattori hanno affidato l’etichetta di perdente. Gli haters impugnano il fatto che non ha mai vinto un titolo ma anche il fatto che è un giocatore mai capace di esaltarsi nei momenti cruciali di una gara in bilico. A dire il vero durante la sua carriera ha forse costantemente mancato il classico momento giusto. E’ arrivato ai Nets dopo le finals del 2003, idem quando è giunto ad Orlando con i Magic reduci dalla Finale per il titolo dell’anno prima. Resta innegabile il fatto che le gesta di “Vinsanity” hanno fatto innamorare due generazioni diverse di tifosi e ancora oggi fa parlare di se, a 21 anni da quel 26 maggio 1999.

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