NBA Preview – Pacific Division

NBA Preview – Pacific Division

Siamo quasi al termine delle presentazioni per la stagione NBA in arrivo: oggi parliamo di Pacific Division, che ha avuto interessanti sviluppi in estate

di Raffaele Guerini

Golden State Warriors

usatftw.files.wordpress.com
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Roster GSW

#2 – Jordan Bell (F)

#4 – Quinn Cook (G)

#0 – DeMarcus Cousins (C)

#30 – Stephen Curry (G)

#32 – Marcus Derrickson (F)

#35 – Kevin Durant (F)

#10 – Jacob Evans (G)

#23 – Draymond Green (F)

#9 – Andre Iguodala (F)

8# – Jonas Jerebko (F)

#15 – Damian Jones (C)

#1 – Damion Lee (G)

#34 – Shaun Livingston (G)

#5 – Kevon Looney (F)

#28 – Alfonzo McKinnie (F)

#11 – Klay Thompson (G)

Movimenti 2018

IN

Jacob Evans III – Draft, DeMarcus Cousins – Free Agent, Jonas Jerebko – Free Agent, Alfonzo McKinnie – Free Agent, Damion Lee – Free Agent, Marcus Derrickson – Free Agent

OUT

David West – Ritiro, Patrick McCaw – Free Agent, JaVale McGee – Free Agent, Zaza Pachulia – Free Agent, Nick Young – Free Agent

 

Parlare di Golden State potrebbe sembrare ormai una ripetizione degli ultimi anni: semplicemente, la squadra più forte della Lega, pochi dubbi su questa affermazione. I pezzi persi durante l’estate non sono certo campioni da rimpiangere (sebbene abbiano portato il loro apporto alla vittoria dello scorso anno, in particolare JaVale McGee che ha giocato delle Finals di ottimo livello). Sono gli arrivi che fanno pensare: se una squadra dominante come Golden State aggiunge un giocatore come DeMarcus Cousins, l’universo potrebbe esplodere? Speriamo di no, ma sicuramente la concorrenza scivola ancora più lontano dal dominio dei Warriors sulla Lega. A Golden State è sempre mancato un lungo dominante: cosa piuttosto naturale, dato che c’è un salary cap e anche umanamente volendo non si possono firmare più di un numero di grandi nomi; nessuno ha però detto che Golden State sia una squadra umana, visto che sembra non avere limiti. Una congiunzione astrale è venuta in soccorso del GM di Oakland: DeMarcus Cousins, la scorsa stagione, si è rotto il tendine d’achille. L’infortunio è grave, potrebbe addirittura significare che Cousins non sarà più lo stesso giocatore di prima: il giocatore ha però rifiutato un’estensione contrattuale con i New Orleans Pelicans, pronti a mettere sul tavolo 40 milioni di dollari in due anni. Il motivo? Cousins è convinto di potersi guadagnare un contratto più ricco già nell’estate 2019. Tra le tante opzioni disponibili per questo anno di transizione, ha scelto proprio Golden State: gesto codardo, secondo alcuni, ma perché? A quanto sembra, nessuna squadra si è davvero fatta avanti per farsi carico di un giocatore che, nelle previsioni più ottimiste, giocherà da gennaio/febbraio 2019 in poi; chi si è proposto, poi, non era convinto pienamente dell’investimento. Sicuramente c’è anche una parte di volere del giocatore: trasferirsi nella Baia vuol dire fare parte di quella che può essere ascritta tra le squadre più forti della storia (difficile definire altrimenti l’unione di così tante stelle nel loro prime, quali Stephen Curry, Klay Thompson, Kevin Durant e Draymond Green) e che potrebbe regalare a Cousins un anello NBA da mettere in bacheca.

L’impatto di Cousins è comunque da considerare nel lungo termine: non sarà attivo nella prima parte di stagione, perciò toccherà ad altri non far rimpiangere la sua assenza: il sophomore Jordan Bell vedrà probabilmente un elevato minutaggio nella prima parte di stagione, un’opzione che potrebbe avere degli ottimi effetti sulla sua crescita come giocatore. Per quanto riguarda gli altri: sono sempre lì, affamati di vittorie e pronti a diventare la quinta squadra a far registrare un three-peat (dopo Boston Celtics, Minneapolis Lakers, Chicago Bulls e Los Angeles Lakers).

W – L: 62 – 20

Probabile Quintetto: Stephen Curry – Klay Thompson – Kevin Durant – Draymond Green – Jordan Bell

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