NBA Stories/3 – La rissa che cambiò l’NBA

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Photo from cbc.ca

È il 23 novembre 2004. Fasi finali di una partita di stagione regolare, di fronte ci sono 2 squadre molto forti, le regine dell’est di allora, gli Indiana Pacers e i Detroit Pistons. La rivalità fra i due team è risaputa, si gioca al Palace of Auborn Hills di Detroit.

Indiana è nettamente avanti, secondi finali, da azione di rimbalzo su un tiro sbagliato il fu Ron Artest commette un fallo duro su Ben Wallace (Ron ma perché? Eravate sopra di 10, l’avevate vinta la partita), e scatta la rissa: Ben non la prende bene e si scaglia su Artest, quindi un parapiglia generale fra le squadre, in cui il primo braccato da compagni e avversari insegue il buon Ron, che indietreggia senza cercare il confronto, e a fatica i compagni di Wallace lo fermano e lo bloccano. Ma ormai il danno è fatto, l’aria è tesa ed è ampiamente surriscaldata.

Artest di reazione, a mo’ di sbruffonaggine, si stende sul tavolo dei giudici, in attesa: gli gridano di tutto dagli spalti, ed un genio ha l’incredibile idea di gettargli addosso un bicchiere di birra. Tutto il resto verrà ricordato come la più grande rissa nella storia dello sport americano, la rissa che cambiò l’Nba.

Artest non ci vede più: impazzito si lancia sugli spalti lanciando pugni all’aria; un coraggioso cerca di fermarlo, il primo ad accorgersi di tutto, ma è un altro matto da legare. Anche Sheed Wallace ci prova, ma ora il toro vede solo rosso. Altri giocatori di indiana salgono sugli spalti a cercare la rissa: Stephen Jackson e Jermaine O’Neal in particolare; così sono loro, 3 contro un intero palazzetto.

Nulla può più fermare la rissa, un tifoso Pistons si avvicina ad Artest che gli dà un pugno in faccia; O’Neal cerca di uccidere uno spettatore inerme, e solo il fatto che gli scivoli prima di colpire evita la tragedia. In campo intanto c’è di tutto, piovono oggetti, nessuno è fuori dalla rissa.

E alla fine, solo dopo molti minuti d’autentica guerra, le cose si calmano: sotto le docce di birre dei tifosi i Pacers ritornano negli spogliatoi. Quei Pacers che dopo quella rissa si preclusero ogni possibilità di vittoria dell’Anello. Quei Pacers che a fine anno saranno smantellati: impossibile tenere così tante teste calde in una sola squadra.

Le squalifiche tra l’altro furono pesantissime: Artest fuori tutta la stagione, Jackson fuori 30 partite, O’Neal 25, Wallace solo 6 allacciate di scarpe ai box. E senza contare tutte le cause civili in cui l’Nba venne chiamata a rispondere.

I Pistons a fine stagione si infilarono l’anello al dito, prendendo probabilmente forza da quell’episodio, battendo in finale i Big 4 dei Lakers: leggenda narra che Larry Brown, l’allora coach dei Pistons, avesse istigato più volte i suoi a essere duri, “Very hard”. Ma sono solo leggende.

E che fine hanno fatto i protagonisti di quella rissa? Sheed è diventato uno dei giocatori più amati di sempre, O’Neal non è più stato quel centro dominante che era prima della rissa, e prima anche del grave infortunio che lo colpì poco dopo; Jackson ha vagato per varie franchigie senza mai trovare stabilità. E l’uomo colpito dal pugno di O’Neal? Probabilmente mangia ancora brodini. L’Nba restò sconvolta dall’episodio, l’immagine della stessa lega era a rischio: troppi contatti duri, troppe risse… bisognava fare qualcosa. Così David Stern prese varie decisioni restrittive per i contatti. Che oggi non sia più l’NBA dei padri, come dice Battier? Che sia diventato un gioco un po’ più da femminucce?

A voi il commento, mentre intanto ci sfugge un particolare. Artest che fine ha fatto? Ron Artest non esiste più… ora si chiama Metta World Peace: fa balletti, incide dischi e quando vuole è l’ala piccola titolare dei Lakers, con cui ha vinto un titolo NBA. Ma noi vogliamo ricordarlo come il toro che provocò la rissa del secolo.

Questo il video dell’episodio:

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