NBA Stories/4 – Allen Iverson, MVP forever

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Photo: celebritynetworth.com

Il Draft 2013 si avvicina, tra i ragazzi che verranno scelti molto in alto (top 3), c’è il play da Michigan state Trey Burke. Ecco, questo ragazzo davvero molto interessante, (possibile seconda scelta assoluta da parte di Orlando), è secondo molti la cosa più vicina ad Allen Iverson vista su un campo da basket. Per i pochi, e spero davvero pochi, che non sanno chi è Iverson, ecco la sua storia.

Nasce in Virginia il 7 giugno 1975, la sua famiglia fa parte del ghetto del posto, la madre Ann resta incinta a 15 anni, il padre svanisce nel nulla prima della nascita, ma nonostante ciò Ann decide di chiamare il neonato come il padre: Allen. Nel suo quartiere Allen è però chiamato da tutti: Bubbachuck.

Il giovane Iverson cresce fra povertà, galera e sport. Lo sport preferito da Allen è il football, infatti considerava il basket sport da femminucce, ma tutti notarono il suo enorme talento in questo sport, e pur se contro voglia cominciò a giocare a pallacanestro
Passa gran parte del suo tempo libero nei playground della città, si fa conoscere da tutti, e tutti ne ammirano il talento, crea un rapporto particolare con un certo Tony Clark, che ne diventa un fratello maggiore.

smokingsection.uproxx.comPoi un giorno Tony viene trovato morto, ucciso dalla ragazza; per Iverson è il primo duro colpo che subisce dalla vita, lì conosce la legge del ghetto, dove puoi veder morire un amico da un giorno all’altro. Sportivamente si divide fra l’essere il play della squadra del liceo che frequentava, e il quarterback della squadra di football. A 16 anni guida entrambe le squadre al titolo statale, viene nominato MVP di quelle manifestazioni, ed entra nel radar degli scout Nba.

In una serata passata con amici in un bowling, scoppia una rissa con alcuni ragazzi bianchi. In realtà si seppe poi che furono i ragazzi bianchi ad offendere Allen e i suoi amici, ma furono arrestati solo i coloured, che un giudice razzista, perchè solo cosi lo si può definire, li condannò a 5 anni. Una vera mazzata per la carriera di Allen, e altra mazzata per la sua vita. Per fortuna però, su un ricorso presentato, la condanna fu ridotta a 4 mesi di reclusione.

Iverson passa i suoi giorni in carcere con relativa tranquillità, infatti i suoi amici lì conoscevano molti membri della sua famiglia e lo presero sotto la loro protezione. Dopo il carcere era tempo di scegliere in quale università andare, ed erano due gli atenei interessati: la Kentucky di Pitino e Georgetown. La prima però, saputo dell’episodio della rissa e del carcere si tirò subito indietro, lasciando via libera alla formazione di coach Thompson, anche lui cresciuto nel ghetto.

I suoi due anni universitari sono leggendari: due volte nominato miglior difensore dell anno, viene eletto nel quintetto All-American, viaggia ad una media di 25 punti, 4 assist, e 3 palle rubate a partita. A causa delle disastrose condizioni economiche della famiglia poi, su consiglio di coach Thompson, alla fine del suo secondo anno decide di entrare nel mondo dei pro.

Viene scelto al Draft 1996 con la prima chiamata assoluta dai Sixers. Da lì, “The Answer” spicca il volo, diventerà uno dei giocatori più amati della storia: lui cosi piccolino, lui che prende un sacco di botte, lui che però sempre si rialza sempre e fa impazzire l’Nba. E’ l’Iverson-mania.

Un po’ di dati:
Primo anno in Nba chiuso a 25 punti di media.
Primo rookie a segnare 40 punti per 5 partite di fila.
Il più giovane della storia a segnare 50 punti.
Eletto Rookie of the Year.

Il suo rapporto di odio-amore con coach Larry Brown fu straordinario, i due umanamente non legavano, troppo diversi, ma su untheafropick.com campo da basket l’uno era imprescindibile per l’altro. Nel 2000 la tensione fra i due è al massimo livello, ma si parlano, si chiariscono, ed entrambi fanno un passo indietro. E’ l’unione che cambierà la loro storia.

Nel 2000/2001 viaggia ad un incredibile media di 31 punti a partita, è ovviamente eletto MVP della lega, e porta i suoi Sixers in finale Nba. In finale ci sono gli imbattibili Lakers di Kobe e Shaq che, fino all’ultimo atto, non avevano perso nemmeno una partita. Tutti si aspettano il cappotto e invece… è storia.

Iverson vince letteralmente da solo gara1 a Los Angeles con una prestazione memorabile, che lo farà ancora di più entrare nei cuori di tutti, Il titolo poi lo vinceranno i Lakers 4-1,ma si può ben dire che quella partita fu in grado di battere la serie.
Sostanzialmente per quasi 8 anni, Allen viaggia sopra i 31 punti a gara, ed i suoi canestri non sono spiegabili, più erano difficili più li segnava.

Non rivincerà però più un MVP assoluto, non rivedrà una finale Nba. Il rapporto con coach Brown alla fine saltò, abbandonò pure i suoi Sixers e la sua amata città quella dell’amore fraterno, facendo anche un’esperienza in Cina. E’incredibile da pensare ma ora vive in una situazione di grosse difficoltà economiche, lui cosi generoso, da dare mance altissime ogni volta che ne aveva la possibilità, ha finito con lo sperperare tutto. 

Il giorno del suo ritiro piangeva forte, e piangeva tutto il mondo Nba, tutti i tifosi che lo hanno amato come pochi. Entrerà nella Hall of Fame, senza troppi dubbi. Ma nei ricordi di tutti, è The Answer, quello che fece un crossover a sua maestà Jordan mandandolo al bar. Semplicemente l’MVP Forever.

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