N(BA)UMBERS/27 – Mike Brown: storia di un genio incompreso?

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La prima notizia che appare scrivendo Mike Brown su Google è “Cleveland licenzia coach Mike Brown”. Infondo, per chi segue la NBA da tempo, non è una notizia eclatante dato il nome conosciuto. Infatti Mike è famoso per la sua abilità nel farsi esonerare. 2 volte con i Cavs e 1 con i Lakers. Ma perché tutto questo? Andiamolo a scoprire facendo un salto indietro nella carriera di coach Brown.

Mike Brown non è mai diventato un cestista professionista e a questo si deve la sua giovanissima apparizione (27 anni) come vice-allenatore dei Washington Wizards dal ’97 al ’99. Il suo record, o meglio, quello di Bernie Bickerstaff, allenatore di quei Wizards, è di 60-72, non proprio positivo.

L’anno successivo si trasferisce a San Antonio a fare da vice ad uno dei migliori allenatori della storia, Gregg Popovich. Qui rimarrà del 2000 al 2003, anni in cui gli Spurs collezioneranno un record di 176-70 ed un titolo NBA (2003).

Successivamente si sposta ad Indianapolis fino al 2005 sotto le direttive di Rick Carlisle con il quale raggiungerà una finale di conference (2004) e 105-59.

In totale il suo record da assistente ammonta a 341-201 (62.9 %)

La sua carriera da head-coach inizia in Ohio, ai Cleveland Cavaliers di un certo LeBron James, che al suo arrivo aveva appena 21 anni. Mike gestisce bene la squadra tanto da riuscire a portarla nel 2007 alle Finals per la prima volta nella storia della franchigia, dove però verranno demoliti degli esperti Spurs del suo mentore Gregg Popovich. Nel 2009 viene premiato è si siederà alla guida della squadra delle stelle dell’est nell’All Star Game di Phoenix. Nonostante le fantastiche stagioni 2008-2009 e 2009-2010 in cui i suoi Cavs avranno il miglior record della NBA (66-16 e 61-21), la squadra non raggiunge in nessuno di quei due anni le Finals. Questo costerà a coach Mike Brown la panchina.

Dopo un anno sabbatico Brown prende il posto di Phil Jackson sulla panchina dei Lakers. La stagione è discreta (41-25) e concluderà ai PO con una sconfitta in semifinale di conference per mano degli Oklahoma City Thunder (4-1). L’anno successivo è pessimo e proprio a causa di questo esordio negativo in stagione viene esonerato a novembre dopo aver collezionato 1-4.

L’anno scorso il suo ritorno a Cleveland doveva essere il segno della svolta per i Cavaliers che avevano in roster ottimi elementi ed una prima scelta. Ma, causa casi clinici (Bynum), delusioni inaspettate (Bennett) e fratture nello spogliatoio (Irving, Thompson, Jack), le tantissime aspettative sono state deluse, portando a casa solo 33-49. Ed ora veniamo a 5 giorni fa in cui i Cavs hanno ufficializzato l’esonero.

Ora non sappiamo cosa farà Mike, ma certamente girano a suo favore (347-216 da head-coach, 61.6%), ed un allenatore con un po’ di esperienza non fa male a nessuno. Certo, se poi ha la capacità di farsi sempre esonerare, si cambia discorso.

 

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