Non i soliti nomi: Earl Boykins, il piccolo grande uomo – Settimana 2

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Photo: sbnation.com Se si pensa ad un uomo alto 1,63 per un peso di 57 Kg, di certo non si va a pensare ad un giocatore NBA. E invece è proprio cosi, lui è Earl Boykins, il secondo giocatore più basso della storia del basket statunitense dopo Muggsy Bogues. Mai scelto al draft NBA, Boykins nato il 2 giugno 1976, ha iniziato la sua carriera con contratti annuali passando da diverse franchigie come Cleveland Cavaliers, New Jersey Nets, Orlando Magic, Los Angeles Clippers e Golden State Warriors, girovagando così per i primi 5 anni. Earl, arrivato da Eastern Michigan University, aveva stabilito diversi record all’interno del basket collegiale e detiene ancora adesso il record di assist in carriera (624). Dopo i primi 5 anni riesce a trovare una sistemazione giusta nel contesto dei Denver Nuggets di Carmelo Anthony in cui riesce a ritagliarsi un ruolo da protagonista venendo dalla panchina. La sua dote principale era quella di riuscire a fare molti punti in poco tempo. Usato come riserva della point guard titolare, Earl è riuscito a stabilire il record di punti realizzati da un giocatore di quell’altezza, realizzando ben 32 pt nella vittoria dei suoi Nuggets sui Detroit 11 Novembre 2004. Le sue medie avevano raggiunto i 9,4 punti a partita con il 31,8% dalla lunga distanza e l’87,9% dalla lunetta. Il 18 gennaio 2005 ha stabilito il record di più punti realizzati in un overtime, con 15. Il record è stato poi battuto il 17 dicembre 2006 da Gilbert Arenas dei Washington Wizards con 16. Dopo la sua avventura pluriennale a Denver, Earl è stato coinvolto nella trade che ha portato Allen Iverson ai Nuggets, e il folletto di Michigan State è stato mandato ai Bucks in cambio di Steve Blake, mossa fatta da Denver per liberare spazio salariale. La sua avventura ai Bucks non fu delle migliori e durò un paio di mesi. Il 31 Gennaio 2008 venne ingaggiato come free agent dai Charlotte Bobcats. Nei pochi mesi trascorsi a Charlotte, Boykins vide diminuire il suo rendimento. Nella stessa estate del 2008 decise allora di provare un’avventura nuova,quella europea, decidendo di accettare l’offerta della Virtus Bologna che gli offrì un contratto di 3,5 milioni di dollari (2,3 milioni di euro), rendendolo il giocatore più pagato del campionato italiano.

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L’avventura a Bologna non fu tutta rose e fiori. A natale del 2008 venne addirittura messo fuori squadra dalla società in quanto era partito negli States anche se il permesso gli era stato negato. Successivamente reintegrato, Boykins fece registrare anche grandi prestazioni con la maglia della Virtus infatti, il 7 Febbraio 2009 mise a segno 35 punti nell’anticipo contro la Snaidero Udine e questò diventò il suo high-score nel campionato italiano. Nell’estate del 2009 la Virtus decise di non rinnovargli il contratto e Boykins riuscì ad accasarsi in una realtà non delle migliori come Washington. La squadra era dimezzata dagli infortuni ed Earl riuscì a ritagliarsi uno spazio importante. Anche li la sua avventura fu altalenante. Fu addirittura conivolto nel caso delle “pistole”, che coinvolse i Wizards e portò alla sospensione di Arenas e Crittenton, in quanto fu proprio una discussione tra Boykins e McGhee che portò ad un lite all’interno dello spogliatoio. Il 19 agosto 2010 firma un contratto con i Bucks. A Milwaukee l’avventura non fu entusiasmante e durò una sola stagione. Dopo qualche apparizione nel 2012 con la maglia dei Rockets, Boykins non ha più calcato il parquet e ancora adesso rimane ancora free agent. Giunto all’età di 37 anni chissà se il piccolo folletto di Michigan State ha deciso di appendere le scarpe al chiodo oppure, come molti sperano, vuole riprovare a buttarsi nella gabbia dei giganti. In ogni caso, il piccolo grande uomo, ha già messo la sua firma nella storia del basket statunitense.