Race to the MVP: settimana 1

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Classifica:

Ogni settimana verrà assegnato un punteggio in base alla posizione in classifica. A fine anno il giocatore che avrà guadagnato più punti in assoluto sarà eletto MVP di Basketinside.com.

Il primo guadagnerà 25 punti, il secondo 20, il terzo 17 e poi a seguire 14 – 12 – 10 – 8 – 6 – 4 – 3 fino al decimo posto. I giocatori che si posizionano tra l’undicesima e la quindicesima posizione ottengono un punto. La settimana finale il punteggio è triplicato.

Tra parentesi la posizione nella guida alla stagione basketinside.com. In grassetto le statistiche in cui il giocatore è leader.

 

 

15° Andrea Bargnani, Toronto Raptors (NC). 22,6 punti, 5,8 rimbalzi, 2,4 assist. Tanta costanza e al Madison la risolve lui.

14° Kyle Lowry, Houston Rockets (NC). 13,3 punti, 11,5 assist, 6,3 assist. Conduce la lega in assist e va vicinissimo a una tripla doppia contro San Antonio.

13° Chris Paul, Los Angeles Clippers (3°). 15,5 punti, 9,8 assist, 2,5 rimbalzi. In fase di adattamento, ma incide già.

12° Manu Ginobili, San Antonio Spurs (NC). 17,4 punti, 3,8 rimbalzi, 3,0 assist. Purtroppo non sarà più in classifica per un periodo di tempo molto lungo, ma la sua posizione nel ranking oggi è legittima.

11° Rajon Rondo, Boston Celtics (10°). 16,5 punti, 10,5 assist, 6,0 rimbalzi. Le prime due uscite sono da cineteca e contro Washington sfodera anche una tripla doppia da 18 punti, 11 rimbalzi e 14 assist.

 

10° Ray Allen, Boston Celtics (NC).

20,0 punti, 2,8 rimbalzi, 2,5 assist, 1,0 recuperi, 56,5% dal campo, 61,1% da 3, 87,0% ai liberi, 34,3 minuti.

Boston non parte bene, ma certamente il recordman per triple segnate nella NBA più di così non può produrre. Contro Miami ne mette 28 con 6/8 da 3, ma i suoi sforzi sono vanificati dagli ultimi 12′ della matricola Norris Cole. Nonostante questo, a 36 anni e mezzo, almeno per una settimana (abbondante), si merita il decimo posto in questa graduatoria.

 

9° Carmelo Anthony, New York Knicks (NC).

27,0 punti, 7,0 rimbalzi, 3,6 assist, 44,4% dal campo, 37,0% da 3, 81,8% ai liberi, 36,0 minuti.

Distrugge Boston con 37 punti e 8 rimbalzi ed è devastante in fase offensiva. Se New York incassa qualche sconfitta di troppo è anche a causa dell’infortunio di Stoudemire, perché il suo rendimento è sempre notevole. Nella sfida persa con Toronto cerca di mettersi in proprio con un 13/31 dal campo e una doppia doppia da 35+11, ma contro il Mago non è sufficiente.

 

8° Dwyane Wade, Miami Heat (9°)

18,8 punti, 6,5 assist, 3,1 rimbalzi, 2,0 stoppate, 1,5 recuperi, 44,6% dal campo, 71,9% ai liberi, 34,8 minuti.

Non è certo il Wade a cui siamo abituati quello che abbiamo potuto ammirare nelle prime uscite stagionali, almeno a livello statistico. Come si dice negli Stati Uniti, però, “esistono bugie, grandi bugie e statistiche”: Miami ha iniziato la stagione alla grande con la schiacciante vittoria a Dallas di cui Dwyane è stato grande protagonista e il game winner di Minnesota porta la sua firma.

 

7° Dwight Howard, Orlando Magic (7°)

17,7 punti, 15,3 rimbalzi, 2,2 assist, 2,7 stoppate, 1,8 recuperi, 54,5% dal campo, 41,5% ai liberi, 39,2 minuti

Orlando vince e Dwight è il miglior rimbalzista della lega, ma il calendario dei Magic era veramente facile, eccezion fatta per la prima, insidiosa trasferta a Oklahoma City. Nonostante una doppia doppia-doppia da 20+24 e altre ottime prestazioni a rimbalzo, Howard non ha convinto in fase offensiva, dove non si sono visti miglioramenti: il tabellino dice 17,7 punti con un impietoso 41,5% ai liberi.

 

6° Kobe Bryant, Los Angeles Lakers (6°)

24,0 punti, 6,0 rimbalzi, 6,0 assist, 1,3 recuperi, 40,2% dal campo, 19,2% da 3, 82,2% ai liberi, 34,7 minuti

Avvio di stagione stentato quello dei Los Angeles Lakers, che dopo sei partite hanno un modesto record di 3-3. Bryant non ha comunque fatto mancare il suo talento, con un fastidioso infortunio al polso destro che l’ha sì limitato, ma che non gli ha impedito di scendere in campo in tutti e sei gli incontri disputati. Male contro Denver, con un orribile 6/28 dal campo, ma Bryant resta ampiamente nei primi dieci della lega pur non giocando il suo miglior basket.

 

 

5° Blake Griffin, Los Angeles Clippers (NC)

26,0 punti, 9,8 rimbalzi, 2,5 assist, 1,0 recuperi, 54,8% dal campo, 66,7% ai liberi, 36,8 minuti.

Una sola parola: devastante. Un mix di movimenti in post basso e affondate da un altezza umanamente poco immaginabile, che si sta completando con l’aggiunta di un mid-range jump shot in fase di sviluppo. Nonostante stia cercando di prendere fiducia proprio con il suo tiretto dalla media, le sue percentuali dal campo sono sempre impressionanti e con lui e Paul i Clippers possono davvero puntare in alto.

 

4° Derrick Rose, Chicago Bulls (4°)

19,8 punti, 8,6 assist, 3,6 rimbalzi, 47,1% dal campo, 38,1% da 3, 93,1% ai liberi, 34,8 minuti

L’inizio dei Bulls non era dei più semplici, con la doppia trasferta allo Staples Center. È proprio in queste due occasioni che si è visto il miglior Rose, quando più serviva: contro i Lakers segna 22 punti con 9/13 dal campo e risolve la partita con un fantastico canestro, demolendo poi i Clippers con una mostruosa prova da 29 punti, 8 rimbalzi e 16 assist.

 

3° LeBron James, Miami Heat (2°)

29,3 punti, 7,7 rimbalzi, 6,5 assist, 2,0 recuperi, 1,0 stoppate, 60,0% dal campo, 78,6% ai liberi, 35,8 minuti.

Suonerebbe strano che un giocatore del genere sia soltanto terzo, perché il livello di gioco espresso da LeBron nelle prime sei partite rasenta veramente la perfezione. Nonostante aver distrutto i Mavs con 37 punti e avere affossato Charlotte e Minnesota, rispettivamente, con 35 e 34, ci sono, a nostro avviso, due giocatori un pochino più vicini alla perfezione di quanto non sia in realtà James.

 

2° Kevin Durant, Oklahoma City Thunder (1°)

27,3 punti, 6,2 rimbalzi, 3,5 assist, 1,0 recuperi, 1,0 stoppate, 53,3% dal campo, 50,0% da 3, 76,6% ai liberi, 36,8 minuti

Il record di Oklahoma City è esattamente uguale a quello degli Heat e le cifre di Durant non sono strabilianti quanto quelle di LeBron. Tuttavia, Durant è stato capace di dominare silenziosamente tutti gli incontri, con l’eccezione della sfida a Phoenix, e ha cominciato la stagione con quattro trentelli in altrettante uscite. Ciò che gli consente di essere ancora davanti a James è l’aversi già mostrato decisivo, con l’incredibile tripla della vittoria a 1”4 dalla fine ai danni dei Dallas Mavericks. Può sembrare strano, ma per la leadership non basta.

 

1° Kevin Love, Minnesota Timberwolves (NC)

25,4 punti, 15,2 rimbalzi, 2,4 assist, 1,4 recuperi, 47,6% dal campo, 44,0% da 3, 77,6% ai liberi, 39,0 minuti

Il numero uno della prima settimana, secondo noi, è Kevin Love. Offensivamente l’ala grande dei Timberwolves si è spesso dimostrata immarcabile, senza perdere però un millesimo della sua efficacia sotto le plance, secondo nella speciale graduatoria soltanto ad Howard. Si potrebbe facilmente sollevare l’obiezione che i Timberwolves hanno comunque un record negativo e Love non merita un posizionamento così alto, ma il calendario di Minnesota era veramente proibitivo nelle prime cinque partite: in ordine, Love e compagni hanno dovuto affrontare Oklahoma City, Miami, Dallas e San Antonio sul parquet amico, con una difficile trasferta (giocata male, a dire il vero) a Milwaukee alla seconda uscita. Minnesota è riuscita a difendere il parquet amico, peraltro in back-to-back, dall’assalto texano di Dallas e San Antonio, sfiorando soltanto il colpo grosso contro Durant e James. In questo insidioso inizio, Love ha fatto vedere tanta costanza (mai sotto i 22 punti e i 12 rimbalzi) e tanti tiri pesanti, come le due triple che hanno spezzato ogni speranza ai Mavericks.

 

Classifica provvisoria (settimana 1):

1- Kevin Love 25

2- Kevin Durant 21

3- Lebron James 17

4- Derrick Rose 14

5- Blake Griffin 12

6- Kobe Bryant 10

7- Dwight Howard 8

8- Dwyane Wade 6

9- Carmelo Anthony 4

10- Ray Allen 3

11-15°- Rajon Rondo, Manu Ginobili, Chris Paul, Kyle Lowry, Andrea Bargnani 1