Rookie Rankings, settimana 23. La storia: La rinascita dei rookies in aprile

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Jenkins è in una forma splendida, sembra quello di Vanderbilt
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Un rookie fa primavera. E’ il detto che potrebbe sposarsi perfettamente con l’andamento delle ultime gare, come al solito un po’ blande, di regular season. Il trend di fine stagione, infatti, è quello di far giocare maggiormente chi è stato fuori dalla rotazione per tutto il corso dell’anno, soprattutto per le squdre che non giocheranno i playoff, o sono sicure di farlo.

Senza questi minuti di grazia, però, non potremmo conoscere tantissimi giocatori che prossimamente potranno fare qualcosa di buono (o emigrare in Europa) nel corso della loro carriera professionistica. E’ infatti l’obiettivo di questa rubrica, non solo quello di far conoscere le prossime stelle della Lega, che di per sé sono sin da subito sotto l’occhio dei riflettori, ma anche la classe media e quella dei cosiddetti “role players”, altrettanto importanti per giudicare a posteriori il livello di un Draft.
Uno ad esempio che potrà aspirare ad essere qualcosa di più di role player è Evan Fournier, francesino che sta sfruttando alla grande i minuti concessigli da George Karl, dovuti soprattutto agli infortuni di Gallinari e alle larghe vittorie di Denver contro Brooklyn,Utah e Houston. L’ex Poitiers, sta dimostrando di essere una pedina importante quando viene chiamata in causa e le tre gare a 17 o più punti segnati, nelle ultime sei, sono un ottimo biglietto da visita. Per valutare il suo immediato futuro, sarà importante la questione legata a Corey Brewer, che gioca tanto ed è in odore di contratto importante, che probabilmente Denver preferirebbe non dargli visti gli impegni molto onerosi presi con Iguodala, Gallinari e McGee. Tra i premiati dalla primavera, va menzionato, anche se a differenza degli altri era stato già considerato dalla nostra classifica, Chris Copeland. L’abilità del capellone di farsi trovare pronto è oggettivamente incredibile, e, pure di sfruttare la sua occasione nella NBA è pronto a giocare in qualsiasi ruolo, come dimostra il suo inusuale utilizzo da 4/5 nello small ball di Mike Woodson, dovuto all’assenza di Tyson Chandler. Le gare in doppia cifra del nativo del Colorado non stupiscono più e difficilmente dopo una stagione a 7.6 punti di media, in una delle forze della Lega, riusciranno a sbatterlo fuori dal basket che conta.
In questo periodo il compagno di merende di Jenkins è un altro rookie: Mike Scott, anche lui in grande forma
Photo took from espn.go.com
Tornando ai giocatori scelti al Prudential Center nel 2012, non si possono non citare le prestazioni monstre di John Henson di Milwaukee e Will Barton di Portland, che hanno colpito per la facilità con cui hanno realizzato numeri francamente irripetibili. Henson, che già nei primi mesi di NBA si era fatto notare per il 17+18 contro Miami, e altre grandi prestazioni contro big della Lega, ha disputato una clamorosa gara contro Orlando, da 17, 25 (!) rimbalzi e 7 stoppate, che a conti fatti, dovrebbe essere la gara con la più alta valutazione per un rookie nel 2012-2013; Barton, invece, dopo un annata passata a riscaldare la panchina, sta avendo molta continuità, che ha ripagato con due gare in doppia cifra, di cui una da 22 punti, 13 rimbalzi e 6 assist contro Dallas. Non stupiamoci se l’anno prossimo risentiremo parlare dei due.
I veri eroi della settimana, però, sono la coppia di “Atlantini” Mike Scott, e John Jenkins, che ha dato spettacolo, nonché concesso respiro ai veterani, nelle due gare precedenti alla vittoria, decisiva contro Milwaukee, che ha permesso agli Hawks di scavalcare Chicago e quindi di evitare, per ora, lo scontro con Indiana, terza forza ad Est. La gara in trasferta contro San Antonio, in cui Atlanta si è presentata senza Josh Smith, Al Horford e Devin Harris ha avuto quasi dello storico, visto la vittoria risicatissima di Duncan e compagni per 99-97. All’AT&T Center di San Antonio, Jenkins è stato il vero MVP, grazie ai 23 punti segnati, con un clamoroso 7/9 dal campo, 3/3 da tre, conditi da 4 assist, uno dei quali ha permesso a Scott di segnare 2 dei suoi 22 punti finali, grazie ai quali ha messo in difficoltà un Duncan, tanto ispirato nella metà campo offensiva quanto in crisi in quella difensiva.
Ancora più importante, perché è valsa una vittoria agli Hawks, è la gara contro Philadelphia in cui i due rookies hanno combinato per 38 punti, 8 rimbalzi e 6 assist, rispettivamente 17 e 8 Scott, e 21 e 6 assist Jenkins. Larry Drew è avvertito, e se una rondine non fa primavera, due rookies dominanti si, ed è una cosa da tenere a mente dato che a breve inizieranno i playoff.

 

Rankings:

1° Damian Lillard, Playmaker, Portland Trail Blazers.Settimana precedente: 1°

Punti 19.0 (top), Rimbalzi 3.2,Assist 6.5 (top), Recuperi 0.9, 43% dal campo, 37% da tre, 85% ai liberi in 38.5 minuti (top)

Contro Dallas e OKC non supera i 15 punti, un giocatore normale infatti, dopo una lunga stagione da titolare, in questo periodo tende a mollare leggermente il colpo ma Lillard non è normale, sarà per questo che contro i Lakers in lotta per l’accesso ai Playoffs piazza una prestazione da 9 assist, 3 recuperi e soprattutto 38 punti, suo career high. Semplicemente la ciliegina sulla torta, una chiusura fantastica di una stagione superlativa.

 

2° Anthony Davis, Ala Grande, New Orleans Hornets. Settimana precedente: 4°

Punti 13.5,Rimbalzi 8.2 (top), Assist 1.0,Recuperi 1.2 (top),Stoppate 1.8 (top), 51% dal campo, 75% ai liberi in 28.8 minuti.

Due volte su quattro oltre i venti punti e comunque sempre in doppia cifra, tre volte su quattro in doppia doppia, il tutto con una media di due stoppate ad allacciata di scarpe. Davis sta giocando da prima scelta assoluta e bisogna ammettere che vederlo in campo privo di ogni fastidio fisico è davvero un piacere per gli occhi. 

 

 

3° Andre Drummond, Ala/Centro, Detroit Pistons. Settimana precedente: NC

Punti 7.9,Rimbalzi 7.7 (top), Assist 0.4, Stoppate 1.7, Recuperi 1.0,61 %dal campo (top), 38% ai liberi in 20.3 minuti.

Ritorna in classifica dopo l’infortunio l’uomo bionico di Detroit. Drummond dimostra di aver recuperato alla grande dato che contro Minnesota e Chicago raggiunge la doppia cifra a rimbalzo ma sfiorandola solamente per quanto riguarda i punti segnati, salvo poi esplodere come una bomba contro Cleveland, partita in cui segna 29 punti e 11 rimbalzi con 10/11 al tiro, una giornata da segnare sul calendario e festeggiarla ogni anno come se fosse Natale. Nell’uscita successiva segna 15 punti e 9 rimbalzi contro Charlotte contribuendo al meglio alla terza vittoria consecutiva dei Pistons. Bentornato Andre, ci sei mancato.

 

4° Jonas Valanciunas, Centro, Toronto Raptors. Settimana precedente: 2°

Punti 8.7, Rimbalzi 6.0, Assist 0.8, Stoppate 1.2, 55% dal campo, 79% ai liberi, in 23.7 minuti.

Ovviamente in leggero calo rispetto alla settimana scorsa ma era abbastanza prevedibile, se fosse andato avanti su quei ritmi sarebbe stato un All Star. Ciò non vuol dire che abbia fatto male, infatti ha raggiunto due volte su tre la doppia cifra anche se con un minutaggio ridotto rispetto a settimana scorsa e anche in difesa ha fatto la sua parte con quasi 2 stoppate a gara. Valanciunas potrebbe essere in futuro un vero leader, ha la tecnica, i centimetri e tira anche molto bene come dimostra il 18/20 ai liberi di questa settimana. Completo.

 

5° Brian Roberts, Guardia, New Orleans Hornets. Settimana precedente: 9°

Punti 7.0, Rimbalzi 1.2, Assist 2.7, Recuperi 0.5, 42% dal campo, 38% da tre, 91% ai liberi in 16.5 minuti

Roberts approfitta del momento difficile di Harkless, Barnes, Zeller e compagnia per scalare la classifica e raggiungere la quinta piazza, la più alta da lui mai raggiunta quest’anno. Roberts celebra così una stagione ottima, completa e sopra le aspettative, fatta di intensità e buone prestazioni in pochi minuti. In settimana comincia con 9 punti e 3 assist in pochi minuti contro i Lakers, successivamente gli concedono tanti minuti e lui sfrutta l’occasione con 20 punti, 6 rimbalzi e 5 assist contro Sacramento e poi 15 punti, 6 rimbalzi e 11 assist contro i Clippers. Da applausi.

 

6° Harrison Barnes, Ala, Golden State Warriors. Settimana precedente: 7°

Punti 9.3, Rimbalzi 3.9, Assist 1.2, Recuperi 0.7, 44% dal campo, 35% da tre, 74% ai liberi in 25.3 minuti.

Se i Warriors si sono qualificati per i Playoffs è anche merito suo. In settimana gioca ben cinque partite e in ognuna riesce ad avere un discreto impatto, per due volte raggiunge la doppia cifra e in una di queste occasioni aggiunge anche 10 rimbalzi per una preziosa doppia doppia. E’ una coincidenza che le due vittorie dei Warriors siano arrivate in concomitanza con le due migliori prestazioni di Barnes? Forse no.

 

7° Chris Copeland, Ala Piccola, New York Knicks.Settimana precedente: 13°

Punti 7.6, Rimbalzi 2.0, Assist 0.5, 47% dal campo, 42% da tre, 77% ai liberi in 14.0 minuti.

Copeland fa parte della “scuola Brian Roberts”, un rookie over 28 anni che gioca qualche volta e solo per pochi minuti, tutti perfettamente sfruttati proprio come fa Roberts. Copeland ha giocato con continuità per un’intera settimana, evento rarissimo, ma ha risposto con una medi di 14 punti, 4.5 rimbalzi e 2 assist in quattro partite aiutando i suoi compagni a portare a casa tre vittorie. “The Cope” sa che certi momenti non si ripeteranno spesso nei Playoffs e per questo ora sta tirando tutto ciò che gli passa per le mani ma comunque mantenendo buone percentuali, un’ulteriore motivo per cui si merita questa settima piazza.

 

8° Maurice Harkless, Ala Piccola, Orlando Magic. Settimana precedente: 3°

Punti 8.0, Rimbalzi 4.5, Assist 0.6, Recuperi 1.1, Stoppate 0.8, 47% dal campo, 31% da tre, 59% ai liberi, in 25.1 minuti

Contro Chicago gioca solo 8 minuti e non si smuove dai suoi 0 punti ma anche contro Cleveland non entusiasma mettendo a referto solo 7 punti e 4 rimbalzi con 3/12 al tiro. Contro i Bucks ci sono dei miglioramenti e inoltre i suoi 14 punti e 4 rimbalzi aiutano i Magic a portare a casa una rara vittoria. Ora la vera domanda è questa: Harkless sta attraversando un brutto momento e tornerà presto a fare bene o, al contrario, è finito il suo periodo d’oro? Non ci resta che attendere.

 

9° Michael Kidd-Gilchrist, Ala, Charlotte Bobcats.Settimana precedente: 5°

Punti 9.0, Rimbalzi 5.8, Assist 1.5, Stoppate 0.9, 46% dal campo, 75% ai liberi in 25.7 minuti.

Bene ma senza esagerare per l’ex Kentucky. Mantiene una media di circa 6.5 punti e 6.5 rimbalzi, non incredibile ma dignitosa per poi esplodere in una clamorosa prestazione da 18 punti e 14 rimbalzi contro Miami, una partita che gli permette di restare in classifica oltre che ricordarci che MKG è sempre e comunque la seconda chiamata assoluta di questo Draft e il talento non gli manca.

 

10° John Henson, Ala Grande, Milawaukee Bucks.Settima precedente: NC

Punti 5.5, Rimbalzi 4.3, Stoppate 0.6, 48% dal campo, 53% ai liberi, in 12.1 minuti.

Inizia la settimana con i soliti 4 o 5 minuti a partita dove, ovviamente, tocca al massimo 2 punti a partita ma poi gli concedono 26 minuti contro Atlanta in cui realizza 8 punti, 8 rimbalzi, 3 recuperi e 2 stoppate. Non male, già così parleremmo di una bella crescita ma se vi dicessi che contro Orlando ha chiuso la partita con 17 punti, 25 rimbalzi, 3 assist e 7 stoppate? No, non è un pesce d’aprile in ritardo, è la verità e direi che solo per questo si merita la Top Ten. John Henson, the human videogame.

 

11° John Jenkins, Guardia, Atlanta Hawks.(NC)

Torna da un leggero infortunio e torna anche in classifica. Finalmente arrivano i minuti e con loro anche le ottime prestazioni, prima 23 punti, 4 rimbalzi e 4 assist contro gli Spurs e poi 21 punti e 6 assist nella vittoria contro i 76ers. Ragazzo da non sottovalutare.

 

12° Evan Fournier, Guardia, Denver Nuggets. (NC)

Siamo a fine stagione e i titolari devono riposare, inoltre l’infortunio del Gallo ha permesso ad alcuni panchinari di incrementare il minutaggio ed è per questo che in settimana il francesino ha portato a casa una media di 5 punti e 3 assist salvo poi incendiarsi nella vittoria contro Houston in cui realizza 17 punti, 5 assist, 3 rimbalzi e 3 recuperi..

 

13° Will Barton, Guardia, Portland Trail Blazers (NC)

Ennesimo nome nuovo di questa classifica, l’ex tuttofare di Memphis University è in una forma stellare. Sfiora la doppia cifra contro Lakers e Houston (contro cui segna anche 6 rimbalzi e 4 assist) per poi incrementare il bottino con 18 punti e 7 rimbalzi contro OKC e raggiungere l’apoteosi con 22 punti, 13 rimbalzi, 6 assist e 3 recuperi contro Dallas. Non svegliatelo, sta ancora sognando.

 

14° Mike Scott, Ala Grande, Atlanta Hawks. (NC)

Perché avere in classifica un solo giocatore degli Hawks quando se ne possono avere due? Non gioca mai, tocca il campo solo in due occasioni ma in una mette a referto 22 punti, 6 rimbalzi e 2 assist mentre nella successiva realizza 17 punti e 8 rimbalzi. Che stesse cercando di dire di farlo giocare più spesso?

 

15° Donatas Motiejunas, Ala Grande/Centro, Houston Rockets, (10°)

10 punti e 7 rimbalzi contro Portland per poi realizzare 12 punti, 3 rimbalzi e 2 stoppate in soli 16 minuti contro Denver. Per qualche motivo viene successivamente piazzato in panchina e nelle due partite successive gioca solo 6 minuti che lo costringono a perdere qualche posizione in classifica.

 

Classifica Generale:
Come l’anno scorso ci sarà un metodo per eleggere il Rookie of the Year di Basketinside. Assegneremo ogni settimana un punteggio in base alla posizione nella classifica settimanale, a fine anno chi avrà più punti in assoluto sarà il rookie dell’anno secondo Basketinside.com. Il primo guadagnerà 25 punti, il secondo 20, poi 17, 14, 12, 10, 8, 6, 4, 3.Dall’undicesimo al quindicesimo si guadagna 1 punto.

Damian Lillard 575

Anthony Davis 353

Dion Waiters 279

Harrison Barnes, Brad Beal 220

Michael Kidd-Gilchrist 218

Alexey Shved 194

Kyle Singler 139

Jonas Valanciunas 102

Andre Drummond 93

Moe Harkless 85

Tyler Zeller 68

Andrew Nicholson 39

Donatas Motiejunas 38

Jeffery Taylor 30

Brian Roberts 40

Jae Crowder 26

Chris Copeland 25

Jared Sullinger 24

Austin Rivers 15

John Henson 13

Meyers Leonard 12

Kyle O’Quinn 11

Terrence Ross 10

Thomas Robinson 7

John Jenkins 6

Pablo Prigioni 4

Draymond Green 2

Evan Fournier, Mike Scott, Will Barton 1

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