Rookie Rankings, settimana 6 – “Quasi rookie”: scelte NBA in giro per l’Europa

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I rapporti tra il mondo NBA e le altre realtà al di fuori dei confini americani è mutato sempre più nel corso degli ultimi anni, con una spinta crescente verso la “globalizzazione” e l’espansione del basket “a stelle e strisce” verso nuovi orizzonti.

E così accade anche in direzione opposta, con un numero sempre maggiore di giocatori “FIBA” (sigla della federazione del basket mondiale utilizzata per indicare i giocatori non di estrazione statunitense) che vengono ogni anno selezionati al Draft o che, più semplicemente, firmano un contratto con una franchigia NBA (Datome “docet”) per tentare il grande salto al di là dell’oceano.

Tuttavia, succede spesso che molte scelte non compiano effettivamente il passaggio dall’Europa (o da altri continenti) agli USA subito dopo il Draft, ma capita invece che rimangano nei loro club ancora per qualche stagione, a farsi le ossa in attesa di raggiungere il palcoscenico più prestigioso del mondo.

Anche il Draft 2013 non ha fatto eccezione da questo punto di vista, con tante pick che militano ancora oggi in Europa: il nome più importante è senza dubbio quello di LucasNogueira, scelto dai Boston Celtics alla posizione numero 16 e poi scambiato subito agli Atlanta Hawks.

Il ragazzo brasiliano classe ’92 ha indossato la casacca degli Hawks solo per la SummerLeague, per poi tornare nel campionato spagnolo (Liga ACB) con i madrileni dell’Estudiantes: non una stagione particolarmente fortunata la sua, contraddistinta da tendinite al ginocchio e che è culminata (notizia di pochi giorni fa) nella scelta di sospendere il contratto con il suo club per intraprendere dei trattamenti ad hoc negli USA.

I problemi al ginocchio si sono però abbattuti anche su LivioJeanCharles, 28esima scelta assoluta (San Antonio Spurs): è sempre grande curiosità per le scelte europee degli Spurs, ottimi reclutatori al di fuori degli USA, ed in particolare per uno dei maggiori talenti del basket francese (per lui 20 anni appena compiuti). Interesse smorzato però in partenza, nel mese di Luglio, a causa di un infortunio al ginocchio destro durante gli Europei Under-20; l’operazione è d’obbligo e seguono sei mesi di stop, al termine dei quali potremo seguirlo tra le file dell’ASVEL Villeurbanne.

L’Europa, ed in particolare la Spagna, sorride invece ad AlexAbrines (32esima scelta assoluta) e BojanDubljevic (59esima scelta assoluta): per Abrines, altro talento cristallino sfornato dalla “scuola spagnola”, circa 20 minuti di media in Eurolega ed in Liga ACB con quasi 8 punti a partita. Cifre non clamorose all’apparenza, ma ritagliarsi un minutaggio così elevato in un roster stracolmo di talento come quello del Barcellona è sintomo della classe di questo futuro giocatore NBA.

Il centro montenegrino è invece uno degli artefici dello straordinario avvio di stagione del Valencia, con una sola sconfitta all’attivo in campionato (proprio contro il Barça di Abrines) ed in corsa per il passaggio della fase a gironi dell’Eurocup: nonostante un infortunio alla spalla che l’ha tenuto fuori per un mesetto, è tornato e non sarà sicuramente uno dei giocatori più amati in quel di Varese, dove qualche giorno fa ha toccato il massimo stagionale con 20 punti e 8 rimbalzi.

Chi sta però avendo il maggior successo tra i giocatori di stampo FIBA è JoffreyLauvergne (55esima scelta assoluta), centro titolare del Partizan che viaggia in doppia doppia di media in quasi 35 minuti di impiego a partita tra Eurolega e Adriatic League.

Esiste poi un’altra categoria interessante di giocatori: parliamo dei prospetti USA in uscita dal college che vengono scelti al Draft ma che sono costretti a provare la carta europea per provare a ritagliarsi in futuro un ruolo più o meno di spicco in NBA.

Uno di questi nomi è quello di MikeMuscala (44esima scelta assoluta), ragazzo in uscita da Bucknell che non ha trovato spazio nel frontcourt degli Hawks e ha deciso quindi di tentare in Spagna, tra le fila del Rio Natura Monbus: al momento sembrerebbe una scelta vincente, date le cifre che parlano di 14 punti e 9 rimbalzi a partita, in 25 minuti di impiego.

Stesso ruolo, cifre simili, per ColtonIverson (53esima scelta assoluta) oggi impegnato in Turchia con la canotta del Besiktas, mettendo a segno 10 punti a partita e tirando con un ottimo 61% dal campo.

La storia è invece diversa per DeshaunThomas ed ErickGreen: il primo, gotoguy di una corazzata del college basket come Ohio State, il secondo, miglior marcatore al college la scorsa stagione con 25 punti di media. Eppure, né gli Spurs (che hanno chiamato Thomas con la 58esima scelta) né i Jazz (che hanno scelto Green alla posizione numero 46) hanno creduto in loro. E così, oggi Deshaun sgomita in Francia a Nanterre, tra Eurolega e LNB (la massima divisione transalpina), ed Erick è invece finito dalle nostre parti al Montepaschi Siena: per entrambi non è semplice l’adattamento al gioco europeo, come dimostrano i 7 punti scarsi di media in Serie A per un realizzatore micidiale come Green.

E’ difficile determinare quanti dei giocatori citati in queste righe potrebbero avere successo tra qualche anno negli USA, ma la certezza è che per questi “rookie mancati” la porta di servizio per l’NBA è ancora aperta.

RANKING

Solita settimana tutta in salita per molti rookie, ancora non troppo stabili nelle rotazioni delle loro franchigie. Tanti anche gli infortuni, che di certo non aiutano a stilare la consueta classifica riguardante l’approccio delle matricole nel mondo NBA in questa settimana. Michael Carter-Williams, l’abbiamo detto, è stata la rivelazione, ma gioca saltuariamente, allora sarebbe meglio per lui, e conseguentemente per Phila, che curasse al meglio i problemi per poi andare in campo al 100% della condizione, in modo da poter essere un fattore sempre continuo. Ancora ai box anche Kelly Olynyk, il cui rientro è atteso da una settimana abbondante in casa Boston, per via delle prestazioni poco convincenti dell’altra matricola Faverani. Altro giocatore out per problemi fisici, che in qualche modo stava entrando stabilmente nelle rotazioni di coach Doc Rivers, è Reggie Bullock, che potrebbe perdere punti nella gerarchia dei Clippers a causa dell’innesto di un veterano importante come Stephen Jackson.

1. Trey Burke

Il periodo di stupore a Salt Lake City è ormai finito, ora la squadra ha finalmente un vero playmaker a cui affidarsi, anche se non ha necessariamente l’esperienza di un veterano, Burke potrà comunque cercare di tirare fuori dai guai una franchigia in fase di ricostruzione. La settimana, come al solito non ha portato risultati eccellenti per quanto riguarda Utah, ma nel singolo, il play da Michigan ha messo assieme ottime prestazioni e buoni numeri, con 13 punti e 5.5 assist di media portando alla vittoria i suoi Jazz solamente nell’ultima uscita contro i Sacramento Kings.

2. Victor Oladipo

Trova continuità ormai l’ex Hoosier, dimostrando ancora l’enorme tasso atletico che lo contraddistingue. Punto di riferimento per la franchigia della Florida, che, come i sopracitati Jazz, non sta andando per niente bene. Assieme ad Afflalo, giocatore quasi inaspettato, è uno dei pochi in casa Magic a prendersi certe responsabilità, e per una matricola non è sempre un discorso così scontato.

3. Ben McLemore

Ancora un po discontinuo, disputa due ottime partite contro Lakers e Jazz, calando nelle altre due, nella vittoria con i Mavs e nella rivincita dei Jazz. Fa comunque vedere il suo bagaglio pieno di talento e atleticità. La trade che ha portato Rudy Gay in California, presumibilmente gli consegnerà più minuti in campo, ma sicuramente anche meno palla in mano.

4. Tim Hardaway Jr.

Non si capisce veramente il periodo dei Knicks, molto chiara tuttavia l’idea di Hardaway: attaccare come ha sempre fatto senza mai farsi condizionare dalle parole che in una città come la Grande Mela, soprattutto a un rookie, possono essere molto pesanti e incidere sulle sue prestazioni in campo. L’ex Michigan chiude la sua settimana con 10 punti di media.

5. Tony Snell

Pessima settimana in quel di Chicago, orfana di Rose e altalenante in prestazioni e risultati. Tutto il backcourt dei Bulls è stato chiamato all’ordine da coach Thibodeau, ma sopperire per una seconda volta ad un infortunio così importante non è per nulla facile. Ciò nonostante, Tony Snell, continua, dopo tante difficoltà, a dare una grossa mano sia difensivamente che offensivamente, metà campo in cui non si avevano troppe aspettative, chiudendo con una media settimanale di 8 punti.

6. Hollis Thompson

Continua il periodo di grazia per la sorpresa in casa Philadelphia, Thompson, infatti, disputa ancora una volta una settimana molto convincente, partendo in quintetto e guadagnandosi la fiducia dell’allenatore giocando più di 30 minuti a gara e avendo una media di 8.75 punti e 5.5 rimbalzi.

7. Kentavious Caldwell-Pope

Molto discontinuo in questa settimana la guardia che ha fatto finalmente breccia nel cuore di coach Cheeks, KC-P, però non ripaga al massimo la fiducia del suo allenatore, presentandosi con 2 gare ben sotto la sufficienza, ma rincuorando i tifosi con altre due partite solide, una con i T’wolves e l’altra nella vittoria in casa dei Bulls.

8. Giannis Antetokounmpo

Sempre meglio, ogni giorno che passa in questa stagione, l’ala greca dei Bucks, che trova decisamente più spazio nelle rotazioni, mettendo a segno più punti del solito, ma soprattutto convincendo di più nelle prestazioni. 15 punti e massimo in carriera con anche 8 rimbalzi nella partita persa contro San Antonio, ma soprattutto 33 minuti in campo.

9. Nate Wolters

Anch’esso reduce da un’ottima gara seppur persa contro gli Spurs. Massimo in carriera anche per lui, con 18 punti, conditi da 7 assist, in una settimana però, che non l’ha visto di certo protagonista, avendo un rendimento costante ma mai superlativo.

10. Cody Zeller

Più passa il tempo, più si vedono cose buone in campo per il centro da Indiana, che sta appunto trovando una sua dimensione tra i lunghi dei Cats, lavorando bene a rimbalzo e facendosi sentire sotto canestro.

11. Steven Adams

Leggermente in calo le sue ultime 4 uscite

12. Mason Plumlee

13. Matthew Dellavedova

14. Rudy Gobert

15. Archie Goodwin

Niente di particolare da segnalare nella settimana degli ultimi nel ranking, molto garbage time e pochissimi sprazzi degni di nota.