Succedeva il 25/11/2005: Arenas strabiliante in casa dei Pistons

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Ma capita anche che alcune squadre riescano ad imprimersi per sempre nella memoria degli appassionati pur avendo vinto poco. E queste squadre, al pari di quelle che hanno scritto spesso il proprio nome nel lungo elenco dei campioni NBA, meritano di essere raccontate. È il caso dei Detroit Pistons di Chauncey, Rip, Tayshaun, Sheed e Big Ben, che hanno vinto un solo titolo NBA nonostante sei finali di Conference consecutive. Tuttavia, in questo articolo, vedremo i magnifici Pistons in difficoltà contro un giocatore fenomenale, Gilbert Arenas.

La puntata di ieri ha trattato la carriera di Oscar Robertson, nato il 24 novembre. Oggi invece facciamo un deciso passo avanti nella storia della lega, arrivando fino al 2005. Per quanto possa sembrare recente, è facile accorgersi di quanto sia cambiato da allora. Gli Washington Wizards hanno vinto un solo titolo NBA nel lontano 1978 e, in generale, non vivono stagioni degne di nota da molto tempo. I tentativi di ricostruzione attorno a Chris Webber non sono andati in porto e C-Webb, nel 1998, si è trasferito a Sacramento. Allo stesso modo le due stagioni di Michael Jordan con la maglia degli Wizards sono servite solo a portare un po’ di attenzione in più attorno alla squadra, ma non a renderla nuovamente vincente. Ma finalmente un nuovo arrivato sembra poter cambiare la storia di Washington: si chiama Gilbert Arenas ed è arrivato nella capitale al termine della stagione 2002/2003, dopo due anni ai Golden State Warriors. All’inizio Arenas aveva faticato ad emergere, ma poi, una volta datagli la possibilità di mettersi in mostra, aveva fatto ricredere gli scettici. Alla sua seconda stagione nella capitale Arenas segna 25.5 punti a partita e riesce a trascinare gli Wizards ai Playoffs (la squadra non giocava la post-season dal 1997). Gli Wizards vengono eliminati dagli Heat nel secondo turno, ma sembrano avere davanti un futuro radioso sulle spalle della propria stella. I Pistons, invece, sono una squadra che ha già ricostruito ed è già arrivata ai vertici dell’NBA.  Nella stagione 2000-2001 non si sono nemmeno qualificati ai Playoffs, ma già dalla stagione successiva a scendere in campo con la maglia blu è una squadra con ambizioni completamente diverse. Nella stagione 2002-2003 solo i Nets di Jason Kidd sono riusciti ad impedire l’accesso alle Finals alla squadra di Motown, ma l’impresa è solamente rinviata. Nella stagione successiva i Pistons di Larry Brown sconfiggono in finale i Lakers di Kobe Bryant e Shaquille O’Neal, vincitori di tre titoli consecutivi tra il 2000 e il 2002. A Detroit non va altrettanto bene nella stagione 2004-2005 quando, dopo sette combattutissime gare, gli Spurs conquistano il titolo NBA a spese dei campioni in carica; decisivo, come spesso accade, “Big Shot” Horry, autore di una tripla fondamentale per il successo di San Antonio. Ma, nonostante la sconfitta, i Pistons rimangono ancora la squadra da battere nella NBA.

Il quintetto degli Wizards è composto da Arenas, Jarvis Hayes, Jeffries (nato tra l’altro il 25 novembre del 1981), Jamison e Haywood; in panchina Caron Butler e Chucky Atkins. Detroit schiera invece un quintetto eccezionale, destinato a rimanere nella storia: Chauncey Billups, Richard Hamilton, Tayshaun Prince, Rasheed Wallace e Ben Wallace; in panchina Antonio McDyess. Billups è l’MVP delle Finals 2004, Hamilton è un attaccante eccezionale, Prince è un efficacissimo difensore, Rasheed è uno dei giocatori più talentuosi della storia recente e Ben Wallace è un quattro volte difensore dell’anno, uno dei migliori rimbalzisti in NBA dopo il ritiro di Dennis Rodman. La partita inizia nel segno di Rasheed Wallace che tira, cattura rimbalzi e sforna assist per i compagni, anche se il primo tentativo di fuga Pistons è fermato da una tripla di Arenas (11-9). Dopo 5 punti consecutivi di Jamison, è lo stesso Arenas che riprende l’iniziativa con un appoggio al vetro, una tripla e due liberi, portando gli Wizards in vantaggio (13-21). Washington chiude il quarto addirittura sul 13-26 dopo una tripla dell’ex Chucky Atkins. Rasheed prova ad arginare la furia dei capitolini, che però allungano ulteriormente con 4 punti di Caron Butler (19-36). Mentre Sheed lavora per i compagni (altri due assist), è Prince a prendere l’iniziativa con un paio di canestri per provare a ridurre lo svantaggio. Arenas segna con il fallo, ma una tripla di Rasheed e i due successivi canestri di McDyess riportano i Pistons sul 43-48 all’intervallo lungo. Arenas però non ha alcuna intenzione di rallentare e, nella terza frazione di gioco, a suon di punti e assist cerca di ridare ai suoi la doppia cifra di vantaggio; sul fronte Pistons però, al fianco di Rasheed, inizia a farsi vedere anche Chauncey Billups, che prima mette a segno sette liberi consecutivi, poi regala a Maurice Evans l’assist per la tripla del pareggio (62-62). Washington colpisce prima con una tripla di Atkins, poi con tre liberi di Jamison in seguito a un fallo di McDyess su tiro da tre. Nonostante due canestri di Arroyo nell’ultimo minuto, gli Wizards mantengono il vantaggio grazie ad un gancio di Butler; 73-74 a fine terzo quarto. Rasheed segna da tre e i Pistons tornano in vantaggio dopo più di trenta minuti. I punti di McDyess potrebbero mandare in fuga Detroit, ma Atkins segna due triple consecutive (84-80). Dopo un paio di minuti di vuoto per entrambe le squadre, è ancora Atkins a trovare il canestro dall’arco per il pareggio a quota 86. Arenas regala quattro punti di vantaggio agli ospiti, Prince pareggia, Jamison segna da tre a 2’ dalla fine (90-93). A 50” dalla sirena, è Billups a pareggiare dall’arco. Rasheed porta in vantaggio Detroit, ma Arenas subisce un fallo (di Billups) a 2” dalla fine e pareggia (95-95): si va al supplementare. La sfida sembra oramai essere Arenas-Rasheed: Agent Zero appoggia al vetro, Sheed segna da tre, Arenas segna dalla media (100-101). Gli Wizards sono in vantaggio di due punti con 4” sul cronometro dopo che Butler ha fatto 1/2 dalla lunetta, Detroit chiama un timeout: Billups si butta in area, ma viene stoppato da Michael Ruffin, la palla finisce però nelle mani di Ben Wallace che pareggia a quota 104 sulla sirena. Nelle fasi iniziali del secondo overtime, Billups commette il suo sesto fallo e viene sostituito da Arroyo. Le squadre sbagliano molto, ma gli Wizards riescono a crearsi un discreto vantaggio grazie ai tiri dalla lunetta (105-110). Hamilton esce dalla panchina con 1’ da giocare e segna subito col fallo, Arenas risponde con un jumper (110-114). I Pistons hanno già Ben Wallace e Billups in panchina per falli e presto li raggiunge anche Hamilton; Washington approfitta della serie di tiri liberi finale per mettere in ghiaccio la partita e vincere 114-120 dopo due tempi supplementari.

Tabellini:

Detroit Pistons: Prince 17, R. Wallace 33, B. Wallace 9, Hamilton 11, Billups 21, Arroyo 6, McDyess 10, Evans 7, Delfino. DNP: Davis, Maxiell, Milicic.

Washington Wizards: Jamison 22, Jeffries 7, Haywood, Hayes 2, Arenas 39, Butler 27, Atkins 20, Thomas 3, Daniels, Ruffin. DNP: Booth, Blatche.

Altri accadimenti NBA del 25 novembre: nel 2006 Joe Johnson stabilisce il record di partite NBA consecutive giocate (346).