Succedeva il 28/11: il 1939 e la morte del dottor Naismith

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James A. Naismith nacque a Ramsay Township (fu poi inglobata da Almonte che, a sua volta, confluì nell’agglomerato di Mississippi Mills nel 1998) il 6 novembre 1861. Dopo aver perso entrambi i genitori quando non aveva neppure compiuto il decimo anno di età, il giovane James iniziò ad avere molti dubbi sul prosieguo della sua carriera scolastica, ma, dopo averla interrotta tra il 1878 e il 1880, concluse gli studi superiori e frequentò la McGill University di Montréal, ottenendo una laurea in filosofia nel 1887.

Non soddisfatto, decise di collezionare altri titoli, divenendo così dottore in teologia nel 1890, in educazione fisica nel 1891 e in medicina nel 1898; nelle pause tra un libro e l’altro, trovò il tempo di sposare, nella Hope Congregational Church di Springfield, Maude E. Sherman il 20 giugno 1894. La coppia ebbe cinque figli e restò unita fino al 4 marzo 1937, data della morte di Maude; James decise allora di risposarsi, l’11 giugno 1939, con la vedova Florence Kincaid, ma la loro unione durò solo pochi mesi, a causa della morte del professore in seguito ad un’emorragia cerebrale.

 

Particolarmente misterioso e affascinante è il discorso legata alla “A.” che parrebbe sottintendere un secondo nome in realtà mai esistito. I genitori John Naismith e Margaret Young, infatti, avevano chiamato il figlio soltanto e semplicemente James, come testimoniato dall’atto di nascita del professore.

Si decise allora di interpellare i suoi parenti sulle origini di questa strana aggiunta. La seconda moglie di James Sherman Naismith, il minore dei cinque figli del plurilaureato, puntò il dito contro la particolarissima firma dello stesso, che era solito tratteggiare la “s” finale del suo nome in proporzioni decisamente maggiori al resto della scritta. Così, qualche ingenuo, ma innocente giornalista, avrebbe per primo parlato di tale James A. Naismith in un articolo e innescato una serie di copiature che riportavano tutte lo stesso errore, fino a giungere ai giorni nostri. Il professore, così preso dal lavoro e dagli studi, non se ne sarebbe mai accorto, stando alla spiegazione della signora, e così la sua “A.” sarebbe entrata a far parte del suo nome, nella conoscenza generale.

Non che i parenti abbiano dimostrato di dare peso all’errore; soltanto la secondogenita Helen Carolyn, nata però nel 1897, si disse a posteriori infastidita dal fatto che il padre in realtà non avesse mai avuto un secondo nome e nemmeno una seconda iniziale. Questo disinteresse (o, più probabilmente, disinformazione nei riguardi dell’incomprensione) avallerebbe la teoria della nuora del professore. Secondo Helen, tuttavia, le origini dell’enigmatica “A.” risalgono all’insolita cadenza con la quale il padre James usava pronunciare il suo nome, parlando lentamente e proferendo una specie di “eh”, suono tipico canadese, tra nome e cognome. A supporto della sua spiegazione, Helen addisse le origini canadesi del padre e il fatto che lei stessa avessea sentito di un’altra persona il cui nome era stato modificato dallo stesso trattamento.

 

Tanti anni sono passati e la verità su quella stravagante seconda iniziale probabilmente non si saprà mai. Ma l’invenzione del dottor James Naismith è cresciuta a dismisura, a partire da quella prima First Game tenutasi il 21 dicembre 1891 a Springfield, diventando una fondamentale fonte di divertimento e competizione per moltissime persone sparse per l’intero globo.

A nome di tutti coloro che hanno vissuto, vivono e vivranno almeno un battito di pallacanestro, a nome di tutti coloro che hanno provato, provano e proveranno l’emozione di giocare a questo nobilissimo sport, a nome di tutti coloro che hanno sentito, sentono e sentiranno quell’apparentemente insignificante palla pulsare, compagna di vita e fedele alleata…un immenso GRAZIE, professor Naismith.