Vite Da NBA: Giannis Antetokounmpo, The Importance Of Being Freak

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Questo Tweet contiene tutta l’essenza di Giannis Antetokounmpo. Curiosità, entusiasmo, stupore, simpatia. Perché se c’è qualcosa che The Greek Freak porta all’NBA ancor prima del suo talento, questa è l’entusiasmo. img.bleacherreport.net Nasce il 6 Dicembre 1994 a Sepolia, Atene, da Charles e Veronica, immigrati nigeriani nella capitale attica, mediano di 5 fratelli, Francis e Thanasis (più grandi)e Kostas e Alexis, più giovani. Ed è così, correndo coi fratelli, che Spiros Vellianatis, particolare scout che cerca proprio nelle comunità di immigrati in Grecia, scopre Giannis e, con la promessa di aiutare i suoi genitori, lo recluta per una squadra locale, il Filathlitikos. Giannis si innamora del gioco, ma spesso deve fare il venditore ambulante perché la famiglia è senza soldi: vende gioielli in spiaggia, vende ai turisti. Stavolta Vellianatis ha ragione e il talento in Giannis si vede, tanto che scout da tutto il mondo vanno a vederlo, rimanendo estasiati delle sue doti fisiche incredibili, della sua età e, soprattutto delle sue incredibili braccia. Uno di questi fa firmare a Antetokounmpo il suo primo contratto: giocherà la stagione 2013-14 per il Saragozza. Ovviamente Vellianatis non è stupido, e fa inserire nel contratto un buyout piuttosto basso, così da aprire le porte dell’NBA a Giannis, nel caso qualche squadra si facesse avanti. E alla fine le sensazioni diventano certezze: a causa del livello del Draft (ritenuto mediocre)e del fascino che Antetokounmpo si porta dietro, molte squadre si interessano a Giannis, che di tutta risposta si rende eleggibile per il Draft 2013. Milwaukee lo sceglie alla 15 (probabilmente tutte e 14 le precedenti squadre si sono già pentite di non averlo preso)e Giannis gioca una stagione normale in una squadra storicamente molto, molto scarsa.

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La transizione dalla assoluta povertà alla vita NBA è drastica; per Giannis qualsiasi giorno è una scoperta. Dal Buffet della Summer League di Las Vegas: “Coach, cosa sta facendo? Ha già mangiato, perché si alza di nuovo?”- alla scoperta delle tasse “Al suo primo assegno, si accorse che metà dei suoi soldi andavano in tasse. Mi chede, “c’è un modo per non pagarle?””. Parlando sempre di cibo, Giannis ne portava a casa diverse porzioni dal lounge dei giocatori, come ricorda Knight. The Greek Freak non lasciò buttare un paio di Sneakers a Caron Butler perché “erano scarpe buone” e sta ancora conservando le Gucci regalategli (ben due paia)da Larry Sanders, portandole solo in casa per non sporcarle, in vista di una grande occasione, perché “sono belle, molto, molto belle“. Il problema di Giannis è che la sua famiglia gli manca, e, fino a poco prima dell’All Star Game, viene loro negato il permesso di raggiungerlo. La stessa famiglia a cui Giannis versava tutti i soldi che poteva con un’innocenza a volte costatagli qualche brutta sorpresa come il dover correre ad una partita perché aveva esaurito i soldi, non potendo dunque pagare il Taxi, salvo rimediare uno strappo da dei tifosi dopo giusto un miglio di corsa. La famiglia si trasferisce poi a Milwaukee, appena in tempo per vedere una rarità: Milwaukee vince e in buzzer-beater. Ma a prendere l’attenzione sono più gli “Antetokounmpos” come gli americani li chiamano.  
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  Per la maggior parte della partita la famiglia di origine nigeriana è stata con le mani nei capelli, non riuscendo a credere che quello in campo era il loro figlio. Tutto una grande sorpresa, come per Giannis. Nella sua prima stagione, aldilà dei risultati, The Greek Freak si è tolto qualche piccola soddisfazione personale, come le stoppate e la schiacciata sul proprio idolo Kevin Durant. In più, Milwaukee è riuscita ad avere nuovi proprietari, che terranno la franchigia in Wisconsin e, con il nuovo compagno Jabari Parker e Brandon Knight, forma un nucleo decisamente interessante, con ottimi giocatori come Larry Sanders al fianco. Milwaukee ha già fatto parlare di sé ma, SEMPRE, oltre al risultato, alla fine di ogni partita ci sono un paio di incredibili giocate di Giannis che tengono il mondo a bocca aperta. Ad esempio questa Gyro Dunk: https://vine.co/v/OnDLQqnuz0l Oppure l’euro step dalla linea dei 3 punti: https://www.youtube.com/watch?v=yKwSvJMBWWI Stanotte ha “salutato” Chris Bosh: https://vine.co/v/OvLZjMl0PnH Ma quello che più di tutto rappresenta Giannis, oltre al potenziale quasi infinito, l’entusiasmo, l’atletismo, la competitività, l’amore per il basket (ne è malato) è racchiuso in questa frase: “Penso di avere una vita migliore adesso sai, non per i soldi, ma perché sai, sto facendo la cosa che amo e mi sento bene perché mostro loro il cammino, sai, per i miei fratellini. Sono molto fiero dei miei genitori, perché mi hanno insegnato cosa si deve fare per avere successo. Penso che la mia vita sia molto cambiata, io sono una persona più felice, la mia famiglia è più felice; è dura dire che questo gioco è la mia vita perché sai, alla fine dei conti non posso mettere la pallacanestro davanti alla mia famiglia. Io amo il basket, e amo la mia famiglia, e la mia famiglia è la mia vita ma non riesco a immaginare di ritirarmi tra 20 anni, immaginarmi senza basket” (Vice Sport). E sicuramente Giannis sarà protagonista in questi prossimi anni di pallacanestro; già i miglioramenti si notano, dopo un buon mondiale, in campo. Quest’anno nei sorprendenti Bucks The Greek Freak è in crescita, con 26 minuti di media riesce a totalizzare 11.7 Punti, 5.9 rimbalzi, 2 assist a partita, riuscendo a migliorare in qualsiasi voce statistica tranne il tiro da 3 (che ancora deve costruirsi). Qualche esperto, intrigato da Giannis, lo propone anche come outsider per il premio di MIP, anche se la competizione sembra essere schiacciata da Jimmy Butler. Ma questo è veramente importante? Probabilmente no, perché per Giannis è solo una questione di tempo, di pazienza, con il mondo e l’NBA che aspettano la sua esplosione in maniera impaziente.