Vite da NBA: Julius Randle

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  ” Molta gente qui dice che dovrei provare a diventare il nuovo Shaq, ma io voglio diventare il nuovo Kobe. “ Julius Deion Randle, 7a scelta assoluta dello scorso Draft, si presenta cosi ai suoi nuovi tifosi losangelini. Certo, pensare che un 2.07x113kg possa diventare un tipo di giocatore simile a Kobe Bryant è abbastanza improbabile, ma forse dietro a quel ” nuovo Kobe ” Julius non si riferiva al ruolo, al gioco, ma più a quello che Kobe rappresenta per i Lakers. Il 24 è a fine carriera e Randle ha tutte le intenzioni di sostituirlo come guida della franchigia gialloviola; certo, come obiettivo è piuttosto difficile da raggiungere ma, soprattutto in NBA, sognare non costa nulla e il ragazzone con il numero 30 ha le potenzialità e la voglia di diventare il nuovo volto di questa squadra. E pensare che appena una decina di anni prima per Randle era un sogno anche solo potersi avvicinare a Kobe Bryant, di cui era tifoso sfegatato e sostenitore accanito, e direi che ( forse proprio per questo ) il temperamento e l’atteggiamento caratteristico del 24 non gli manca. Ora invece, può addirittura giocare insieme a quel suo stesso idolo con quella canotta che amava e ama, in NBA: purtroppo però, per farlo dovrà aspettare anno prossimo. E si, perchè un brutto infortunio alla gamba maturato durante la sua prima partita nella lega lo fermerà ai box per il resto della stagione e Play-Off ( che in ogni caso non avrebbe giocato ). Gli infortuni, quelli nei primi anni ancora di più, possono sicuramente incidere sullo svolgimento di una carriera, ma la dirigenza dei Lakers può star tranquilla, Julius non è uno che si fa buttar giù e che tornerà a giocare con quella piccola ” paura ” che spesso negli sport professionistici può essere molto molto dannosa, no. Non è il tipo. E ora tutti, gialloviola in particolare, aspettano questo suo dannato debutto. Forse un pò per curiosità, per vedere che impatto può avere sulla lega, ma sicuramente anche perchè il #30 dei Lakers ha di tutto per farci divertire da qui ai prossimi 15 anni. La storia di Julius inizia a Dallas, esattamente 20 anni fa. La mamma, Carolyn Kyles, è un ex giocatrice di basket NCAA femminile, ed è costretta a crescere Julius e sua sorella, Natassia, da sola. La passione per il gioco per la palla a spicchi non tarda a coinvolgere anche Julius che, fin da piccolo, dimostra anche di avere discreti mezzi e discreto talento; a Dallas ci sono i Mavericks, ma lui preferisce i nemici gialloviola, e soprattutto ama Kobe Bryant ( se qualcuno gli avesse detto che qualche anno dopo ci avrebbe giocato insieme.. ). Oltre alla passione per la palla a spicchi, Julius eredita dai genitori anche la devozione cristiana. A Kentucky infatti, si reca prima di ogni partita alla cappella della scuola, e durante numerose sue interviste dichiarerà ” God is my everything “. Ora a Los Angeles difficile possa fare lo stesso per questioni logistiche, ma, in caso vi trovaste in una chiesa nella città degli angeli, se vedete un ragazzone di quasi 2 metri e 10 magari un pò camuffato sappiate che si tratta sicuramente di Julius. La vita cestistica di J.R. è sicuramente invece condizionata e privilegiata da un uomo in particolare: Kenny Troutt.

Non potrò mai ringraziarlo abbastanza. Lui e sua moglie, Lisa, hanno fatto tantissimo. Non riesco a dire quanto. Carolyn Kyles, mamma di Julius, su Kenny Troutt

Troutt, miliardario di Dallas, decide di creare e finanziare una squadra di pallacanestro, i Texas Titans, dove giocheranno anche i suoi due figli. Assume coach super competenti, preparatori ” d’elite ” e iscrive il team a tutte le competizione più prestigiose anche fuori dal territorio texano, naturalmente pagando tutto di tasca propria. Randle fa parte dei Titans fin dal 2006, e decide di continuare questo percorso anche nell’High School. ” Non potrò mai ringraziarlo abbastanza ” dirà Carolyn qualche anno dopo riferendosi a Troutt. Si, perchè se ora Randle è tra i grandi è anche merito suo; perchè puoi essere talentuoso quanto vuoi, ma se hai uno staff cosi preparato che ti segue giornalmente beh, sicuramente fai grandissimi, grandissimi miglioramenti, e la % di ” perderti ” è bassissima. Non è un caso se la maggior parte dei giocatori dei Titans avranno una borsa di studio all’università, e non è un caso se ben due di questi giocheranno il McDonald’s All American ( Julius appunto e Matt Jones, giocatore di Duke ). L’assistant coach dei Titans, Jeff Webster, non diventa solo il mentore di Julius, ma ( come dichiarato anche dalla madre ) andrà quasi a sostituire la figura paterna che al nostro Julius manca.

Basta guardare quanto hanno investito su di me e su tutto il programma. Ogni persona in questo programma ha investito in me. Le più importanti sono stati mia mamma, e Jeff.

Veniamo al sodo: Julius non è da subito dominante, di più. Guida i Titans a 3 titoli statali in 4 anni mantenendo le medie di 32.5 punti e 22.5 rimbalzi a partita, vincendo numerosi premi e riconoscimenti. [youtube http://www.youtube.com/watch?v=xLHXfFLJCjg] Nel Marzo 2013, considerato il terzo miglior prospetto della classe, decide di giocare per Kentucky. Insieme a lui sceglieranno UK altri 5 partecipanti al ” McDonald’s All-American “, ovvero i fratelli Harrison, James Young e Dakari Johnson, che si uniranno ad altri giocatori quali Alex Poythress e Willie Cauley-Stein. #1 nel ranking pre-stagione, mai nulla ci fu di più scontato. Le Final 4 si giocano a Dallas quell’anno, la sua città natale…da due anni ( diciamo da quando ha iniziato a capire che avrebbe giocato ad alto livello anche al collegge ) Julius tiene come ” screensaver ” del telefono il logo di QUESTE Final4, come motivazione. Perchè lui voleva esserci, e il fatto che si sarebbero giocate a Dallas davanti a 80.000 texani sicuramente era un buon incentivo, nonostante dichiarò successivamente: ” Ogni bambino sogna di giocare le Final 4. Anche se si giocassero sulla luna, a me non cambierebbe nulla “. Le Final4 le giocherà, tuttavia la stagione di Kentucky è tutt’altro che positiva ( il basket ci insegna più di ogni altro sport che avere la squadra più forte non vuol dire automaticamente vincere ), con un record generale di 29-11 che porta solo all’#8 seed nella propria parte del tabellone nel torneo NCAA. Randle chiuderà la stagione con la media di 15.0 punti e 10.4 rimbalzi, restando costantemente nelle prime 5 posizioni nei vari mock draft. Tuttavia, i Play-Off dei Wildcats sono più che convincenti, perchè comunque tutto quel talento era destinato ad esplodere: sconfitta facilmente Kansas State, UK sconfigge anche le più quotate Wichita State, Louisville e Michigan. I Wildcats accedono alle Final4. Il momento che Julius ha aspettato per tanto tempo è finalmente arrivato. Kentucky parte da assoluta sfavorita, ma sconfigge Wisconsin nelle semifinali ( 16 punti e 5 rimbalzi per Julius ). In finale però, Kentucky dovrà arrendersi a Shabazz Napier. Per Randle 10 punti, 6 rimbalzi e 4 assist. Non tantissimo, ma per lui l’importante era giocarle queste finali, almeno una volta nella sua vita. E la sconfitta con UConn sarà l’ultima partita a livello NCAA che Randle giocherà, essendosi reso eleggibile
per il Draft 2014. Il Draft 2014 è pronosticato come uno dei migliori di sempre e Julius, dato sicuro Top5, finisce fino alla 7 dove viene scelto dai Lakers. Forse si sarebbe aspettato ( soprattutto ad inizio anno ) di essere scelto un pò più in alto, ma i Lakers ( soprattutto per Julius ) sono pur sempre i Lakers, Los Angeles è pur sempre Los Angeles. Il resto della storia la conoscete. Oggi Julius Deion Randle compie 20 anni. 20 anni pieni di basket, pieni di sogni, ma anche di allenamenti, fatica. Ed ora è pronto a prendersi i suoi Lakers.

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