Vite da Nba – Karl Malone, The Mailman

0

fonte: http://www.nbaramblings.com/
L’infanzia e le prime difficoltà.
24 Luglio 1963: a Summerfield, un piccolo paese della Louisiana, Ed Turner e la signora Shirley diventano genitori di colui che diventerà il secondo miglior marcatore di sempre della NBA (dopo solo a Kareem Abdul-Jabbar) , Karl Anthony Malone.
Il giovane Karl fin da subito si trova a dover far fronte alle difficoltà della vita; il nonno era vissuto nel periodo più duro della discriminazione razziale e lui stesso è costretto ad affrontarla: nonostante ciò però, né da giovane né da giocatore affermato, mostra mai un orgoglio afro-americano forte, come invece altri personaggi famosi e non.
Quando Karl ha 3 anni, il padre scappa di casa, così la madre è costretta a tanti sacrifici e tanto lavoro, anche quando poi si risposerà con un uomo più ricco. Dalla madre Karl imparerà molto, sia nella vita di tutti i giorni che nello sport: prendendo esempio da lei, vede il lavoro, il sacrificio e il metterci il cuore, l’unico modo per raggiungere degli obbiettivi nella vita (“la cosa piu importante è il cuore, devi avere voglia di vincere“).
Il forte legame con la madre e gli inizi della carriera.
Questo spirito di sacrificio che ha ereditato dalla madre, porta Karl Malone a diventare un lavoratore maniacale e ad allenarsi ogni giorno in modo quasi esagerato, fin dal suo arrivo alla Summerfield High School: 365 giorni all’anno, Karl solleva panche di 200 Kg e si allena con il paracadute nelle campagne per aumentare la resistenza fisica.
Al liceo, Karl Malone mostra tutte le sue capacità, ma un po’ perché la Summerfield High School non viene seguita dagli osservatori dei college importanti, un po’ per la sua voglia di rimanere vicino casa, passa all’università di Louisiana Tech. Qui, dopo un primo anno di ambientamento e difficoltà, inizia a far intravedere sprazzi del campione che sarà, tanto che viene selezionato per le Olimpiadi del 1984 a Los Angeles, per poi essere selezionato, nel Draft del 1985, con il numero 13 non da Dallas come sperava, per poter rimanere vicino alla madre, ma dagli Utah Jazz.
Gli Utah jazz e le soddisfazioni Olimpiche.
Nei Jazz, dopo un primo momento di tristezza, si dedica tutto al lavoro per migliorare il suo fisico, che poi diventerò uno dei più impressionanti per potenza e prestanza di tutta la storia dell’NBA; il G.M. Layden vede subito il suo talento fuori dal comune, così dal secondo anno allestisce una squadra su di lui: la coppia che si forma con John Stockton è una delle più letali e belle da vedere che la lega abbia mai visto, nonostante abbia raccolto poco o nulla. Proprio qui nasce però il suo soprannome: vista la capacità del nativo della Louisiana di portare a termine qualunque passaggio del compagno Stockton, viene soprannominato “THE MAILMAN”, il Postino.
Malone è chiamato alle Olimpiadi del 1992, quelle del famoso Dream Team, insieme a leggende del calibro di Michael Jordan, Larry Bird e Magic Johnson.
La coppia Stockton-Malone, raggiunge le finali Nba 2 volte, nel 1997 e nel 1998, le prime per la stessa franchigia: nel 1997, con Malone che, nonostante le polemiche della critica statunitense, conquista il suo primo titolo MVP, Utah si deve arrendere allo strapotere dei Chicago Bulls di Michael Jordan(a cui i la critica pensasse dovesse toccare il premio di MVP della regular season); nel 1998 Malone trascina ancora i suoi alle finali, ancora contro i Bulls, ma quando tutto lasciava credere a una Gara-7 in casa, Malone si fa rubare palla a circa 21 secondi dalla fine proprio da Jordan, che a 6,6 dal termine segna il canestro del sorpasso e della vittoria di Chiacago del 6° titolo della sua storia.
Dopo quella finale, Karl Malone non riuscì più a portare Utah alle Finals, nonostante fu rieletto MVP nel 1999, così, quando Stockton si ritirò, lui decise di chiudere la sua storia agli Utah Jazz, con un invidiabile Record di 25,3 punti, 10,1 rimbalzi e 3,5 assist di media nella Regular Season e 24,1 punti, 10,2 rimbalzi e 3 assist nei PlayOffs, senza mai un infortunio nella sua carriera.
Ultimo assalto al titolo e il commovente ritiro.
Per l’ultimo assalto al titolo, Karl Malone decide di passare ai Los Angeles Lakers: qui però, il suo fisico inizia ad abbandonarlo,così dopo appena una stagione, decide di uscire dal contratto con la squadra californiana e, andando contro chi pensava che potesse passare ai San Antonio Spurs, decide di ritirarsi; queste le sue parole nella conferenza stampa in cui annunciò il suo ritiro, cariche di affetto per la madre, per i Jazz e per la sua famiglia:

“Anche se solo per un anno non ho vestito la maglia di questa squadra, io sono cresciuto come un giocatore dei Jazz… E se avro’ abbastanza fortuna per entrare nella Hall of Fame lo faro’ come un uomo dei Jazz… Non voglio mentirvi: io avrei voluto vincere un campionato, ma questo deve essere un obbiettivo da raggiungere con una squadra, non e’ un obbiettivo individuale. Penso che i due anni in cui ho raggiunto la finale Nba con i Jazz siano stati i piu’ divertenti della mia carriera… Quando ho parlato con gli Spurs avevo serie intenzioni, ma poi ho capito che era giunto il mio tempo: ho sempre pensato che se non posso dare un contributo pari al 200%, allora non posso aiutare la mia squadra a vincere. Da quando ho perso mia madre (lo scorso anno), mentalmente non riesco a dare nemmeno il 100%…. Alla fine concludo la carriera’ senza titoli, ma con sei anelli che corrispondono a mia moglie ed i miei figli. Oggi che affermo che mi ritiro, mi ritiro e vi assicuro che non mi vedrete mai piu’ giocare a basket nella NBA. E’ una promessa, non ci saranno ‘incredibili’ ritorni o cose simile… Queste cose non mi sono mai piaciute e non le faro’…. Alcuni persone dicono che i record sono stati fatti per essere infranti: secondo me tutti i record, compreso quello di miglior realizzatore di sempre della Lega, sono fatti restare tali…. Se ora mi mostrate 10 ragioni per cui dovrei continuare a giocare, io ve ne mostrero’ 20 per cui e’ giusto che smetta…. Sono in pace con la mia decisione.”

Così quindi, si chiuse la carriera del Postino, che rimase fino all’ultimo legato ai suoi ideali.
RECORD & RICONOSCIMENTI:

  • 2° Miglior Marcatore della storia dell’Nba con 36.928 punti
  • Tiri liberi(13.188) e tiri liberi realizzati(9.787)
  • Rimbalzi difensivi (11.406)
  • Assist (5.248) e palle recuperate (2.085) per un’Ala Grande
  • Stagioni con almeno 20 punti di media (17)
  • Maggior numero di stagioni consecutive con almeno 2000 punti (12)
  • MVP della Regular Season (2, 1997 e 1998)
  • MVP All Star Game (2, 1989 e 1993)
  • Squadra All-NBA(First Team 1989,90,91,92,93,94,95,96,97,98,99; Second Team 1988,2000; Third team 2001)
  • Squadra All-Defensive (First Team 1997,1998,1999;Second Team 1988
  • 2 Ori Olimpici (Barcelona 1992, Atlanta 1996)