Vite da NBA: Marco Belinelli, il sogno americano divenuto realtà

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29 anni fa, a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, nasceva Marco Stefano Belinelli.

Marco già ad 11 anni entra nelle giovanili di una delle società più gloriose della pallacanestro italiana, la Virtus Bologna, iniziando ad allenarsi con la 1° squadra solo 4 anni piú tardi, quando incontra il suo idolo (e futuro compagno agli Spurs) Manu Ginobili. Debutta l’anno dopo e a fine stagione, complice il fallimento delle V-nere, è protagonista di un trasferimento che da molti è visto come un piccolo tradimento: firma con la Fortitudo Bologna, con la quale gioca 4 stagioni in cui esplode definitivamente come uno dei talenti più cristallini del basket italiano, seppur con alti e bassi.

Nel 2007 viene scelto come 1° europeo e 18° assoluto al Draft NBA, dai Golden State Warriors. I primi anni in America però non sono esaltanti: Marco trova poco spazio e quel poco che trova non riesce a sfruttarlo al meglio, se non per la grande prestazione contro i Toronto Raptors nel 2008, quando mette a referto 23 punti (a termine di quel match, i tifosi gli affibbiano il soprannome “Rocky”, per la somiglianza con Sly Stallone). La situazione non migliora neanche nelle esperienze ai Raptors e New Orleans, al punto che si inizia a pensare che forse la migliore scelta per lui sarebbe tornare in Europa, dove potrebbe essere protagonista.

Marco però non molla, vuole continuare ad inseguire il suo sogno, cosi nel 2012 passa ai Chicago Bulls, dove le sue prestazioni iniziano a salire di livello; neanche lui però riesce ad immaginare, anche solo lontanamente, cosa lo aspetta nella stagione successiva.
Belinelli viene scelto dal guru di San Antonio, Gregg Popovich, come guardia tiratrice da inserire a gara in corso per dare delle alternative alla squadra, al famoso Big-Three (Duncan, Ginobili, Parker), e Marco si inserisce perfettamente, come forse nessuno si sarebbe aspettato, nei meccanismi e nel famoso gioco offensivo corale degli Spurs.
In questa stagione si afferma come uno dei migliori tiratori da 3 della lega, con oltre il 44%, e un career high di 32 punti, ricevendo sempre più considerazione non solo in Italia, ma anche oltreoceano; a Febbraio viene scelto per il Three-point contest dove, nonostante avversari del calibro di Love e Beal, vince la gara, il che gli dà ancora più fiducia per il resto della stagione.
Resto della stagione che, dopo una marcia quasi perfetta, lo porta ad accedere ai Play-offs, dove è importante per la corsa alle Finals dei nero-argento. Finals che, come nella migliore delle favole, si conclude con la vittoria dell’anello.

Marco non ci crede: fin dai quei giorni al campetto con il fratello Enrico, sognava un giorno di essere lì, in America, al centro del campo a festeggiare un titolo NBA; è il 1° italiano nella storia a raggiungere questo incredibile traguardo.

Successivamente a quella grande vittoria, Belinelli decide di non fermarsi più, non vuole accontentarsi: ora che è riuscito ad affermarsi, a far vedere ciò di cui è capace, vuole raggiungere ancora altri obiettivi, cioè rivincere il titolo NBA, difendere quello suo personale al Three-point contest e raggiungere importanti traguardi anche con la Nazionale.

Purtroppo, all’All-Star Game di Febbraio 2015, Marco non riesce a fare un regalo a tutti i suoi fan “innamorati”, dovendosi arrendere a veri e propri mostri del calibro di Curry e Irving.
Per la post-season manca poco e quest’anno gli Spurs sembrano avere molte difficoltà, soprattutto fisiche, legate a numerosi infortuni, anche dello stesso Belinelli: ma sappiamo bene che i Play-offs sono tutta un’altra storia e San Antonio nella sua storia lo ha più volte dimostrato.

Per quanto riguarda la Nazionale, Belinelli (così come gli altri “americani”) ha dato il suo consenso a partecipare all’Europeo di settembre, e ha tutta l’intenzione di tornare da Lille (Francia) con il titolo fra le mani.

La stagione entra dunque nel suo momento decisivo e siamo certi che questa sera Marco, quando soffierà sulle 29 candeline, esprimerà questi 2 desideri: titolo NBA e Oro agli Europei; tutta Italia spera con lui che qualcuno, lassù, raccolga il suo desiderio.

Tanti auguri Marco, e 100 di queste triple.

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