Vite da NBA: Marcus Camby, il rim protector

Vite da NBA: Marcus Camby, il rim protector

di Andrea Piazza

Hibbert, Gobert, Whiteside… Nell’NBA di oggi, non si fa altro che parlare dell’esplosione dei rim protector, una categoria di lunghi poco tecnici ma estremamente efficaci in difesa, tanto da essere colonne portanti delle proprie squadre. Oggi vogliamo parlare nella nostra consueta rubrica Vite da NBA di un antenato di questa categoria: Marcus Camby. Nativo di Hartford, capitale del Connecticut, incomincia a farsi un nome nella pallacanestro nella sua stagione da senior in high school, dove con una media di 27 punti, 11 rimbalzi, 8 stoppate e 8 assist, trascina la Hartford Public High School ad un perfetto record di 27-0. Dopo aver ricevuto diverse offerte dai vari college americani, il ragazzo decide di iscriversi alla UMass, università del Massachusetts che ha visto crescere cestisticamente giocatori del calibro di Julius Erving. Dal ’93 al ’96 colleziona molti record a livello collegiale: secondo di sempre nelle stoppate a Umass, quarto di tutti i tempi con almeno 300 stoppate a referto e tanti altri.

Oltre ai record, Marcus è ricordato da tutti per una sua ‘bravata’, costata molto cara alla sua squadra: prima delle tanto attese Final Four, Camby accetta da due agenti una somma in denaro pari a circa 28mila dollari, che causano l’esclusione dalla manifestazione di UMass. Queste due losche figure, secondo quanto riportato da un articolo di Sports Illustrated del 1997, avrebbero offerto al ragazzo anche gioielli, prostitute e macchine, nell’insperato tentativo di riuscire a rappresentarlo una volta diventato professionista. Forte dei bei numeri collezionati tra high school e college, Marcus si affaccia al draft del 96′ come uno dei prospetti più interessanti. Svoltosi a Rutherford, nel New Jersey, viene universalmente considerato uno dei draft più talentuosi di sempre, a detta di molti secondo solo a quello del 1984. Con la seconda scelta, i Toronto Raptors scelgono lui, e non giocatori diventati poi superstar come Ray Allen, Stephon Marbury, Steve Nash e Kobe Bryant.

 


Nelle prime due stagioni in maglia Raptors, Camby si fa subito notare per le sue impressionanti doti difensive, che gli permettono di poter guidare la lega in stoppate già al secondo anno.. 3.7 a gara, cifre impressionanti per un sophomore. Le sue performance non passano inosservate agli occhi dei GM oltreoceano, che si mettono in contatto coi Raptors per delle eventuali trade. I Knicks si mettono subito in prima fila, riuscendo dopo svariate trattative a trovare un accordo:

 


Charles Oakley, former All-Star nonchè veterano dei Knicks, passa ai Raptors in uno scambio alla pari con Marcus che soddisfa tutte e due le parti: Toronto aggiunge esperienza ad un roster giovane e in ascesa con giocatori del calibro di McGrady e Carter, mentre New York si assicura un backup giovane e di livello alla loro stella Ewing. Nella prima stagione nella grande mela, Camby partecipa ad uno dei più grandi miracoli sportivi di sempre: i suoi Knicks riescono nell’impresa di centrare le NBA Finals (poi perse) partendo dall’ottava piazza ad Est. In questo lungo cammino verso la gloria, il ragazzo è riuscito a conquistare minuti importanti dalla panchina, circa 20 a gara. In una cruciale gara 5 nelle Eastern Conference Finals a Indiana, il centro di riserva di New York ha letteralmente trascinato la squadra con una prestazione monstre, condita da 21 punti, 13 rimbalzi e 6 stoppate.

Negli anni successivi, il suo minutaggio aumenta fino a portarlo ad essere un titolare dopo l’addio di Ewing, passato ai Seattle Supersonics. E’ il grande momento di Marcus per imporsi definitivamente nella lega, ma infortuni e prestazioni di squadra insufficienti, non riescono a fargli fare il salto di qualità. Dopo l’ultimo infortunio che lo costringe a disputare solo 29 gare, New York decide di mettere sul mercato il ragazzo. Durante l’estate…

 

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The Cambyman porta il suo talento a Denver, che spedisce di conseguenza Antonio McDyess a New York. Il primo anno, purtroppo, non è dei migliori. L’ennesimo infortunio lo porta a saltare gran parte della stagione, proprio come nell’ultima regular season passata ai Knicks. Il ragazzo però non molla, e si conquista con le unghie e con i denti il posto da titolare con prestazioni difensive sensazionali. Il suo coach, George Karl, lo trasforma nella colonna difensiva portante dei Nuggets, che riescono dal 2004 al 2008 ad andare sempre ai playoffs, seppur non riuscendo mai a superare il primo turno. Dal 2006 al 2008, Marcus gioca il suo miglior basket, guidando la lega per 3 volte nelle stoppate. Nel 2007, riesce finalmente a vincere il suo primo premio individuale, ossia il Defensive Player of the Year. Alla veneranda età di 34 anni, con 1000 stoppate sul groppone con la casacca dei Nuggets, Marcus sente il bisogno di cambiare aria. Vorrebbe avere l’opportunità di vincere un anello, ma si sa: in NBA i giocatori sono solo delle pedine di scambio.

 

 

In cambio di una misera seconda scelta al draft, Marcus Camby approda ai Clippers, franchigia storicamente perdente. Trascorre due anni a Los Angeles, dove come al solito sfiora la doppia doppia di media. Inizialmente doveva partire come Power Forward titolare, ma l’infortunio di Kaman e l’arrivo di Zach Randolph, hanno riportato il lungo nativo di Hartford al suo ruolo naturale. Dopo aver esternato malumori continui, si trasferisce a Portland nell’estate del 2010, in cambio di Steve Blake, Outlaw e 1.5 milione di dollari.

 

Nella prima stagione, lo fermano quei maledetti infortuni. Ma nella seconda, complici anche gli stop di Oden e Przybilla, si conquista il posto da titolare in una annata che vede i Trail Blazers conquistare i playoffs, persi poi al primo turno per mano dei Dallas Mavericks. Dal 2011 in poi, le cose non vanno molto bene: una parentesi ai Rockets, il ritorno ai Blazers e ai Knicks, nel tentativo di aiutare Carmelo Anthony a portare l’anello a New York, sfumato nel lontano 1999 proprio da Camby nelle Finals. L’eta avanzata, e i continui acciacchi, portano Marcus a disputare solamente 24 gare con basso minutaggio. Nel 2013, i Knicks lo spediscono di nuovo a Toronto nella trade dove viene coinvolto Andrea Bargnani. I Raptors, considerata l’età e il contratto del nuovo arrivato, si accordano con il giocatore per il buyout, risparmiando la bellezza di 600 mila dollari sul salary cap. Ora, all’età di 41 anni, il “ragazzino” sarebbe ancora sulla lista dei free agents, intenzionato a non mollare l’attività cestistica prima di esser riuscito a strappare un altro contratto ad una squadra NBA…

Sarà difficile, ma Marcus è uno che non molla mai, e non ci sorprenderemmo più di tanto nel rivederlo su qualche parquet oltreoceano anche solo per pochi minuti. Oggi è il suo compleanno, tanti auguri CAMBY!

 

Fonte foto in evidenza: www.nba.com

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