Vite da NBA: Taj Gibson

0

From Brooklyn, New York:  basterebbe solo questo per comprendere la sua infinita energia che sfoga in ogni singola partita. Quell’energia e quella cattiveria sportiva che accumuna tutti i nativi newyorkesi come Stephon Marbury, MWP aka Ron Artest e Lance Stephenson. Taj lascia la Grande Mela per concludere il suo percorso liceale sull’altra costa, alla Stoneridge Prep in Tarzana, California dove chiude la sua ultima stagione a 25 punti, 14 rimbalzi e ben 9 stoppate di media tanto da attirare l’attenzione di moltissimi college nonostante non abbia ancora un ruolo ben definito tra lo spot di ala piccola o ala forte. Taj e Daniel con il trofeo della Pacific 10 – www.latimes.com Alla fine la scelta ricade su USC University of Southern California dove sarà compagno per 3 stagioni dell’attuale play di Milano Daniel Hackett. Insieme raggiungono per 3 stagioni consecutive l’accesso al Torneo NCAA dove nel 2008 riescono nell’impresa di eliminare i rivali storici di UCLA guidati da due attuali star nella NBA: Kevin Love e Russell Westbrook. Nei suoi anni al college, Taj viene inserito nel 2007 nel primo quintetto dei rookie della PAC-10 e nel 2009 nel primo quintetto assoluto della PAC-10. Ciò che continua ad impressionare del gioco di Gibson è la sua incredibile propensione difensiva accompagnata alla solita grande energia su entrambi i lati del campo di cui sembra disporre in quantità inesauribili ma il suo jumper non è ancora totalmente affidabile ed i suoi movimenti in post sono pressoché nulli.

www.bleacherreport.net
Gibson si dichiara per il Draft 2009 dove viene scelto alla posizione numero 26 dai Chicago Bulls: Taj diventa subito titolare ed impressiona in positivo smentendo così gli scettici che lo hanno fatto scivolare alla fine del primo giro. Gibson partecipa al Rookie Challenge contribuendo alla vittoria della sua squadra, la prima dal lontano 2002 e chiude la stagione a 9 punti e 7,5 rimbalzi di media. Ma la stagione seguente non rappresenta l’annata della definitiva consacrazione bensì rischia di porre un freno irrecuperabile alla crescita del ragazzo da Brooklyn, New York. Dapprima la fascite plantare che lo ha forzatamente fermato a casa accompagnato alla notizia dell’acquisto di Carlos Boozer che gli avrebbe preso il posto da titolare e di conseguenza tolto molti minuti sul parquet. Nonostante tutto Taj si rimette in sesto per il training camp, voglioso di conquistarsi sul campo la fiducia del nuovo coach Tom Thibodeau ma di lì a poco iniziano le 6 settimane più difficili della sua vita. I suoi 3 migliori amici, Cakes, Cookiehead e Johnny vengono freddati accidentalmente da un colpo di arma da fuoco, singolarmente nell’arco di quelle 6 settimane. Gli amici dai quali non si era mai separato e che lo avevano seguito sia in California, sia il giorno del Draft dove erano lì a gioire con lui.
www.zimbio.com
Gibson fatica a dimostrare il suo valore ma Thibodeau e Griffin lo spingono a non mollare, di non abbattersi e di onorare la loro memoria ogni volta che scenderà sul campo. Per questo motivo, ad ogni inno nazionale gli occhi di Taj brillano di una luce diversa perché sa di giocare non solo per sé stesso e per i Bulls ma anche per Cakes, Cookiehead e Johnny. Il lavoro come sempre ripaga e Taj vede migliorare esponenzialmente il suo jumper dalla media; l’infortunio alla mano di Boozer gli regala spazio che sfrutta al massimo migliorando le sue cifre ma al ritorno del Blue Devil perde minuti e fiducia. Le successive 2 stagioni seguono la stessa falsariga fino ad arrivare a quella appena conclusa dove finalmente Taj torna a giocare come nel suo anno da rookie concludendo la stagione con 13 punti e 7 rimbalzi di media, entrando in lizza per il premio di miglior sesto uomo dell’anno, chiudendo alle spalle del solo Jamal Crawford. Questo è il nuovo Taj Gibson: [youtube http://www.youtube.com/watch?v=De8XDzvVZFc]   Se come sembra, Chicago sia intenzionata a cedere Boozer per puntare diritto ad una superstar (Anthony?) la carriera di Taj potrebbe prendere una piega verso l’alto per aspirare finalmente al titolo NBA, ginocchia di Rose permettendo. Sarebbe il coronamento di anni di duro lavoro passati nell’ombra di un giocatore più interessato ai soldi che ad altro, e di sofferenza per aver perso coloro a cui era più legato. E proprio lo scorso mese è arrivata la notizia della scomparsa di un suo cugino di 6 anni, anch’egli ucciso accidentalmente all’interno di un ascensore. Potremmo così parlare di lacrime di gioia per un uomo che merita il meglio più di chiunque altro. Auguri Taj!