Vite da NBA: Jorge Garbajosa

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  (www.antena3.com)     Jorge Garbajosa Chaparro nasce il 19 Dicembre del 1977 a Torrejon de Ardoz, una città di oltre 110mila abitanti situata al centro del paese e appartenente alla comunità autonoma di Madrid. Il ragazzo fin da subito ha una naturale predisposizione per la palla a spicchi e il suo talento, inserito in un corpo molto minuti ma vicino ai 2.07 metri di altezza finali, lo mette ben presto nei taccuini degli scout dell’allora Tau Vitoria, che convincono il lungo sedicenne a giocare per le giovanili della prima squadra. Dopo lo scudetto giovanile vinto nel 1995, ben presto la squadra basca lo aggrega alla formazione ufficiale e debutta nella Liga ACB a soli 18 anni e fa parte della spedizione che quell’anno arriverà alla finale dell’Eurolega, anche se il suo minutaggio è a dir poco risicato. Incomincia a giocare in pianta stabile dalla stagione 1997/1998, e dopo esser arrivati secondi in Spagna e aver vinto la Copa del Rey in quello successivo, Jorge comincia a mostrare tutto il suo talento nella stagione 1999/2000, nella quale si avvicinerà alla doppia cifra di media in Campionato.

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Ma in quella promettentissima stagione, nella quale finalmente il giovane Garbajosa aveva mostrato con una certa continuità il grande talento di cui disponeva, comincia a metter gli occhi su di lui un GM italiano, che risponde al nome di Maurizio Gherardini, il quale riesce a portare nella Marca trevigiana il giovane spagnolo: Jorge Garbajosa giocherà la stagione 2000/2001 con i biancoverdi della Benetton Treviso. I quattro anni che seguono saranno forse i più importanti della sua carriera poiché, prima con Piero Bucchi e poi con Ettore Messina in panchina, scopre di essere un fantastico tiratore dalla lunga distanza che si aggira sempre attorno al 40% di realizzazione e aumentando sempre il proprio rendimento di stagione in stagione. Ma soprattutto, grazie anche a formidabili compagni di squadra quali Marconato, Nicola, Pittis, Bulleri, Edney e Langdon comincia a vincere, aggiudicandosi due Scudetti e due Coppe Italia (in una della quali viene premiato MVP). Oltretutto, a tempo perso, comincia a vincere pure in Nazionale, diventando uno dei giocatori più rappresentativi delle Furie Rosse, vincendo un Bronzo europeo nel 2001 e un Argento continentale nel 2003. L’unico rammarico di questo quadriennio, nonostante anche alcuni riconoscimenti individuali, è stato il fatto di non essere riuscito a vincere l’agognata Eurolega, nonostante la partecipazione a due Final Four. Purtroppo a sbarrare la strada ai Casuals di Garbajosa ci hanno pensato prima la Kinder Bologna, reduce dal Grande Slam dell’anno prima con Messina in panchina, nella Semifinale del 2002 e l’anno successivo il Barcellona, questa volta nella partita decisiva per il titolo. Nella stagione 2004/2005 decide di tornare a casa, accasandosi con l’Unicaja Malaga e disputando due ottime stagioni confermandosi come uno dei giocatori più forti del vecchi continente disputando anche prestazioni da 26 punti (contro il Real Madrid) in Eurolega. Ma non si smentisce neanche in patria, vincendo al primo anno una Copa del Rey da MVP e nel secondo addirittura lo Scudetto. Ma soprattutto nel 2006 vince persino un Mondiale, battendo in finale la Grecia grazie a una sua prestazione da 20 punti e 10 rimbalzi. Ciliegina sulla torta, viene eletto insieme al suo compagno di squadra Navarro nel primo quintetto del torneo disputatosi in Giappone. Ormai Garbajosa ha 28 anni e il suo palmares denota che abbia vinto tutto quello che si potesse vincere in Europa, anche se manca quell’Eurolega sfuggita dalle sue mani in più di un’occasione. Ma nell’estate del 2006, a Mondiali conclusi, Jorge firma per tre anni con i Toronto Raptors e approda in Canada insieme  due conoscenze del basket italiano: Maurizio Gherardini, colui che lo aveva portato a Treviso (casualità lo abbia voluto ai Raptors?), e Andrea Bargnani, quell’anno draftato con la numero 1 assoluta e fresco Campione d’Italia con la Benetton. La prima annata in NBA sembra andare molto bene: dopo un avvio un po’ stentato, Garbajosa gioca bene per tutta la stagione regolare, giocando la partita dei Rookie all’All Star Game, venendo eletto nel miglior quintetto Rookie insieme all’italiano, e aiutando (con i suoi 8.5 punti di media) i Raptors di Chris Bosh ad approdare ai Playoffs con il terzo record della Eastern Conference. Playoffs ai quali lo spagnolo non parteciperà, causa un brutto infortunio che lo ha colpito nel finale di stagione contro Boston, con il ginocchio che ha ceduto dopo un duro contrasto con Al Jefferson. Stagione finita, Raptors eliminati 4-2 dai Nets di Carter, Kidd e Jefferson e Jorge che ha un solo pensiero nella testa. Recuperare il prima possibile, perché a Settembre ci sono gli Europei da giocare, e si giocano in Spagna! Europei ai quali riesce a partecipare in extremis, ma l’esito non è stato esattamente come se l’era immaginato qualche mese prima. Infatti, nonostante i favori del pronostico dessero la formazione iberica superfavorita, le Furie Rosse vengono sconfitte a domicilio dalla Russia, grazie al memorabile canestro a fil di sirena di J.R. Olden nella gara per il titolo. Al ritorno dal deludente europeo  si appresta a iniziare una nuova stagione in Canada, ma fa in tempo a giocare appena sette partite prima di doversi operare alla gamba e quindi a dire addio al parquet per quell’annata. Nell’estate successiva, al momento della contrattazione per il suo ultimo anno di contratto, le strade tra Garbajosa e la franchigia canadese si separano a causa della decisione dello spagnolo di far parte della spedizione olimpica, nonostante il parere negativo dei Raptors. Per questo il lungo ex Malaga decide di tornare in Europa, approdando al Khimki Mosca per un biennale da 6 milioni di dollari.
(www.euroleague.net)
Nella stagione 2009/2010 dopo un anno deludente in terra russa, il giocatore ex Benetton torna in patria, andando a vestire la prestigiosa canotta del Real Madrid. Ma anche nella squadra madrilena ormai si vede il giocatore di qualche anno prima sia scomparso, facendo posto a un gregario di lusso che porta esperienza a una squadra in cerca di quel quid per poter finalmente competere con i team europei di vertice e di spodestare i rivali blaugrana nel campionato spagnolo. Purtroppo, nei suoi due anni di militanza tra i blancos, non riuscirà mai a contribuire a tali traguardi. L’ultima stagione della sua intensissima carriera decide di spenderla a Malaga, ritornando in una delle squadre dove ha passato gli anni migliori della sua carriera, decidendo alla fine della stagione di ritirarsi e ora lo si può trovare mentre collabora con la Fed
erazione Spagnola. Ha così termine la carriera di uno dei più grandi cestisti europei dell’ultima decade, sicuramente uno dei più vincenti, capace di ottenere qualsiasi risultato personale e di squadra. Nel suo palmares non manca quasi nulla: uno Scudetto giovanile, 5 Coppe Nazionali, 4 Scudetti Nazionali, 4 medaglie continentali (di cui un oro nel 2009), un oro mondiale e un argento olimpico. Ma anche numerosi riconoscimenti personali, tra i quali spiccano il titolo di Mr. Europa vinto nel 2006 come giocatore di Malaga e l’inserimento nel primo quintetto Rookie della NBA. Le uniche pecche nella sua sfavillante carriera possono essere solo la mancanza di un titolo europeo per club, anche se ci è andato vicino numerose volte con Benetton e Real Madrid per l’Eurolega e col Khimki per quanto riguarda l’Eurocup, e la brevità della sua carriera nella lega americana, dove causa infortuni non ha potuto dimostrare a pieno il suo valore, ma facendo intravedere di poter dire la propria anche oltreoceano. Ma poco importa, perchè i successi e le emozioni che ha regalato a tutti i fortunati che hanno avuto l’occasione di vederlo all’opera sono indescrivibili. Auguri Jorge!

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