1000 volte Coach K: da Army a Duke, 40 anni di successi

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26 Gennaio 2015, Madison Square Garden, New York City. I Duke Blue Devils vincono in rimonta contro St.John’s e, al suono della sirena, la folla di 19812 spettatori è tutta in piedi per un particolare tributo. Un dettaglio del parquet del Cameron Indoor Stadium Nella mezz’ora precedente alla palla a due, il prezzo della partita è lievitato fino a sfiorare i 900$, perché è la notte di Coach K, da quella notte “Coach 1K”: è questo il nickname che campeggia sulle maglie celebrative indossate dai giocatori di Duke, a simboleggiare le 1000 vittorie da capo allenatore per Coach Mike Krzyzewski.   Un traguardo, o milestone (“pietra miliare”, come direbbero al di là dell’oceano) incredibile, frutto di 40 stagioni in panchina e 35 delle quali a Durham, North Carolina (la sede dell’ateneo di Duke). 4 titoli NCAA, 11 Final Four, 13 Elite Eight, 13 tornei di Conference vinti, 5 volte Coach of the Year della ACC e 3 volte Coach of the Year della nazione, indotto nel 2006 nella Hall of Fame del College Basket. Ma anche 2 ori olimpici alla guida di Team USA, 2 bronzi e 2 ori ai Mondiali, indotto nella Hall of Fame della pallacanestro nel 2001. Un’impronta indelebile, umana prima ancora che sportiva, un marchio inconfondibile che è impresso sul parquet leggendario del Cameroon Indoor Stadium di Durham: per accedere al teatro di mille gloriose battaglie dei Blue Devils, si passa da uno spiazzo erboso ribattezzato ovviamente “Krzyzewskiville” e, sul rettangolo di gioco, un adesivo ci ricorda che quello è il “Coach K Court”.   Mike Krzyzewski è dunque oggi il primo allenatore nella storia della Division I NCAA a raggiungere 1000 vittorie in panchina, davanti ad altre due leggende come Coach Jim Boeheim (964 al momento in cui scriviamo, per il capo allenatore di Syracuse) e Bob Knight (902 per l’ex-coach di Indiana, oggi in “pensione”). Ma facciamo adesso un passo indietro, alla prima tappa fondamentale della sua incredibile e, soprattutto, ancora attiva e vincente carriera.

Coach K durante un timeout sulla panchina di Army
La storia di questo polacco-americano, nato a Chicago nel 1947, inizia all’Accademia Militare degli Stati Uniti: Army è la sua alma-mater, dal 1966 al 1969 gioca nel ruolo di guardia nella squadra di basket allenata proprio da coach Bob Knight e, nel 1975, il futuro “Coach K” ci torna con il difficile compito di allenare e ricostruire il programma cestistico dell’ateneo. La prima vittoria arriva all’esordio, il 28 Novembre 1975, sul terreno casalingo di West Point contro Lehigh: quello stesso ateneo che, ironia della sorte, al primo turno del Torneo NCAA del 2012 ribalterà clamorosamente la sua Duke, allora testa di serie #2. Army e la carriera militare sono un aspetto dominante nella vita di Mike Krzyzewski, uomo di polso che ha fatto della disciplina, del rigore, della maniacalità negli allenamenti un tratto distintivo. Joe Barto, ala di riserva di quella prima edizione di Army allenata da Coach K, ricorda in un’intervista a Yahoo Sports le parole del suo allenatore in fase di reclutamento: “Sarà la decisione migliore che prenderai nella tua vita. Lo garantisco”. Barto (impegnato qualche anno dopo nella missione Desert Storm nel Golfo Persico) ammetterà sorridendo che, nei quattro anni successivi al suo commitment all’Accademia, ha rimpianto quella come una delle scelte peggiori della sua vita: critiche spietate e schiette, allenamenti di un’intensità mostruosa. Ed il legame con la fanteria militare è così forte che, durante lo scorso Autunno, Coach K ha addirittura criticato aspramente Barack Obama, per la sua decisione di non impiegare questo corpo dell’esercito statunitense nel conflitto con lo Stato Islamico: “E’ come affrontare la Spagna ai Mondiali e, prima del match, dire –“Ok, noi pensavamo di scendere in campo senza LeBron e Kobe”-   Chiuso il capitolo Army, il 18 Marzo del 1980 il 33enne allenatore in erba viene assunto a Duke e, dopo 3 stagioni complesse, nel 1984 è sull’orlo del licenziamento quando alcuni giocatori ne chiedono le dimissioni. Il direttore atletico di allora, Tom Butters, evidentemente vede qualcosa in lui, e gli offre un rinnovo quinquennale: il resto è storia, con 7 Final Four nei 9 anni successivi, con l’apice all’inizio degli anni ’90 con due titoli NCAA consecutivi (1991 e 1992). Potremmo scrivere un libro sui successi in panchina di Coach K nei suoi 35 anni and counting alla guida di Duke, ma ciò che conta più dei 4 titoli NCAA e di una striscia al momento aperta di 19 (fate pure 20 con la stagione in corso) apparizioni consecutive al Torneo, ce lo racconta direttamente un suo ex-alunno.  
Mike Krzyzewski, educatore prima ancora che grandissimo allenatore, festeggia il titolo NCAA del 2010 (il successo più recente)
Probabilmente, la formula del suo successo come allenatore è racchiusa proprio nelle parole di J.J. Redick: “In qualsiasi momento, dall’allenamento ad un timeout, sai sempre che lui sta dando il suo massimo. Non ha mai un calo di tensione, ed è questa la caratteristica che un vero leader deve avere.” Oggi ci troviamo a scrivere una ennesima pagina della carriera ormai leggendaria di questo allenatore ma, mentre noi siamo qui a celebrarla, il segreto di Michael William Krzyzewski sta nel non curarsene: “Io non conto mai le mie vittorie o i miei titoli, piuttosto voglio la prossima vittoria, il prossimo titolo. Così resti affamato, se resti a guardare cosa hai fatto, rischi di non essere abbastanza affamato e cattivo per poter trasformare il momento attuale in un momento di successo.” E allora, lo slogan sceglietelo voi, “Coach 1K” o “1000 and Kounting”…La storia, quella la scrive lui quotidianamente: oggi come 40 anni fa, senza mai diventare obsoleto, con la dedizione e la capacità di trasmettere dei valori a ragazzi non sempre talentuosi, ma sicuramente vincenti nella vita e sul parquet.     https://www.youtube.com/watch?v=wTmILdzOxYw#t=13