Adesso è ufficiale: James Wiseman non potrà giocare!

Adesso è ufficiale: James Wiseman non potrà giocare!

Il talento dei Memphis Tigers ha ritirato la causa contro l’Università e la NCAA, ed è stato dunque dichiarato non eleggibile. Potrà soltanto allenarsi, ma ci sono ancora speranze di vederlo sul parquet in questa stagione

di Andrea Radi

Adesso è ufficiale: la prima stagione in maglia Memphis Tigers del super prospetto James Wiseman è già terminata, o almeno così pare.

Dopo che la NCAA ha comunicato all’Università la possibilità che Wiseman fosse reso non eleggibile, a causa del presunto pagamento di 11.500$ da parte del coach Penny Hardaway per il trasferimento a Memphis, l’Università ha deciso, per ora, di seppellire l’ascia di guerra, dichiarando non eleggibile Wiseman, che non potrà più quindi scendere in campo in questa stagione.

Tutto ciò è stato reso possibile dallo stesso Wiseman che, su consiglio della stessa Università, ha reso noto tramite i suoi avvocati di aver ritirato la causa in corso contro la NCAA e l’Università di Memphis in merito alla questione, dal momento che questa “è diventata un impedimento per l’Università nei suoi sforzi di raggiungere una soluzione con la NCAA riguardo l’ineleggibilità” come si legge nel comunicato rilasciato dai legali.

Memphis infatti spera che la squalifica non duri per tutta la stagione, ma per un periodo che vada “dalle tre alle sei partite” come riportato da Shams Charania. L’NCAA infatti sta ancora indagando sui presunti pagamenti, con l’Università pronta a mediare per ridurre la squalifica del gioiellino del roster di coach Hardaway.

Un anno di stop, molto probabilmente il suo unico al college, potrebbe avere degli effetti sulla sua chiamata al prossimo Draft, che fino allo scandalo vedeva il suo nomi tra i papabili per la prima scelta assoluta, ma non così disastrosi. “Un anno senza giocare può avere un impatto sulla sua chiamata? Forse, magari di un posto o due” Così un pezzo grosso di una franchigia NBA ha commentato con Charania “Tutti sappiamo che è un vero talento”.

Un redshirt year non dovrebbe avere grosse ricadute sul numero della chiamata al Draft 2020 (per di più dato dal fatto che non si tratta di un infortunio, a differenza di come successo a Michael Porter Jr sceso fino alla 14 nel 2018), ma avrebbe un grosso impatto su Memphis, non solo in termini puramente tecnici, ma anche di reputazione dell’Università, qualora le investigazioni della NCAA trovassero solide basi per appurare come vero lo scandalo.

A perdere, inoltre, saranno anche tifosi ed appassionati, che per un anno non potranno vedere, se non in allenamento, le gesta di uno dei migliori giovani prospetti del basket mondiale.

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