Ancora scandali in NCAA, si parla anche di nomi noti

La FBI ha reso noti i ragazzi e gli atenei che potrebbero dover rispondere di guadagni e spese illeciti.

di Ario Rossi

Dopo la decisione di togliere il titolo dei Louisville Cardinals, la NCAA è ancora una volta in mezzo ai guai. Tornano di moda i soldi dati in nero a giocatori universitari che dovrebbero campare solo con borse di studio, senza ricevere alcun compenso.

Secondo la FBI, questo scandalo potrebbe riguardare ben 20 atenei di Division I e ben 25 atleti. Di giocatori attuali il nome grosso è quello di Miles Bridges di Michigan State, che al prossimo draft NBA è dato da tutti intorno alla top15. Sotto la lente della FBI è finita la ASM Sports, agenzia con a capo Andy Miller che rappresentava stelle NBA del calibro di Porzingis e Lowry, nonché i rookie Dennis Smith jr di Dallas e Markelle Fultz di Philadelphia. Da dicembre l’agenzia è stata sospesa proprio per questa indagine della FBI.

I nomi grossi sono anche tra le scuole, infatti Duke, North Carolina, Texas, Kentucky, Michigan State, USC ed Alabama sono quelle che potrebbero aver dato benefit di vario genere a giocatori e famiglie – soldi in nero in primis – per convincerli a scegliere quella determinata università.

In una nota, il presidente della NCAA Mark Emmert ha detto: “Queste accuse, se confermate, si focalizzano su un errore che deve essere corretto, e corretto ora, se vogliamo mantenere gli sport collegiali in America. […] In poche parole, la gente che viene coinvolta in questo tipo di comportamenti, non ha nessun posto nel basket universitario. Sono contrari a tutti quelli che giocano secondo le regole”.

Oltre a Rick Pitino e al direttore tecnico di Louisville Tom Jurich, per i loro legami con questo scandalo sono già stati licenziati gli assistenti Chuck Person (Auburn), Lamont Evans (Oklahoma State), Emanuel Richardson (Arizona) e Tony Bland (USC).

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