Appunti Universitari #21

Nel giorno del Santo Natale ecco il nostro studente anziano che ci invia i suoi Appunti Universitari per apprendere qualche nome e/o fatto che a volte passa sottotraccia nel vasto mare della pallacanestro universitaria americana.

di Carlo Perotti

Lo strano caso del signor Chris Clarke. Dopo un discreto triennio negli Hokies di Virginia Tech questa ala di 1.98 per quasi 100 chili si è trasferita a Texas Tech dove ha trovato il nostro Davide Moretti assurto a leader tecnico dei Red Raiders, Clarke è subito diventato un interessante dilemma tecnico, un giocatore per certi versi d’altri tempi che tira – nemmeno malissimo (47% dal campo 65 % dalla lunetta) – solo se costretto sotto minaccia ma oltre ai 7 punti a partita fattura anche 9 rimbalzi e 5.5 assist di media risultando una point forward in grado di fungere da regista oltre che un fattore atletico di ottimo livello. Occhio a Texas Tech, nonostante abbia perso Culver, Mooney ed Owens sarà un osso duro al prossimo torneo NCAA!

Jordan Nwora

Jordan Nwora ha tutto per essere una big guard NBA: centimetri (2.01) fisico (102 kg) mani fatate (41% da tre punti) e capacità di usare la sua stazza in entrata, va a rimbalzo (7.5 di media) ed è pure un difensore tutto sommato competente. Lo junior da Buffalo è il leader assoluto di Louisville e viaggiando ad oltre 21 ad allacciata di scarpa è uno dei più autorevoli candidati al titolo di giocatore dell’anno. Eppure, un paio di dubbi ci sono… è lento, decisamente lento per il suo ruolo a causa della sua stazza ed ha un’esplosività non proprio da giocatore NBA d’élite. Vedremo, giocatore molto sfizioso in ogni caso.

John Mooney

Eh, però se parliamo di giocatori sfiziosi non possiamo non citare l’ennesimo lungo di culto uscito dalla mitica Notre Dame: dalla notte dei tempi di Bill Laimbeer, Wooldridge e Bruce Flowers, passando da Pat Garrity, Luke Harangody e Troy Murphy sino ai più recenti Jack Cooley e Bonzie Coulson siamo arrivati al nuovo nome leggendario – segnatevelo se non lo conoscete – ovvero John Mooney. Alto 2.05, bianco, gioca sia da 5 che da 4, è un senior, ha tonnellate di esperienza da spendere in campo ed un tiro anche da tre punti da rispettare, sta viaggiando stabilmente in doppia doppia di media a 14.8 punti e 13 rimbalzi di media, secondo miglior rimbalzista della NCAA dopo Kevin Marfo. Vi ho convinto? Avete memorizzato il suo nome?

George Tinsley

Parlando di top statistici in NCAA dobbiamo andare in un college che ci sta particolarmente a cuore – anche se la squadra è stata totalmente ripulita dopo il periodo gangster di una dozzina di anni fa – ovvero Binghamton. Ivi troviamo un freshman di nome George Tinsley, un’ala piccola di 1.98 che viaggia a 11.8 punti e 8.6 rimbalzi di media oltre ad un paio di assist a gara. Buonissime statistiche per uno al primo anno di college ma allora dove sta il record statistico? Tinsley è il giocatore che in media gioca di più in tutta la NCAA! Ben 39 minuti e rotti a partita, in pratica non esce nemmeno per una rapida tirata di fiato e se lo vedrete giocare capirete perché… pur in una conference da livello atletico e tecnico non eccelsa come la American East il ragazzino trasuda di conoscenza tecnica ed intelligenza tattica. Ve lo assicuro, un gioiellino nascosto alla periferia dell’Impero.

Brendan Bailey

Viaggia a 6.7 punti di media con quasi 4 rimbalzi, partendo regolarmente in quintetto per coach Steve Wojciechowski a Marquette, non male per un sophomore ma nemmeno nulla di così eccitante eppure cosa ci ha spinti nella gelida Milwaukee, Wisconsin? Brendan Bailey… Who? Bailey… non vi dice nulla? Jim Valvano… NC State… Utah Jazz… Big T… Thurlminator… è il figlio del miglior americano mai giunto a Cantù: Thurl Bailey! Ed è pure un prospetto interessante, alto 2.04, braccia lunghe, buoni fondamentali grazie agli insegnamenti di papà e la capacità di giocare in entrambi i ruoli di ala. Poco male se la palla poi in attacco è fagocitata dal talento assurdo del senior Markus Howard, uno che fa parte della categoria degli Steph Curry (o Mike James se vogliamo volare bassi) ovvero quella delle guardie con pochi centimetri – siamo nell’ordine del metro e ottanta con le scarpe – ma raggio di tiro illimitato ed ego grande come lo stato del Texas, che viaggia  a 26 di media e si prende da solo oltre il 30% dei tiri di tutti i Golden Eagles ma il figlio di Thurl Bailey è un progetto pluriennale ed ha tempo per crescere e dimostrare a quale livello può ambire.

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