Appunti Universitari #24

Appunti Universitari #24

Si avvicina il momento decisivo della regular season delle conference ed è già battaglia per strappare il biglietto per il Torneo NCAA, nel frattempo a Chapel Hill…

di Carlo Perotti

La partita della stagione. Quella giocata da North Carolina e Duke al Dean Dome e vinta dai Blue Devils 98 a 96 dopo un tempo supplementare, eppure UNC aveva controllato a lungo la sfida più sentita d’America tanto da esser sopra di 13 a 4’ dal termine, momento in cui i fantasmi di questi Tar Heels edizione 2019-20 si sono palesati: Duke ha cominciato a rimontare trascinata da Tre Jones (28 punti 6 ass) poi a 16” dalla fine il play di Duke segna il canestro del meno 2, Platek segna un solo tiro libero per l’84-81 di UNC a 6” e lui stesso manda in lunetta Tre Jones per due liberi, dopo aver segnato il primo Jones sbaglia intenzionalmente il secondo e la palla gli arriva precisa nelle mani segnando il jumper sulla sirena che manda le due rivali ai supplementari.

Ma di nuovo Carolina può battere Duke, che aveva perso per falli Vernon Carey Jr (18) giungendo sopra di 5 punti a 21” dal finale dell’overtime dopo due liberi di Cole Anthony (24 punti, 10 rimbalzi e 11 assist) ed i Blue Devils in 15 secondi, pressando a tutto campo, trovano i canestri di Jones e Moore su rimbalzo offensivo, ancora palla persa dei Tar Heels e di nuovo fallo su Tre Jones a 7” dal temine che segna solo il primo ma Wendell Moore (17+10) riesce a fare tap out a rimbalzo ed ancora la palla finisce nelle mani di Tre Jones che si prende un tiro sbilanciato e destinato ad uscire ma lo stesso Moore salta e devia il pallone a canestro sulla sirena davanti 21500 esterrefatti tifosi in maglia azzurro Carolina.

Cavalier Daily

Nel frattempo, North Carolina è arrivata a 5 sconfitte consecutive che le valgono l’ultimo posto nella ACC, una stagione da incubo per una squadra che era considerata fra le migliori della NCAA ad inizio stagione. L’ultima sconfitta, in casa con Virginia, ha un protagonista italiano: Tomas Woldetensae, ragazzo bolognese cresciuto alla BSL San Lazzaro e con una carriera sin qui da underdog senza mai salire alle cronache nei settori giovanili italiani per poi provare la fortuna negli USA prima alla high school alla Victory Rock Prep e poi in uno junior college come Indian Hills. Quest’estate la chiamata in Division I alla corte di Tony Bennett e dei campioni NCAA in carica dove sperava di trovare Francesco Badocchi che invece ha optato per un anno sabbatico. Di origini eritree ed ala piccola di 1.95, mancino e dotato di gran tiro sia in uscita dai blocchi che sugli scarichi, sta migliorando in difesa grazie agli insegnamenti di Bennett e deve crescere nella capacità di attaccare palla per terra invece di vivere e morire solo per il tiro da fuori, in questa stagione su 144 tiri presi ben 114 sono state triple. Tiro che però ha funzionato alla grande contro North Carolina quando Woldetensae ha segnato 18 punti con 6 triple su 10 tentativi compresa quella dall’angolo sinistro a 0.8” che ha dato la vittoria ai Cavaliers, che così restano in corsa per un posto al Gran Ballo di marzo.

Indiana University

Un ormai anziano e malato Bobby Knight ha finalmente accettato l’invito della sua squadra del cuore Indiana University di tornare in quella che è stata la sua casa per ben 29 anni ovvero la Assembly Hall dove era il Re assoluto, sino a quando esplose lo scandalo delle mani portate al collo a Neil Reed in allenamento e di un litigio con uno studente colpevole di aver salutato in maniera irrispettosa l’iracondo coach che portò al suo allontanamento dall’ateneo. Un allontanamento che l’orgoglioso coach Knight non aveva mai digerito, rifiutando con sdegno ogni tentativo di riconciliazione. Grazie al lavoro paziente dei suoi giocatori e con la scusa di festeggiare la squadra del titolo del 1980 Bobby Knight, con il suo iconico maglione rosso, ha ricevuto una commuovente e meritata ovazione da parte dei suoi ex tifosi che non hanno mai dimenticato quel coach che fu da metà anni Settanta a metà anni Ottanta l’allenatore più vincente e rivoluzionario di quella decade.

Chiudiamo con qualche nome degno di nota. Il primo è Breein Tyree piccola guardia senior di 1.85 che fa parte della categoria dei tiratori sottodimensionati ma con un fisico ed un tiro compatti in grado di sopportare i contatti e di prendersi tiri contro giocatori molto più alti, viaggia ad Ole Miss a 19.9 punti di media con anche delle prove da 36 (vs LSU) 38 (vs South Carolina) e 40 (nel derby con Mississippi State) e pare perfetto per i campionati europei. Poi Tyrese Haliburton lunghissimo play – quasi due metri – di Iowa State con leve lunghe e gran visione di gioco che fattura 15.2 punti 5.9 rimbalzi e 6.5 assist ad allacciata di scarpe. Finiamo con Derrick Alston alto 2.06 ma giocatore esterno dalle mani dolcissime che con 18.1 punti è uno dei migliori realizzatori della Mountain West dove troviamo un altro dei nostri pallini ovvero quel Nico Carvacho centro cileno senior di 2.10 che sta viaggiando a 12.5+11 di media, miglior rimbalzista della NCAA.

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