Appunti Universitari #4

Appunti Universitari #4

Questa settimana parleremo di giocatori in stile anni ‘80, in stile anni ‘70 e di imprese da Prima Divisione mancate per un pelo e ricorsi storici.

di Carlo Perotti

*Guardare Matt Farrell, play senior di Notre Dame, ci proietta nei nostri anni ‘80. Se indossasse una maglia dell’Aris Salonicco o del Paok sarebbe perfetto per incarnare il classico playmaker ellenico dell’era Nikos Galis. Tozzo, massiccio, barbuto, col polsino sul polso sinistro, tutt’altro che bello da vedere ma con sguardo fierissimo e leadership che sprizza da ogni poro del proprio corpo. Affiancato ad un altro giocatore di culto come Bonzie Colson, mini centro di 1.98 dai piedi poetici e dalla mano fatata che ne fanno un mix fra Ron Slay e Kyle Hines, il buon Farrell è luce per i nostri occhi e lo aspettiamo con golosità l’anno prossimo in Europa dove potrà far partire la sua carriera ed esser apprezzato per quello che dà alla sua squadra. Ovvero tanto.

Dylon Osetkowski
Dylon Osetkowski

*Andiamo ancor più indietro nel tempo con Dylan Osetkowski, centro dei Texas Longhorns, che sta avendo un impatto sorprendente dopo aver fatto benino a Tulane tanto da esser chiamato da Shaka Smart a far da balia al bimbo prodigio Mohamed Bamba. Se questi è un ala forte freshman dal meraviglioso frame muscolare e dall’enorme potenziale, il nostro Osetkowski invece pare scaraventato nella epoca attuale dai meravigliosi e spartani anni ‘70 col suo look alla Bill Walton con tanto di capello ribelle, barba incolta e fascetta tergisudore ma anche con la capacità di passare, di trattare e di tirare la palla con tecnica più che adeguata senza dimenticare il piacere di andare a scontrarsi col proprio corpaccione contro i centri avversari proprio come avrebbero fatto vere leggende come Bob Lanier, Bruce Flowers, Paul Mokeski o Kent Benson… ah bei tempi…

Collin Sexton
Collin Sexton

* Quello capitato fra Alabama e Minnesota fa tanto di basket di Prima divisione.  Fra le due squadre vi erano storie tese durante il match che i Gophers comunque controllavano nonostante la prestazione della crinita guardia di Bama Collin Sexton. A 13 minuti dalla fine Nate Mason di Minnesota schernisce gli avversari e l’intera panchina dei Crimson Tide inonda in campo alla ricerca di solerti e chiare spiegazioni. Risultato? Mason e tutta la panchina ospite viene espulsa per invasione di campo. Alabama resta con 5 giocatori ma poco dopo Ingram raccoglie il suo quinto fallo e Petty si storta la caviglia a nove minuti dal termine. Per tutto questo tempo si continua cinque contro tre, nella migliore tradizione minors e nonostante ciò, trascinati dallo show di Sexton (40 punti alla fine), Bama rimonta da meno 13 a meno 3 con 1’39” da giocare arrivando così a sfiorare la clamorosa impresa. Eroi.

Deandre Ayton
Deandre Ayton

*Era dal 1985-86 che una squadra ai primi posti del ranking non “scompariva” dal medesimo in una sola settimana, ai tempi si trattava della Louisville di Pervis “Never Nervous” Ellison ma Arizona è riuscita a replicare nell’impresa cadendo dalla #2 all’oblio dopo tre sconfitte consecutive con NC State, Southern Methodist e Purdue, con quest’ultima sconfitta che ha avuto il sapore della batosta pigliandosi 25 punti di margine sul groppone nonostante la stella Allonzo Trier ed il sensazionale centro di 2.15 Bahamense Deandre Ayton che sta viaggiando a 19.3 punti e 11.6 rimbalzi di media col 64% dal campo. Per la cronaca quella Louisville del 1986 poi andò a vincere il titolo NCAA…

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