Baylor batte Kentucky nella Big12/SEC Challenge

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La Big12/SEC Challenge è un’altra grande sfida in ambito di college basket. Due conference che quest’anno annoverano diverse squadre che sembrano delle piccole corazzate, e nelle quali militano giocatori quali Andrew WigginsMarcus SmartJulius Randle, tanto per fare qualche nome. Rispetto al Big Ten/ACC Challenge che abbiamo seguito pochi giorni fa, e che si svolge nell’arco di 48 ore, la Big12 e laSEC si sfidano in un lasso di tempo maggiore, con gare spesso singole che rientrano in questo contesto. A risultati acquisiti, sui dieci incontri, otto dei quali già disputati, la Big12 ne ha vinti sei, di fatto aggiudicandosi già la sfida.

KENTUCKY-BAYLOR 62-67 La partita è stata disputata all’AT&T Stadium di Arlington, l’impianto che sarà teatro della Final Four NCAAdi quest’anno, ed ha avuto inizio con un leggerissimo ritardo di un’ora e mezza, per via della gara femminile, sempre tra gli atenei di Kentucky e Baylor terminata 133-130 per le prime dopo la bellezza di quattroovertime. Partono lanciati i Wildcats, supportati da un James Youngche semina panico nella difesa avversaria. Baylor però, è brava a restare concentrata e a piazzare un break di 14-4 che la porta prepotentemente in vantaggio. Kentucky sciupa diverse chance, mentre Isaiah Austin fa le fortune dei Bears, mettendo a segno anche una tripla. Quelli in completo blu non demordono mica, e Aaron Harrison arma la propria mano dalla lunga distanza infilando tre bombe consecutive, riaprendo inesorabilmente la gara. Kentucky sembra ritornare padrona, anche e soprattutto perché Baylor getta alle ortiche svariati attacchi. Si intravede appena Julius Randle, che comunque mette a segno una schiacciata debordante. Proprio come Cory Jefferson, che dall’altra parte arriva tre volte al ferro o con degli alley-oopoppure concludendo in pick’n’roll. Kentucky termina il primo tempo avanti di poco, perché non aveva fatto i conti con Kenny Chery che con la palla in mano inventa tanto per i Bears. Al rientro dagli spogliatoi i Wildcats hanno un altro approccio alla gara. Sfruttano i punti di vantaggio per controllare, e quando possono concludono, soprattutto con Willie Cauley-Stein che sotto le plance riesce a concludere diverse volte, e con un Randle più partecipe. Baylor fatica, e non poco, a trovare tiri semplici, complice anche una buona difesa di Kentucky, che prova a sporcare ogni pallone. I Bears però non si abbattono, lottano su ogni palla vagante e restano a contatto con i gregari Taurean Prince e Rico Gathers, quest’ultimo inchiodando al ferro nel pieno cuore della difesa (50-49). Kentucky inizia ad accusare qualche problema nell’attaccare la difesa a zona di Baylor, la quale a sua volta sfrutta l’astinenza dei Wildcats per ritornare in testa nel punteggio. Il recupero ed il sorpasso è frutto di un Chery ritornato a pungere e di un Austin quasi dominante in area, tanto in attacco quanto in difesa, che si è preso anche il lusso di schiacciare in testa a Cauley-Stein, dopo aver fatto una finta. Miracolosa la tripla di Young, che riporta a contatto (61-60) i ragazzi di coach John Calipari a due minuti dal termine. I viaggi in lunetta, però, completano l’impresa di Baylor.

COSA VA KENTUCKY

– Quando si accende diventa una squadra davvero impossibile da fermare, che sfrutta ogni punto debole dell’avversario a proprio favore, e che non concede nulla.

– Gioca di squadra, certo non splenderà come team modello, però viste le tante star in roster, il fatto che gli individualismi vengano messi da parte è già un gran bel successo.

COSA NON VA KENTUCKY

– Una squadra che a tratti domina l’avversario, non può poi perdere la gara. Purtroppo per coach Calipari, la tenera età dei suoi grandi talenti può tradirlo, e anche in malo modo.

– Kentucky ha, adesso, un record di 7-2, e mentre le vittorie sono arrivate contro squadre di basso livello, le due sconfitte sono arrivate contro Michigan State e Baylor, due squadra nel ranking top 25. Non proprio un bel auspicio per la corsa al titolo.

COSA VA BAYLOR

– Criticata in occasione del Maui, i Bears hanno vinto soprattutto per il coinvolgimento totale dei suoi totemAustin e Jefferson. Quello è in assoluto il loro punto di forza, unito ad un Chery straordinario in regia.

– La voglia di non mollare, di lottare, di stringere i denti e di afferrare l’occasione per capovolgere il match. Ha saputo soffrire e trovare poi la strada per uscirne.

COSA NON VA BAYLOR

– Detti già Chery, Jefferson e Austin, il resto della formazione sembra essere una grande incognita, e questo a lungo andare può penalizzarlo.

– Nel primo tempo ha avuto tantissime occasioni per allungare il proprio vantaggio, ma con turnoverstraveling ha sperperato tutto quello di buono che aveva fatto. Da rivedere la concentrazione sul parquet.

thQuesti tutti i risultati del programma:

Alabama-Texas Tech 76-64 (SEC)

Iowa State-Auburn 99-70 (Big12)

Texas-Vanderbilt 70-64 (Big12)

Missouri-West Virginia 80-71 (SEC)

TCU-Mississippi State 71-61 (Big12)

Kansas State-Ole Miss 61-58 (Big12)

Oklahoma State-South Carolina 79-52 (Big12)

Kentucky-Baylor 62-67 (Big12)

Florida-Kansas — il 10 Dicembre

Oklahoma-Texas A&M — il 21 Dicembre a Houston