Coach Jim Boeheim difende Melo: “Merita una chance”

Il coach di Syracuse commenta la vicenda che riguarda il suo ex pupillo, ancora senza squadra, e su Team Usa dice: “Non abbiamo i nostri migliori giocatori, ma non ne abbiamo bisogno”

di Andrea Radi

Carmelo Anthony è uno dei free agent di lusso rimasti a disposizione delle squadre Nba. O almeno, fino a qualche anno fa qualsiasi franchigia avrebbe fatto carte false per assicurarsi le prestazioni dell’ala originaria di Baltimora; oggi però sembra che per Melo non ci sia spazio in questa Nba.

Negli ultimi mesi tanti tra giocatori, ex giocatori, allenatori e addetti ai lavori hanno speso ottime parole nei suoi confronti, chiedendo a gran voce (addirittura con una campagna sui social) di dare a Carmelo un’altra chance nella Lega. A questi si aggiunge anche il suo vecchio coach dei tempi del college a Syracuse, Jim Boeheim, con il quale ha vinto il titolo NCAA nel 2003.

Qualcuno dovrebbe prenderlo, ha ancora molto da dare – dice Boeheim, in Italia con la sua Syracuse per il College Basketball Tour 2019 – Uscendo dalla panchina può portare tranquillamente i suoi punti. Viene da un anno di stop, è riposato, in forma e pronto. Qualcuno lo prenderà, vedrete, a meno che non siano degli stupidi”.

I dubbi che circolano attorno al suo nome non riguardano certo la capacità di segnare, da sempre la specialità della casa, o se fisicamente possa stare nella Nba di oggi: Anthony infatti ha dimostrato di essere pronto a tornare a calcare i parquet Nba, ma l’ostacolo più grande tra lui ed un accordo con una delle 30 franchigie rimane la volontà di ridimensionarsi a role player, abbandonando lo status di superstar che sembra non appartenergli più da alcuni anni, per quanto visto sul campo.

Sia a OKC che a Houston infatti Melo è sembrato restio ad accettare il suo ruolo in uscita dalla panchina, causando problemi che lo hanno portato ad essere infine tagliato.

“Se qualcuno gli darà una chance potrebbe essere un giocatore chiave in uscita dalla panchina – rassicura però Boeheim – può essere il punto di riferimento della second unit. Credo che la paura resti nel fatto che pensano che lui non voglia avere questo ruolo, ma lui stesso ha detto che è pronto e che vuole farlo. Credo che sarebbe di grande aiuto per molte squadre”.

Una possibilità, quella di dimostrare il suo talento, che per qualche tempo sembrava potesse dargli Team Usa che, in difficoltà per le continue rinunce dei giocatori a vestire la maglia a stelle e strisce ai prossimi Mondiali, avrebbe potuto secondo alcuni arruolare uno dei più fedeli giocatori della nazionale, con la quale ha vinto tre Olimpiadi ed un bronzo ai Mondiali del 2006. Una situazione che non si è venuta però a verificare per vari fattori, come spiega il coach di Syracuse

“Non so quanto lo volesse lui, credo che ne abbiano parlato ma sicuramente tardi, e con tutti quei giocatori giovani non sarebbe stato il giusto fit. Vuole tornare in Nba, ha bisogno di qualcuno che gli dia una possibilità e so che se riuscisse ad ottenerla farebbe sicuramente bene, ne sono convinto”.

Sempre riguardo a Team Usa, Boeheim, che ha ricoperto il ruolo di assistant coach della nazionale per tanti anni, con altrettanti successi, non sembra preoccupato dalle rinunce dei giocatori più di cartello, ed è convinto che la nazionale guidata da Popovich possa comunque far bene nella manifestazione iridata

Non abbiamo i nostri migliori giocatori, ma non ne abbiamo bisogno – puntualizza Boeheim – Quelli che ci sono sono ottimi giocatori, abbiamo un grande coach, sono tutti ragazzi giovani alla prima esperienza a livello internazionale, sarà sicuramente un bel torneo. La Serbia è molto forte, così come la Spagna, ma credo Team Usa troverà il modo di far quadrare il cerchio”.

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