[ESCLUSIVA] The Italian Job – Intervista a Giacomo Zilli

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Abbiamo fatto due chiacchiere con Giacomo Zilli, friulano di nascita ma americano d’adozione, che si appresta a chiudere l’anno da senior con gli UNC Asheville Bulldogs. Ecco quello che ci ha raccontato.

Prima di arrendervi a Campbell nel torneo di conference, avevate conquistato la vetta della Big South per il secondo anno consecutivo. Puoi tracciare un bilancio della stagione dei tuoi Bulldogs?

Z: Sicuramente c’è stata grande delusione per la sconfitta, fino a quel punto la nostra era stata una stagione buonssima: ci siamo presentati al Big South Conference Tournament come campioni di Regular Season, con 23 vittorie totali (il record della nostra scuola è 24 vittorie) ed eravamo pure stati inclusi nella Mid Major Top 25. Per cui è stato sicuramente uno shock perdere così al primo turno. Ora ci stiamo preparando a giocare nel CIT, un altro torneo di postseason. Speriamo di poter chiudere al meglio la nostra annata.

Invece, una valutazione personale? Eri partito alla grande, ma poi gli infortuni non ti hanno dato pace.

Z: Quest’anno sono stato davvero sfortunato coi problemi fisici. Ero già stato fuori un mese all’inizio della stagione ed avevo saltato la prima partita per un problema all’inguine. Poi a gennaio mi sono fatto male all’anca e sono rimasto fermo un altro mese. Dopo essere rientrato ho fatto fatica a reinserirmi nelle rotazioni e mi dispiace moltissimo perché avrei potuto aiutare di più la squadra. Avrei voluto fare di più, molto di più, essere più costante. Posso, e devo, migliorare molto ancora.

Dato che sei arrivato all’anno da senior, ti tocca anche il bilancio della tua esperienza a UNC Asheville. Ci piacerebbe sapere come ti sei adattato a vivere e studiare in America, e cosa ti ha colpito di più.

Z: Sono stati 4 anni bellissimi, una grandissima esperienza. Sono rimasto affascinato dalla NCAA. Si gioca una pallacanestro diversa da quella italiana ma il livello è altissimo; ci sono belle strutture e palazzetti, tantissimi tifosi e grandissimi giocatori, anche nelle conference più piccole come la nostra (vedi Green di Trieste o Brown di Roma, giusto per citarne due). Poi ho avuto la fortuna di cimentarmi contro squadre come Duke, Kentucky, Villanova, Georgia e Wake Forest, programmi storici che hanno fatto la storia della pallacanestro collegiale americana.

Dopodiché, vivere negli Stati Uniti è stato davvero incredibile. Asheville è una città bellissima, nel mezzo delle montagne – assolutamente da visitare, per chi di voi viaggia in America -, ottimi ristoranti (siamo pur sempre italiani, dopotutto), e una comunità attiva. Mi mancheranno i nostri tifosi, ci hanno davvero dato tanto in questi anni. Ho avuto uno splendido rapporto con molti di loro… alcuni stanno pure pianificando un viaggio in Italia e vogliono passare per Udine! Ovviamente, la possibilità di studiare in un’università di alto livello è uno dei vantaggi del modello americano. Mi mancherà molto Asheville!

Su BasketInside parliamo spesso dei freshmen italiani, e recentemente abbiamo scritto dei ragazzi che giocheranno in America a partire dall’anno prossimo. Dall’alto della tua esperienza, c’è un consiglio che daresti loro? C’è spazio per i nostri connazionali in NCAA?

Z: Sì, c’è assolutamente spazio per gli italiani in America. Sono contento di vedere altri dei nostri ragazzi venire dall’altra parte dell’oceano. Queste sono esperienze bellissime, dentro e fuori dal campo. Sicuramente c’è un prezzo da pagare, per me è stato difficile stare lontano dalla mia famiglia e dai miei amici a cui sono molto, molto legato, e dal nostro bellissimo paese. Però ne varrà assolutamente la pena, perché avranno l’opportunità di vivere in un paese incredibile, conoscere tantissime persone e fare un’esperienza indimenticabile.

Per chiudere, ovviamente: che progetti hai per il futuro? Proseguirai nei tuoi impegni con la nazionale italiana?

Z: Spero di continuare a giocare in Italia e mi piacerebbe sicuramente tornare a vestire la maglia della nazionale! Sennò potrei fare l’inviato speciale negli Stati Uniti per voi; che dite, mi prendete?

 Un grande ringraziamento a Giacomo Zilli, e in bocca a lupo a lui e ai Bulldogs da parte di tutta la redazione di BasketInside.