Final Four NCAA 2017: North Carolina Tar Heels

La presentazione di North Carolina che insegue il titolo numero sei della sua storia partendo da favorita nelle Final 4 di Glendale. Per i ragazzi di Roy Williams, i primi avversari da affrontare saranno Oregon e i fantasmi di un tiro sulla sirena.

di Pietro Pisaneschi, @Doppia_P

Si definisce “instant classic” quel momento di sport talmente aulico e decisivo da esser destinato a rimanere nella storia per imperitura gloria. Dentro un “instant classic” è possibile finirci sia dalla parte giusta, ovvero come protagonista, che dalla parte errata, come sparring partner, come sfondo per la foto che rimarrà negli annali. Il 4 Aprile 2016, al NRG Stadium di Houston, TX lo scatto iconico ha immortalato Kris Jenkins nell’atto di siglare i tre punti decisivi per il titolo di Villanova e condannato North Carolina a recitare il ruolo di squadra entrata nella storia dalla porta di servizio. La stagione 2016-17 dei Tar Heels è ripartita proprio da lì, da quel canestro che ha rappresentato la giusta benzina per alimentare lo spirito di rivincita dopo aver ingoiato il fiele amaro della sconfitta. L’attuale quintetto di UNC era presente, in campo o in panchina, a quella partita e coach Roy Williams ha motivato, oltre che allenato, i propri ragazzi proprio su tale fatto. Non stupisce infatti che North Carolina abbia mantenuto gran parte della squadra della scorsa stagione, riuscendo a rimpiazzare degnamente i principali protagonisti con giocatori già targati Tar Heels. Il college di Chapell Hill, oltre ad essere per istruzione la prima università pubblica d’America, dal punto di vista cestistico tende infatti a mantenere i propri giocatori per più anni, facendoli sentire come in famiglia e postponendo di qualche anno il loro debutto nel professionismo. Ecco perchè l’ultimo “one and done” uscito da UNC è stato Brandan Wright (8° scelta al draft NBA 2007). Ecco perchè, una volta saliti al piano di sopra elementi portanti quali Marcus Paige e Bryce Johnson, a coach Roy Williams è bastato gettare uno sguardo alla panchina per trovare degni sostituti. Joel Berry ha ricevuto il testimone da Marcus Paige in cabina di regia anche se la sua presenza per la semifinale contro Oregon è in forte dubbio dopo i due infortuni patititi durante il torneo, l’ultimo dei quali durante le Elite 8 contro Kentucky, partita nella quale il proscenio è stato però preso da un protagonista inaspettato. Prima di quella partita, Luke Maye era un semplice sophomore che aveva scelto UNC un po’ per la borsa di studio promessagli dal coach e un po’ perchè papà Mark era il quaterback della squadra di football a metà anni 80 (e lanciava anche discretamente bene: 1401 yards di passaggi completati nel 1986, 1° nella ACC). Una stagione da comprimario, a 5.8 punti di media a gara, e un torneo da protagonista per Maye con 12.5 punti in 4 partite e il canestro decisivo sulla sirena contro Kentucky che ha permesso di strappare i biglietti per il volo verso Glendale. Se però i Tar Heels risultano il 6° attacco della Nazione (121.4 punti/100 possessi) gran parte del merito è da ascriversi al loro principale terminale offensivo: Justin Jackson. L’ala piccola texana gioca con il 44 sulla schiena in onore di George Gervin, ma mentre The Iceman era mestro nel finger roll, la specialità di casa JJ è il tiro da tre: sono 101 le triple mandate a bersaglio da Jackson in stagione, record ogni epoca per UNC. Jackson sta chiudendo la sua stagione da junior a 18.2 punti ad allacciata, 19.8 se consideriamo le sole quattro partite di Torneo con exploit da 21 e 24 punti contro Texas Southern e Butler. Il premio come miglior giocatore della ACC lo ha già in bacheca, adesso spera di aggiungerci anche il Titolo NCAA, come tutto il popolo Tar Heels del resto. North Carolina è infatti la squadra più esperta in quel di Glendale e ciò, insieme ai motivi summenzionati, la rende inevitabilmente la favorita per la vittoria finale. Con questa, fanno 20 partecipazioni alle Final 4 nella storia dei Tar Heels con 5 successi e 5 sconfitte in finale. Roy Williams, coach dalle pittoresche giacche a quadrettoni ma anche da 2 successi in 4 Final 4, potrà contare su una discreta profondità di roster (nel rotondo successo al primo turno contro Texas Southern, ha spedito in campo tutti e 14 i giocatori a sua disposizione) che potrebbe risultare decisiva per sfiancare la “corta” Oregon prima che il prolifico attacco faccia il resto. Poi, c’è il discorso della missione da compiere, del passato da cancellare, del fantasma di Kris Jenkins da esorcizzare. Nient’altro che benzina della migliore qualità per il motore ben rodato di North Carolina.

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