I nostri premi alla stagione NCAA

I nostri premi alla stagione NCAA

La stagione del basket collegiale è già finita, ecco i nostri premi assegnati dalla redazione NCAA di Basketinside.com

di La Redazione
Pritchard è il trascinatore di Oregon || NCAA.com

 

La stagione del basket collegiale purtroppo è già finita lasciandoci senza molti tornei di conference e soprattutto senza Torneo NCAA, ecco i nostri premi assegnati dalla redazione NCAA di Basketinside.com

 

Le scelte di Carlo Perotti
P – Payton Pritchard (Oregon)
G – Markus Howard (Marquette)
G – Devon Dotson (Kansas)
F – Obi Toppin (Dayton)
C – Luka Garza (Iowa)
Coach: Mark Few (Gonzaga)
Partiamo dal nostro preferito, che abbiamo insignito del titolo di giocatore dell’anno sulla nostra rubrica Appunti Universitari, ovvero Payton Pritchard (20.5/4.3/5.5/46.8%) che batte di un’imbarcazione piena Tre Jones (Duke 16.2/4.2/6.4/42.3%) come miglior play della stagione, ebbene si qualche play maker esiste ancora ed il piccolo – ma massiccio, padre giocatore di football e si vede – di Oregon ci ha deliziato in una stagione piena di personalità e leadership, giocate di enorme peso e pure statistiche favolose. Quanto ci piange il cuore non averlo potuto vedere nel suo ultimo torneo NCAA prima di passare professionista!
Come esterno al suo fianco ci piazziamo una mini guardia – un metro e ottanta di elettrizzante follia e talento – dal raggio di tiro illimitato quanto il suo ego come Markus Howard (27.8/3.5/3.3/42.2%) – il nuovo Mike James, speriamo con meno problemi gestionali – pure lui al termine della sua carriera universitaria a Marquette. I limiti fisici ci sono, ma parliamo di uno che ne ha vergati 51 contro USC (per 3 volte in carriera oltre i 50 punti nel suo quadriennio…) che ha vinto in scioltezza il premio di capocannoniere della stagione NCAA per cui non si fa problemi di sorta quando si tratta di far canestro.
Il terzo esterno – dopo un lungo ballottaggio col talento di Georgia Anthony Edwards (19.1/5.2/2.8/40.2%) – va a Devon Dotson (18.1/4.4/4.0/44.8%) semplicemente perché il suo impatto sulle sorti di Kansas è stato determinante nella squadra che ha chiuso al #1 del ranking e vincente nella durissima Big12.
Passando ai Big Men Obi Toppin (20/7.5/2.2/63.3%) ha impressionato per completezza, capacità di colpire sia da vicino col suo atletismo che da fuori (quasi 40% da tre) ed è destinato ad una carriera NBA più che solida, notevole per un prospetto che all’uscita dalla high school aveva ZERO considerazione – ed offerte di borse di studio – così come Luka Garza (23.9/9.8/1.2/54.4%) centro degli Hawkeyes catapultato dagli anni ottanta al basket odierno coi suoi piedi impacciati ma fantasiosi, il suo gioco in post basso ma anche la capacità di colpire da tre come un novello Bill Laimbeer. Garza perfetto per completare il nostro quintetto di underdogs con zero – ripetiamo zero- bloody one and dones… la Rivincita dei Nerds.
E chi meglio di un vero nerd come Mark Few in panchina? Il suo utilizzo di due centri veri (Petrusev e Tillie) contemporaneamente in campo e la perfetta distribuzione di responsabilità in campo fra i suoi sette principali giocatori ci ha semplicemente commosso…
Markus Howard ha concluso la sua ultima stagione a Marquette || NCAA.com

C – Luka Garza – Iowa – Jr
(23,9 punti, 9,8 rimbalzi, 1,2 assist, 54,2% dal campo, 35,8% da 3pti)

Arrivato quasi dal nulla, Garza ha stupito la NCAA quasi raddoppiando la sua produzione della scorsa stagione e chiudendo ad un passo dalla doppia-doppia di media. Oltre ad un buon gioco vicino ad entrambi i canestri, il miglior centro della nazione ha anche un credibile tiro da oltre l’arco che gli consente di avere una seconda dimensione.

F – Obi Toppin – Dayton – So
(20,0 punti, 7,5 rimbalzi, 2,2 assist, 63,3% dal campo, 39,0% da 3pti)

Dopo un discreto anno da freshman Toppin ha lavorato la scorsa estate strutturandosi fisicamente e consolidando il tiro da oltre l’arco (39% da 3pti). Il probabile National Player of the Year – nella NCAA non si usa il termine MVP – ha guidato i Flyers in una delle migliori stagioni della loro storia e ad un probabile #1 nel Tournament che non c’è stato.

P – Peyton Pritchard – Oregon – Sr
(20,5 punti, 4,3 rimbalzi, 5,5 assist, 46,8% dal campo, 41,5% da 3pti)

Guardia concreta ed affidabile che ha realizzato almeno 14 punti in tutte le partite tranne una, con l’andare avanti della stagione è sempre stato più decisivo realizzando 27,5 punti di media nelle ultime 4 partite ed essendo fondamentale nelle 5 vittorie in OT dei Ducks con il canestro finale o quello che ha forzato il supplementare.

G – Markus Howard – Marquette – Sr
(27,8 punti, 3,5 rimbalzi, 3,3 assist, 42,2% dal campo, 41,2% da 3pti)
Pur avendo chiuso la stagione come miglior marcatore della nazione da lui ci si attendeva qualcosa di più in termini di gestione della palla e della squadra. Howard chiude la carriera ai margini della top20 dei marcatori NCAA ogni epoca, senza però aver mai vinto una partita in post-season. Probabilmente, però, all’NBA interessano molto più le sue indubbie capacità da realizzatore.

G – Malachi Flynn – San Diego State – Jr
(17,6 punti, 4,5 rimbalzi, 5,1 assist, 44,1% dal campo, 37,3% da 3pti)
Dopo un anno di pausa per il trasferimento da Washington State, il migliore degli Aztecs in punti, assist e rubate, è riuscito anche a far girare perfettamente una squadra che ha chiuso con due sconfitte in stagione.

COACH – Anthony Grant – Dayton

Nell’accettare la panchina dei Flyers, Grant si rimetteva in gioco dopo il periodo buio ad Alabama ed un passaggio come assistente NBA, ma dopo un primo anno difficile ed un secondo di transizione in questa stagione è tornato ai fasti che aveva avuto a VCU.
Con una squadra che sulla carta non doveva nemmeno vincere la Atlantic-10 è riuscito ad aggiudicarsi il titolo di Conference da imbattuto e, come detto, un probabile #1 nel Tournament nel quale entrava da co-favorito avendo perso in stagione solo 2 partite ed entrambe ai supplementari.

Mason Jones è una delle nostre nomination || Fan Duel
Le scelte di Andrea Radi

P – Payton Pritchard (Oregon)

G – Mason Jones (Arkansas)

F – Jordan Nwora (Louisville)

F – Obi Toppin (Dayton)

C – Luka Garza (Iowa)

Coach Mark Few (Gonzaga)

E’ veramente dura scegliere i premi della stagione NCAA a metà Marzo, senza il Torneo dove spesso entra in gioco anche il fattore X determinante per capire la vera stoffa dei giocatori.
Tuttavia, iniziamo il quintetto da una scelta quasi scontata: Payton Pritchard, IL playmaker, più che point guard, della stagione. Leadeship infinita, capacità di far girare la squadra perfetta, grandi percentuali al tiro e stats di tutto rispetto, con oltre 20 di media a partita. Futuro prossimo in NBA quasi nullo, il fisico è quello che è, ma questo sa giocare, ragazzi se sa giocare.

In posizione di SG scelta impopolare: Mason Jones, junior di Arkansas. Una macchina da guerra: range di tiro quasi illimitato, ottima capacità di andare dentro e raccogliere falli (1° in NCAA per liberi tentati e segnati) e freddezza nei finali caldi. Due partite sopra i 40 (terzo a riuscirci negli ultimi 30 anni nella SEC), sette sopra i 30, nessun peso nel reggere l’attacco dei Razorbacks: la quintessenza della shooting guard.

Scelta semi-impopolare anche in small forward: non è forse il giocatore più chiaccherato, ma Jordan Nwora, junior dei Cardinals, è il vero asso nella manica di coach Mack. Ottime percentuali in attacco, soprattuto nel catch-and-shoot grazie alle sue ottime spaziature, ma la vera forza è nella stat definita “intangibles“: quando è in campo, la squadra gioca bene. Grande difensore sia sulla palla che lontano, è un 3&D con qualcosa in più. Forse in una lega di specialisti come la NBA non troverà la sua dimensione, ma è così cestisticamente intelligente che potrebbe adattarsi benissimo a qualsiasi stile di gioco.

Sarò scontato, ma in PF come si fa a non scegliere Obi Toppin? Il sophomore di Dayton è certamente il giocatore che ha impressionato di più in questa stagione. Animale da post basso, ma è bravo anche nelle ricezioni dinamiche, nel mettere la palla in terra, a rimbalzo e nel passare la palla. Da tre non tira molto, ma tira bene, e la fiducia sul suo tiro è certamente l’area dove ha più margini di miglioramento. NBA material, magari spostandosi anche in SF.

A completare il quintetto il centro dell’anno, Luka Garza. Junior da Iowa, americano ma di chiare origini balcaniche (Bosnia), cugino di Amar e Mirza Alibegovic, protagonisti in Italia, viaggia quasi in doppia-doppia di media, con 23.9 punti e 9.8 rimbalzi. Grande tecnica, mobilità e footwork quasi irreali per un 2.11, danza tra i difensori in mezzo all’area. Buon tiratore, ma con ampi margini di miglioramento, manca forse soltanto un po’ di “cattiveria” agonistica che forse il tempo e l’esperienza gli regaleranno. NBA? Difficile. Europa? Possibile bust. Intanto nel 2019/20 ha dominato il pitturato, e rientra di forza tra i premi della stagione NCAA.

Infine il coach, impossibile non concedere l’onore a Mark Few di Gonzaga, creatore di una macchina perfetta che avrebbe potuto, il condizionale è d’obbligo quando si parla di March Madness, regalare ai Bulldogs il primo titolo NCAA della loro storia dopo 22 apparizioni consecutive al Torneo.

Obi Toppin ha fatto l’en-plein dei nostri quintetti || wendys.com
Le scelte di Andrea Indovino
P – Payton Pritchard (Oregon)
G – Malachi Flynn (San Diego State)
G – Markus Howard (Marquette)
F – Obi Toppin (Dayton)
C – Udoka Azubuike (Kansas)
Coach Scott Drew (Baylor)
L’emergenza ‘Coronavirus’ ha fermato il Mondo, quindi anche lo sport. Facendo capolino anche negli USA, e a farne le spese è stata anche la March Madness, Torneo di pallacanestro universitaria che tra marzo ed aprile inchioda migliaia di americani davanti alle TV. Niente ‘Big Dance’, e ‘One Shining Moment’, dunque, e largo alle analisi con un bel po’ di giorni d’anticipo. Ecco i miei premi alla stagione NCAA:
Il quintetto ideale, della stagione ‘monca’, è aperto da Payton Pritchard, playmaker di Oregon. Il senior, a suon di prestazioni brillanti, ha permesso ai Ducks di trionfare nella Pac-12. Ha segnato in media 20.5 punti ad allacciata di scarpe, condendo il tutto con 5.5 assist ed una percentuale al tiro da 3 punti di poco superiore al 41%. I 38 punti contro Arizona, ed i 29 messi a bersaglio contro Stanford, Arizona State e Texas Southern, sono soltanto la ciliegina sulla torta di un’annata che lo ha visto assoluto protagonista dalle parti della Matthew Knight Arena.
Nel ruolo di ‘2’, shooting guard, troviamo Malachi Flynn. Che con la sua San Diego State ha vissuto un’incredibile stagione, non a caso è stata l’ultima squadra a restare imbattuta in tutto il panorama della Division I. Il transfer da Washington State si è reso protagonista di una cavalcata super: 17.6 punti, 5.1 assist e 4.5 rimbalzi a partita. Colpendo con il 37.3% dall’arco. La sua facilità di creare per sè e per i compagni ottimi tiri, è la ragione per la quale gli Aztecs hanno potuto vantare uno dei dieci migliori attacchi della NCAA.
Markus Howard, da Marquette, è il terzo esterno scelto del ‘quintetto ideale’ tra i premi della stagione NCAA. Una macchina da punti, 27.8 di media. Convertendo con il 41% i 10.1 tiri – di media – tentati da oltre l’arco. 1-6 nelle ultime sette partite, ma le ‘Golden Eagles’ erano a tutti gli effetti ancora squadra da ‘Torneo’. Finita nella ‘bubble’ ma con chance di strappare il famigerato ‘pass’. Manco i continui raddoppi, spesso a metà campo, degli avversari, hanno frenato il ‘senior’ che tenterà il salto tra i pro al prossimo Draft.
Nel ruolo di ‘ala grande’ non possiamo non inserire Obi Toppin, vera rivelazione della stagione. Non tanti conoscevano il suo nome, qualche mese fa. Ed invece il lungo versatile di Dayton si è fatto largo accatastando performance di assoluto livello. 20 punti, 7.5 rimbalzi, e 63% dal campo. In questi casi i numeri dicono tutto. Con i Flyers addirittura 29-2 di record, e testa di serie numero 1 al Torneo, che non si è giocato. Ha 22 anni, non il più giovane che si dichiarerà al Draft, ma sarà chiamato in lottery al Barclays Center, il prossimo giugno (?).
Nel ruolo di centro, ecco la nomination per Udoka Azubuike. ‘Pivottone’ di Kansas, assolutamente dominante sotto i tabelloni. Ha chiuso la stagione in doppia doppia di media: 13.7 punti e 10.5 rimbalzi. E addirittura il 75% dal campo. In poche parole, nessuno è stato in grado di contrastarlo fisicamente nel corso della stagione. Ne sa qualcosa Baylor, distrutta da Azubuike con 23 punti e 19 rimbalzi, o TCU, travolta da un 31+14 che non ha ammesso alcuna replica agli avversari. Il centro, insieme a Dotson, sarebbe stato una delle stelle dei Jayhawks alla March Madness.
È Scott Drew, a capeggiare la lista dei pretendenti al Coach of the Year. Il condottiero di Baylor, è riuscito a tirar su una macchina quasi perfetta, mettendo in campo una squadra efficace su entrambi i lati del campo, specie in difesa concedendo le briciole agli avversari. 27/4 il record dei Bears, in Big12 hanno chiuso dietro soltanto a Kansas. Da menzionare le 23 vittorie consecutive da metà novembre a metà febbraio. Questa Baylor, targata Drew, poteva davvero ambire ad un posto in Final Four.
Myles Powell ha portato Seton Hall in lotta per la vetta della Big East || thesetonian.com

 

Le scelte di Ario Rossi
P – Payton Pritchard (Oregon)
G – Markus Howard (Marquette)
G – Myles Powell (Seton Hall)
F – Obi Toppin (Dayton)
F/C – Onyeka Okongwu (USC)
Coach: Scott Drew (Baylor)
Che fatica assegnare i premi della stagione NCAA senza Big Dance…Farli giocare insieme in un ideale squadra è difficile, essendo tre piccoli con palla in mano…ma è anche vero che lasciare fuori uno di quei tre realizzatori è davvero impossibile!
Payton Pritchard meriterebbe un capitolo a parte: dove lo trovate un giocatore che vi fa impazzire così? Probabilmente la NBA non è il suo mondo perché è sottodimensionato, anche se roccioso fisicamente, però il #3 di Oregon sa fare un po’ di tutto, compreso segnare (oltre 20 punti con 46% dal campo ed il 40% abbondante da 3). Pritchard è il leader, anche emotivo, di una Oregon in testa alla Pac-12 e con il seed #13 nell’ultimo ranking.

Markus Howard ha guidato ancora una volta Marquette con quasi 28 punti di media, più di un terzo di tutti i Golden Eagles, che però sono arrivati a metà nella classifica della Big East. Il realizzatore sarà una chiamata da secondo giro, perché la sua altezza potrebbe essere un problema al piano di sopra, ma alla fine pure Carsen Edwards non sembrava pronto per la NBA e invece ha finora dimostrato di saperci stare…

Restando nella stessa conference, l’altro grande realizzatore è Myles Powell che ha tenuto Seton Hall in lotta per la testa della classifica (a pari merito con Villanova e Creighton) e raggiungendo il #16 del ranking dopo esser entrato pure in Top 10. Powell ha una grande capacità di creare e segnare – 21 punti di media – anche se gli serve di migliorare in fase di playmaking e in difesa, per poter ritagliarsi un ruolo in NBA. Quest’anno, comunque, è uno dei giocatori che avrebbero potuto giocarsi il titolo di National Player of the Year, e per questo merita un posto tra i premi della stagione NCAA.

Nessuno si era reso conto che Obi Toppin aveva un potenziale da NBA, se non Dayton, che quest’anno è volata sospinta dal suo lungo tiratore: la #3 Dayton sarebbe stata la vera sorpresa del Torneo, se si fosse giocato! Ora per Toppin si aprono le porte della NBA e può entrarci fin da subito da protagonista, con una scelta probabilmente in top5: per lui 20 punti, 7.5 rimbalzi e 1.2 stoppate, tirando con il 63% dal campo ed un ottimo 39% dall’arco. Per il suo impatto dominante nei Flyers e per averli portati nei piani alti della NCAA, per me è il Miglior Giocatore dell’Anno!

L’ultima chiamata, in cerca di un altro lungo, era tra l’amatissimo Garza di Iowa, il roccioso Udoka Azubuike – probabilmente il miglior difensore dell’anno nella Kansas che guida il ranking – ed Onyeka Okongwu. La scelta è caduta sul lungo di USC perché è più completo degli altri due, ben strutturato sia in attacco che in difesa. Southern California era terza in Pac-12 prima dello stop, ma con ben 22 vittorie stagionali. Per il lungo di origine nigeriana, 16.2 punti, 8.6 rimbalzi e ben 2.7 stoppate di media con il 61% da 2 ed il 72% ai liberi.

A gestire il tutto ci pensa Scott Drew che ha guidato una Baylor, che ad inizio anno nessuno si filava, fino ad uno dei seed #1 in quel torneo NCAA che purtroppo non avrà luogo.

Si chiudono qui i premi della stagione NCAA per un’annata che sarà ricordata a lungo!

Drew e Few sono i nostri allenatori più scelti tra i premi della stagione NCAA || 12up.com
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