Il secondo tempo stellare di Louisville lancia i Cardinals alle Final Four, nel nome di Kevin Ware

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Midwest – #2 Duke Blue Devils – #1 Louisville Cardinals 63-85

Tutta la gioia della panchina di Louisville
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Louisville viene dalla vittoria contro Oregon, squadra in cui milita il fratello di Kyle Singler, vera e propria leggenda di Duke, in quella partita Russ Smith ha fatto vedere a tutti perché viene ritenuto uno dei giocatori più interessanti dell’intera NCAA ma Duke sa che se esiste un giocatore in grado di dargli del filo da torcere questo è Seth Curry. Il mattatore di Louisville a inizio partita però si rivela essere Behanan, autore dei primi 6 punti dei Cardinals, spesso imbeccato perfettamente da un Peyton Siva piuttosto attivo ma anche Russ Smith riesce a regalare qualche lampo di talento puro. La risposta di Duke non tarda ad arrivare ma questa volta non con Curry, marcato a rotazione da tutti i piccoli di Louisville, ma con un ottimo Ryan Kelly, autore di 7 punti in pochi minuti per riportare a galla i Blue Devils che possono fare affidamento anche su un onnipresente Mason Plumlee (anch’egli intervistato dalla nostra redazione nel corso della stagione), autore non solo di 6 punti e 6 rimbalzi nella prima del primo tempo ma importante soprattutto come comandante della difesa, è lui infatti ha regalare mettere a segno una stoppata importante, tante difese importanti su Siva, Smith e compagni. La partita è sempre punto a punto e nella seconda metà del primo tempo Ryan Kelly è costretto a uscire per aver raggiunto quota tre falli ma non per questo Duke si perde d’animo, Cook e Thornton iniziano a prendersi e a realizzare tiri importanti anche se ovviamente con un lungo in meno Gorgui Dieng ha molta più libertà sotto il canestro di Duke ed è così che dopo aver realizzato i suoi primi quattro punti si galvanizza e anche in difesa inizia a fare la differenza con stoppate, rimbalzi e oscurando la visuale agli attaccanti dei Blue Devils. A circa sei minuti dalla fine la gara subisce una lunga interruzione, Thornton si prende un tiro da tre e Ware tenta di difendere ma nella discesa a terra il giocatore di Louisville cade male e si frattura la tibia, parte dell’osso esce addirittura dalla carne comparendo alla vista di tutti, il tutto a un metro dalla panchina dei Cardinals che fa un salto indietro dalla paura. Non si è capito subito quanto fosse grave la situazione ma il replay ha chiarito tutto e le lacrime dei compagni di squadra, degli avversari, perfino di coach Rick Pitino, valgono più di mille parole: senza dubbio uno degli infortuni più brutti di sempre e ovviamente, nel nostro piccolo, auguriamo a Kevin Ware tutto il bene possibile e di tornare più in forma che mai.
A noi Ware piace vederlo in campo, con la palla in mano come in questa foto. Gli auguriamo che possa tornare in fretta a fare ciò che ama: giocare a basket
Photo took from zimbio.com
Dopo aver soccorso Ware e averlo portato fuori dal palazzetto la partita ricomincia con Louisville che cerca di dare il massimo per onorare il compagno infortunato, Siva e Russ Smith infatti sembrano avere una marcia in più tanto che portano i Cardinals in vantaggio sul 35-32 giusto in tempo per la sirena finale.
In apertura di secondo tempo però inizia a scaldarsi Curry il quale realizza 8 punti in tre minuti e riporta Duke in parità sul 42-42, il fratello della guardia dei Golden State Warriors sembra anche l’unico in grado di opporsi al dominio difensivo di Dieng, precedentemente autore di ottime giocate nella propria metà campo tra cui un’incredibile stoppata su Cook. In seguito anche i restanti giocatori di Louisville decidono di aiutare Dieng in difesa e il risultato è un parziale di 17-2 che porta i Cardinals sul +15 a dieci minuti dal termine, in oltre otto minuti infatti Duke riesce a realizzare solo 6 punti, 4 liberi e un solo canestro dal campo. Da qui in poi per Duke è sempre peggio, i Blue Devils non riescono a reagire, sembrano totalmente colpiti dal gioco di Louisville, gli sguardi e i movimenti sono quelli tipici di chi ha smesso di crederci e i tiri che arrivano dai giocatori in maglia blu lo confermano, spesso infatti si tratta di tiri senza ritmo e mal costruiti, decisamente non tipici delle squadre di Coach K. I ragazzi di Pitino riusciranno sempre a mantenere almeno 16 punti di vantaggio sugli avversari per tutta la seconda metà di partita mentre a Duke non spetta altro che peggiorare ulteriormente le proprie percentuali fino a un quasi vergognoso 36%. Ai Blue Devils è mancato l’apporto delle stelle, Kelly infatti ha realizzato tutti i suoi 7 punti nei primi minuti del primo tempo mentre Curry, fermo a quota 12, è stato molto discontinuo realizzandone 8 nei primi tre minuti del secondo tempo, Louisville dal canto suo, pur priva di Ware, sempre importante dalla panchina, ha vinto giocando di squadra, tutti infatti si sono fatti trovare pronti nel momento del bisogno e hanno fatto la differenza dominando a rimbalzo (35-26 a favore dei Cardinals) e forzando parecchie palle perse, addirittura 11. Louisville cavalca così la sua striscia di 13 vittorie consecutive, la più lunga dell’ateneo dal 1993/94, mentre Pitino raggiunge la sua settima Final Four raggiungendo la quarta posizione nella classifica degli allenatori più presenti all’evento collegiale più importante dell’anno ma in questo caso il numero chiave è il 5, quello che di solito è sulla schiena di Kevin Ware il quale ovviamente non ci sarà nella sfida contro Wichita State ma senza dubbio darà ai Cardinals una ragione in più per vincere.

#2 Duke Blue Devils: Mas. Plumlee 17, Curry 12, Cook 12, Kelly 7, Thornton 7, Hairston 5, Sulaimon 3, Murray, Mar. Plumlee, Jefferson.All. Krzyzewski.
#1 Louisville Cardinals
: Smith 23, Siva 16, Dieng 14, Hancock 10, Behanan 8, Blackshear 4, Ware 3, Henderson 3, Harrell 2, Van Treese 2. All. Pitino.

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