Kansas Jayhawks – North Carolina Tar Heels, una finale NCAA inattesa

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Sporting News

Nomi a parte Kansas e North Carolina è una finale inattesa come lo può essere quella tra una #1 contro una #8 ed al contempo molto più equilibrata di quello che si sarebbe potuto immaginare ad inizio Torneo NCAA. Ma a livello collegiale questo non è una novità.

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Questa finale non è inedita perché nel 1957, nel Kansas City Municipal Auditorium davanti a 7.778 spettatori, i Jayhawks di Wilt Chamberlain, 2 volte campione NBA e 13 volte All Star, vennero sconfitti da UNC 54-53 dopo 3 OT.

Quest’anno nei roster non ci sono dei Chamberlain ma i ragazzi con potenzialità da NBA non mancano e gli scout tengono soprattutto d’occhio le guardie Ochai Agbaji di KU che nelle ultime 2 partite sta tirando col 70% dal campo (contro Villanova 6/7 da 3 pti) e Caleb Love di UNC, l’uomo dei secondi tempi visto che dopo i 27 punti segnati a UCLA nella Elite8 ne ha realizzati altri 22 contro Duke.

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Difensivamente è immaginabile che coach Bill Self riproponga la marcatura faccia a faccia di Dajuan Harris Jr su Love, scelta che con Villanova ha pagato perché Collin Gillespie ha dovuto sempre faticare per crearsi un tiro.

In attacco David McCormack non avrà la superiorità fisica sotto canestro che Sabato gli ha permesso di tirare 10/12 ma è anche vero che la prestazione di Agbaji non ha reso necessario un particolare impiego di Remy Martin che era invece è stato una fondamentale arma tattica con Creighton e Providence.

Dalla panchina oltre a Martin, Self può ottenere qualche minuto dal rude Lightfoot e poco altro ma una rotazione a quasi 7 è un lusso nella NCAA di oggi.

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Coach Davis capirà solo Lunedì notte se la caviglia che Armando Bacot si era distorto negli ultimi minuti della semifinale lo costringeranno a mettere Manek in 5 per marcare McCormack come quando giocava a Oklahoma. L’impressione è che a UNC sappiano di poter contare su Bacot (che tra l’altro era rientrato in campo dopo un breve intervento del fisioterapista) ma vogliano lasciare questa incertezza per complicare le scelte agli avversari.

Dalla panchina i Tar Heels sanno di poter avere poco se non qualche minuto in guardia da Puff Johnson o qualche legnata sottocanestro di Justin McKoy.

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Per Kansas oltre ad un Agbaji che continui a tirare con le recenti medie sarà fondamentale che la coppia McCormack-Wilson difenda il tabellone da una UNC forte a rimbalzo offensivo.

Per North Carolina, dando per scontato un Bacot a posto, oltre ad un Love sempre così ispirato (magari anche nel primo tempo) la chiave sta nel non aver problemi di falli e, indirettamente, sarà importante il metro arbitrale che nel NCAA Tournament non ha sempre convinto, anche se nessuno può accusarlo di aver alterato dei risultati.

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