NCAA 2016/2017 Scouting report: Zach Collins

NCAA 2016/2017 Scouting report: Zach Collins

Luci e ombre di uno dei lunghi più ambiti del Draft 2017, dopo la sua unica stagione a Gonzaga

di Andrea Cassini, @AKCassini

Zach Collins

Center/Power forward – Gonzaga Bulldogs – Freshman

Altezza: 213 cm – Peso: 104 kg

DOB: 19/11/1997

HS Bishop Gorman (Nevada)

 

Scouting report

Pros:

-Difesa

Zach Collins ha le stimmate del lungo che tutta l’NBA insegue: un rim protector con piedi veloci per contenere gli esterni sui pick and roll. Oltre a questo, il forte agonismo lo spinge a lottare per rimbalzi e palle vaganti. Non ha ancora sviluppato grande forza nella parte superiore del corpo, ma è un seven-footer tra i più agili del lotto e spesso i suoi sforzi riscuotono i risultati sperati: 5.9 rimbalzi e 1.8 stoppate in meno di venti minuti di media sul parquet.

-Attaccante completo

Nell’NBA contemporanea i centri hanno vita dura a racimolare punti, e solo attaccanti stellari come Cousins, Davis o Towns ci riescono con regolarità. Collins non possiede il loro talento ma il suo arsenale offensivo è più che sufficiente per tenere impegnate le difese. Sa come muoversi spalle a canestro, ha buone mani per concludere nel pitturato e un jump shot fluido dalla media distanza. Ha tentato solo 21 triple in stagione, ma ne ha mandate a bersaglio 10. Non c’è ragione di dubitare che non sappia convertirsi in una minaccia dall’arco tra i professionisti.

-Potenziale fisico

Collins è estremamente rapido e potente sulle gambe, molto veloce a coprire il campo in transizione. È facile immaginare come il lavoro in palestra possa trasformarlo in un atleta di primo livello, data l’ottima struttura di cui è dotato, superando così le carenze in forza fisica che lo penalizzano nei contatti.

Cons:

Late bloomer

L’ascesa di Zach Collins nei mock draft risale allo scorso marzo, in particolare alla prestazione da 14 punti, 13 rimbalzi e 6 stoppate contro South Carolina nella Madness. Prima d’allora, una carriera silenziosa in high school e una stagione a Gonzaga da riserva di Karnowski – da notare, come spesso si fa per i Buldogs, che gli avversari della WCC non sono irresistibili. Sul palcoscenico più importante Collins ha giocato il suo basket migliore, proprio in coppia col polacco, ma a chi lo sceglierà il draft resterà il dubbio di una pick “al buio”.

-Visione di gioco

Collins dà il meglio quando gioca d’intensità. Appena il compito richiesto dal coach si complica, e c’è bisogno di assestarsi e pensare, incappa in errori pericolosi per un lungo. Appena 16 assist in stagione, a fronte del triplo in palle perse, spesso sui raddoppi della difesa. Dovrà sviluppare la capacità di cambiare ritmo e leggere la situazione in campo, non una missione facile di fronte alla competizione NBA.

-Disciplina in campo

Collegati al punto precedente, saltano agli occhi i 2.7 falli commessi in 17 minuti di media – contro Xavier, nel tabellone nazionale, ne ha accumulati 5 in breve tempo. Il gioco aggressivo, che è il suo marchio di fabbrica, pagherà dividendi più bassi quando si scontrerà con atleti migliori in un contesto NBA.

 

Draft stock

Zach Collins porta in tavola un mix unico in questo draft: pericolosità in attacco, mezzi difensivi di prim’ordine, mentalità agonistica. In una classe abbastanza povera sul versante big men si è rapidamente imposto come oggetto più ambito insieme al finlandese Markkanen. Probabile per lui una scelta intorno alla 10; i Kings potrebbero approfittarne per ripartire, con pazienza, nel dopo-Cousins.

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