NCAA 2nd Round (parte1): parola d’ordine “Upset”, Harvard e Dayton continuano il sogno

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nypost.com DaytonFlyers (#11)-Ohio StateBuckeyes (#6): 60-59 68 miglia di strada separano Dayton da Columbus (sede del campus di Ohio State), un abisso separa le due università in termini di blasone, tradizione e successi. Tuttavia, è bastato un canestro a colmare questo gap apparentemente insormontabile: l’eroe della serata è VeeSanford, transfer da Georgetown, che regala il primo upset del torneo NCAA con un canestro di tabella in precario equilibrio. ArchieMiller (fratello del coach di Arizona Sean Miller ed ex-assistant coach proprio ad Ohio State) prova a giocare un brutto tiro al suo “maestro” Thad Matta e, sotto le sue direttive, Dayton parteforte con DevinOliver: i Flyers attaccano nei primi secondi del possesso per evitare l’asfissiante difesa schierata di Ohio State, mente i Buckeyes mostrano sin da subito evidenti difficoltà nella costruzione dei possessi offensivi e si aggrappano agli attributi di AaronCraft che attacca il ferro, segna e subisce falli a ripetizione. A metà primo tempo AmedeoDellaValle vede il parquet per i suoi primi minuti in carriera al torneo NCAA, ma la sua non sarà certo una serata da ricordare: coach Matta gli concede appena 5 minuti in campo, in cui realizzerà appena 2 punti dalla lunetta. Dopo una fase costellata di errori in lunetta da ambo le parti, alla tripla di SamThompson (uno dei pochi trascinatori dei Buckeyes) risponde subito il canadese DyshawnPierre, che dà il là ad un parziale di 7-0 per Dayton, finalizzato da un canestro in contropiede di un Sanford in grande spolvero. Fatica tantissimo LaQuintonRoss che tradisce le attese dei suoi, ma in qualche modo all’intervallo Ohio State arriva in svantaggio di soli 3 punti. Dayton chiude il primo tempo con il 50% dal campo e continua a trovare il canestro con regolarità, punendo le scelte forzate dei rivali statali e scappando sul 41-34 con un altro canestro in contropiede di Sanford e con un jumper dell’ex-BuckeyesSibert, dal dente avvelenato. A tenere in piedi Ohio State ci pensa ancora Thompson che prima prende di prepotenza la linea di fondo, poi chiude un alley-oop con Shannon Scott per il -2. Dayton sembra patire la difesa di Matta, Ross finalmente batte un colpo con un canestro in transizione ed uno scarico per la tripla dall’angolo di Loving che rilancia i Buckeyes. Ma Craft e compagni continuano a steccare in attacco e non riescono a staccare i Flyers: dopo l’ennesima forzatura in attacco, lo stesso Craft commette fallo antisportivo e regala un possesso pieno di vantaggio a Dayton. Il resto va nella storia degli upset al torneo NCAA, con Craft che si inventa un paio di penetrazioni insensate e di puro orgoglio da senior, vanificate da questa prodezza di VeeSanford che incenerisce i bracket di mezzo mondo e porta a Dayton la prima vittoria al torneo NCAA dopo 4 anni di assenza. [youtube http://www.youtube.com/watch?v=4fBxSpJnEbA] A Dayton la gloria (e Syracuse al prossimo turno del “SouthRegion”), ad Ohio State il rammarico davvero grande di un senior come Craft che saluta la sua carriera collegiale nel modo più triste ed immeritato possibile, con un ennesimo tentativo disperato sulla sirena. Dayton: Devin Oliver 11, Dyshawn Pierre 12, Vee Sanford 10 Ohio State: Sam thompson 18, Aaron Craft 16, LaQuinton Ross 10   AmericanEagles (#15)-WisconsinBadgers (#2): 35-75 Tutto troppo facile per Wisconsin che fa il suo debutto al torneo al Bradley Harris Center di Milwaukee, Wisconsin, praticamente in casa. Le speranze degli Eagles, campioni della Patriot League, durano appena una decina di minuti, il tempo necessario ai Badgers per far scaldare le mani ed iniziare la pioggia di triple con un glaciale BenBrust (17 punti al termine per lui con 4 canestri da tre punti a bersaglio). American prova a reagire generosamente con il lungo Wroblicky, dall’insolito tiro libero ad una sola mano, ma Wisconsin scappa già sul +10 all’intervallo con un ispirato TraevonJackson: troppe le 8 palle perse in 20 minuti degli Eagles, troppo efficaci le spaziature e la qualità delle scelte offensive di una squadra magistralmente allenata da coachBoRyan. American spegne definitivamente la luce (solo 13 punti nella ripresa) e dagli spogliatoi esce solo la squadra che, con un Jackson sempre più devastante (18 punti al termine con 4 rimbalzi e 3 assist) ed un Dekkercinico, strangola gli Eaglescon 40 punti di scarto ed attende Oregon in una interessantissima sfida di terzo turno nella “WestRegion”.   American University: John Schoof 11, Tony Wroblicky 11 Wisconsin: Sam Dekker 11, Ben Brust 17, Traevon Jackson 18   Pittsburgh Panthers (#9)-Colorado Buffaloes (#8): 77-48 Il secondo upset di giornata arriva da Orlando, dove il seed #9 della “SouthRegion” massacra il seed #8.  Teoricamente doveva essere un risultato a sorpresa, praticamente il successo di Pittsburgh era ampiamente previsto dal momento in cui è stato compilato il bracket: stagione entusiasmante quella di Colorado, almeno fino a quando il ginocchio di SpencerDinwiddie (leader del backcourt insieme ad AskiaBooker) non fa “crack” e costringe i Buffaloes a rivedere le prospettive per la stagione. Nonostante l’ottimismo della commissione NCAA che attribuisce loro un seed #8, la “sfavorita” Pittsburgh inizia a macinare gioco con l’atletismo del suo centro TalibZanna (chiuderà con 18 punti e 5 rimbalzi) che contribuisce ad un parziale da 13-0 che indirizza la partita. Passano i minuti ma Colorado sprofonda sotto i colpi di CameronWright e LamarPatterson, ed il parziale dell’intervallo è già impietoso (46-18). Il secondo tempo regala pochi sussulti e così Pittsburgh può anche permettersi di allungare le rotazioni ed amministrare la pratica, risparmiando preziose energie che le serviranno per tentare di ribaltare Florida tra due giorni. Partita di grande sostanza dei Panthers che stabiliscono il record di scarto tra due seed #8 e #9 nella storia del torneo NCAA e festeggiano al meglio la loro decima partecipazione negli ultimi 11 anni. Pittsburgh: Lamar Patterson 10, Cameron Wright 11, Talib Zanna 18 Colorado: Xavier Johnson 11, Josh Scott 14

Cincinnati v Harvard
sbnation.com
  Harvard Crimson (#12)-CincinnatiBearcats (#5): 61-57 Il terzo ribaltone di giornata arriva da Spokane, Washington, con i Crimson di Harvardche dimostrano di averci preso gusto a rompere gli schemi del bracket: dopo l’upsetdell’anno scorso ai danni di New Mexico, i dominatori della Ivy League si ripetono e a farne le spese sono i CincinnatiBearcats del talentuoso SeanKilpatrick. I cervelloni di Harvard partono alla grande con le triple di BrandynCurry e SiyaniChambers (decisivi su 40 minuti), sfruttando gli 11 errori dal campo di Cincinnati in avvio di match; I Bearcats provano a rimettersi in scia con le giocate vicino al ferro di Rubles e Jackson, puntando sulla fisicità nettamente superiore a quella dei Crimson. Harvard però regge alla grande giocando una pallacanestro molto ordinata e lucida, con una qualità nella selezione dei giochi molto elevata e bombardando dall’arco dei tre punti con bocche da fuoco sempre diverse (tra cui il senior Rivard, protagonista dell’upset dello scorso anno). Nel finale di tempo ci pensa Kilpatrick a prendersi la scena e a tenere a contatto Cincy, con un paio di triple letali in transizione e uno splendido canestro in stepback che porta i suoi sul -2, prima di un mini parziale di 5-0 Crimson che manda Harvard negli spogliatoi avanti di 7. La qualità offensiva di cui parlavamo si riflette nel 50% dal campo della testa di serie #12, che tocca il massimo vantaggio in avvio di ripresa grazie all’atletismo di WesleySaunders (contributo davvero prezioso il suo); la partita prosegue con uno spartito ben preciso, che vede Cincinnati cercare disperatamente conclusioni nei pressi del ferro anche a costo di qualche palla persa. E i ragazzi di coachCronin sembrano riuscirci, toccando il -2 con il gioco da 3 punti di Justin Jackson, che qualche possesso dopo spreca però tutto divorandosi un layup da mani nei capelli. Harvard spreca a sua volta dalla lunetta e Kilpatrick prova l’ultima scossa ma, sulla palla che perde a meno di un minuto dal termine, Chambers castiga ai liberi e di fatto mette fine alle chance di rimonta di Cincinnati. Termina così amaramente l’avventura collegiale dell’erede di Lance Stephenson a Cincinnati, prosegue invece la favola di Harvard, che dimostra ancora una volta di saperci fare anche fuori dai faldoni di uno studio notarile. Harvard: Siyani Chambers 11, Laurient Rivard 11, Wesley Saunders 12 Cincinnati: Justin Jackson 13, Sean Kilpatrick 18

A cura di Davide Fina

Western Michigan (#14) – Syracuse (#3): 53-77 Partono subito forte gli Orange, grazie anche ai falli e le palle perse sanguinose dei Broncos. Syracuse sfrutta i liberi (6/8) per staccare W.Michigan, che risponde con un buon Tucker Haymond. Il backcourt degli Orange, però, è incredibile e piazza subito il parziale (21-40) alla boa di metà partita, grazie alle triple di Trevor Cooney e alla perfezione dal campo di Tyler Ennis, con 8 punti (4/4 dal campo con 1/1 da 3 punti) e anche 4 assist. Cooney non si ferma neanche nella ripresa, piazzando altre due triple e chiudendo col 50% dalla lunga distanza e 18 punti a referto. Il fortino formato dalla zona 2-3 di Syracuse impedisce la rimonta, nonostante l’impegno di Whittington (11 punti) e Haymond, che ne mette altrettanti. Congela il risultato un CJ Fair spento nella prima frazione, totalizzando una doppia doppia da 14 punti e 11 rimbalzi. Western Michigan: Whittington 11, Haymond 11 Syracuse: Cooney 18, Fair 14, Grant 16, Ennis 16 Brigham Young (#10) – Oregon (#7): 68-87 Partita in equilibrio fino alla boa di metà secondo tempo. BYU si è trovata a dover rincorrere i Ducks, senza mai riuscire ad afferrarli. Buono l’inizio da parte di Tyler Haws, finché Elgin Cook, dalla panchina, non azzanna la partita, dominando sotto canestro con punti e rimbalzi (23 e 8 per lui alla fine). Brigham Young cerca in qualche modo di aggiustare le pessime percentuali collezionate per tutta la partita, ma lo fa troppo tardi con Carlino e Mika che arrivano anche loro in doppia cifra (rispettivamente 15 e 14 punti). Ma i Ducks gestiscono bene il vantaggio con Lloyd ma soprattutto grazie a Joseph Young, che chiude la sua partita con 19 punti, 3 rimbalzi e 3 assist. Brigham Young: Haws 19, Carlino 15, Mika 15 Oregon: Young 19, Calliste 14, Cook 23 Albany (#16) – Florida (#1): 55-67 Albany tiene bene il ritmo partita e la fisicità di Florida per buona parte del primo tempo, grazie alla gestione di palla e squadra da parte di Peter Hooley e le realizzazioni di DJ Evans. In prima battuta i Gators sembrano aver preso un pò sotto gamba questa prima gara di “Big Dance”, salvo poi ingranare la marcia a cinque minuti dalla fine del primo tempo. 10 i punti di Prather e Finney-Smith all’halftime. Nel secondo periodo ancora Albany a tener testa ai Gators, ancora con DJ Evans, autore di una buona prestazone. Ma dall’altra parte rispondono battendo un colpo Scottie Wilbekin e Patric Young, prendendo il largo e staccando Albany fino a fine corsa. Buona la difesa di Florida, nonostante gli insistenti attacchi di Puk e Johnson, che però non hanno scalfito la barriera difensiva di Young e compagni. Una grande mano nel finale da parte di Kasey Hill per congelare il risultato a favore dei Gators. Albany: DJ Evans 21, Gary Johnson 13, John Puk 10 Florida: Casey Prather 16, Scottie Wilbekin 10, Patric Young 10, Dorian Finney-Smith 16, Kasey Hill 10 Delaware (#13) – Michigan State (#4): 78-93 Salvo i primi cinque minuti di equilibrio, il gap tra le squadre si è fatto sentire a dir poco. Una partita a senso unico, con un solo uomo al comando: Adreian Payne. Payne demolisce i Fightin’ Blue Hens chiudendo la sua partita con 41 punti in 24 minuti ( 10/15 dal campo con 4/5 da 3 punti e 17/17 ai liberi) e 8 rimbalzi. Le grandi percentuali degli Spartans mandano Delaware negli spogliatoi con 10 punti di svantaggio (quasi un affare). I Blue Hens rispondono e continuano a macinare gioco con Saddler e Usher, ma la differenza di talento è abissale e con un Payne in queste condizioni è impossibile rientrare in partita. Buona anche la prova dalla panchina di Travis Trice, con 19 punti e dei soliti noti, Gary Harris (10 punti) e Branden Dawson (10 punti e 8 rimbalzi). Leggermente fuori dalla partita, invece, Keith Appling, che prende pochi tiri limitandosi a gestire il vantaggio. C’è la sensazione comunque che questi Spartans possano essere una minaccia in fondo a questa sorprendente March Madness. Delaware: Devon Saddler 21, Davon Usher 20 Michigan State: Adreian Payne 41, Gary Harris 10, Branden Dawson 10, Travis Trice 19

A cura di Giovanni Foti

Wofford Terriers (#15) – Michigan Wolverines (#): 40-57 Fila tutto liscio alla numero 2 Michigan, che con il +14 del primo tempo si costruisce un cuscinetto sul quale dormire sogni tranquilli. Cochran prova a forzare l’upset con 17 punti, frutto di un 8/21 dal campo e 1/10 da oltre l’arco, ma la compattezza dei ben più quotati rivali ha prevalso. Positivo Stauskas, 15 punti, ma l’MVP della contesa và cercato tra i nomi di Jordan Morgan (10 punti, 10 rimbalzi) e Glen Robinson III (14 punti, 7 rimbalzi). Wofford: Karl Cochran 17 Michigan: Nik Stauskas 15, Glenn Robinson III 14 Saint Joseph’s Hawks (#) – Connecticut Huskies (#): 81-89 Serve un OT per decretare chi tra Hawks e Huskies ci saluta. A farne le spese sono i primi, che vengono abbandonati da una panchina inesistente (0 punti, 1 rimbalzo, 1 palla persa) ma che trovano in Langston Calloway il go-to-guy, con 25 punti. Non basteranno, come non basteranno nemmeno i 15 con 10 rimbalzi di Roberts Jr. e i 13 con 7 rimbalzi di Kanacevic, perché coach Kevin Ollie trova un Shabazz Napier monumentaleggiante: 24 punti, 8 rimbalzi e 6 assist per la point guard tascabile di marca Huskies. St. Joseph’s: Langston Galloway 25, Ronald Roberts 15 Connecticut: Shabazz Napier 24, DeAndre Daniels 18, Ryan Boatright 17 North Carolina State Wolfpack (#) – Saint Louis Billikens (#): 80-83 Dopo essere stata in svantaggio anche di 10 punti, Saint Louis forza l’overtime grazie ad un super Loe (22 punti, 15 rimbalzi) e riesce ad evitare l’upset contro NC State. L’attesa superstar dei Wolfpack, TJ Warren, non delude, e mette a segno 28 punti e 8 rimbalzi, ma un solido Jordain Jett gli risponde con 18 punti, 5 rimbalzi e 4 assist che valgono ai Billikens la vittoria di misura. NC State: TJ Warren 28, Ralson Turner 16 Saint Louis: Rob Loe 22, Jordair Jett 18 North Dakota State Bison (#) – Oklahoma Sooners (#): 80-75 Che Oklahoma non fosse una corazzata lo si era capito, ma probabilmente nessuno ai tempi di compilazione bracket avrebbe scommesso sui Bison. E invece è accaduto l’impronosticabile, con un Lawrence Alexander (28 punti, 8 rimbalzi, 4 assist) a guidare i suoi ad un improbabile successo all’overtime. Cameron Clark (25 punti, 6 rimbalzi) è il firmatario delle speranza di marca Sooner, ma è il 34.7% dal campo (contro il 52% degli avversari) a condannare i biancogranata. North Dakota St: Lawrence Alexander 28 Oklahoma: Cameron Clark 25

A cura di Alberto Buffin

Milwaukee (#2) – Villanova (#15): 53-73 Villanova non si fa sorprendere da Milwaukee, numero 15 del seed, gestendo la gara nella prima frazione, che rimane molto equilibrata fino al 20’. Una grande difesa di squadra e un preciso attacco guidato da Bell e Hillard permette lo strappo a VU, che chiuderà la partita sul +20, aspettando di incontrare Connecticut sabato. Milwaukee: Arians 17, Tiby 10, Kelm 8 Villanova: Hillard 16, Pinkston 13, Bell 12   Arizona State (#10) – Texas (#7): 85-87 Al Bradley Center di Milwaukee va in scena una delle partite più combattute della notte NCAA, tra iLonghorns e i SunDevils: i texani cominciano subito forte, portandosi sul +6 dopo 10 minuti e conservando il vantaggio fino alla fine del primo tempo. I Longhorns provano l’allungo, fino al +11, ma Bachynski non ci sta e si carica i suoi per una rimonta che prende via via sempre più entusiasmo nel secondo parziale, arrivando a quota 80 pari a tre minuti dalla fine; a 46 secondi dal termine ancora Bachynski inchioda l’83-82 e fa saltare la propria panchina, ma Holmes nell’azione successiva cattura un vitale rimbalzo offensivo che trasforma in canestro e libero supplementare. A 5 secondi dal termine ancora parità a quota 85, palla a Texas che decide di affidarsi a Holmes con una tripla dai 7 metri, ma sbaglia: non è finita, perché nella battaglia per il rimbalzo spunta Ridley che appoggia al vetro sulla sirena e regala il secondo turno a Texas, che ora affronterà Michigan. http://www.youtube.com/watch?v=pv9PKwHLojc Arizona State: Bachynski 25, Carson 19, Marshall 17 Texas: Ridley 17 (12 rebs), Walker 16, Holland 14   Manhattan (#13) – Louisville (#4): 64-71 A Orlando scendono in campo i campioni in carica, con Rick Pitino desideroso di bissare il successo del 2013; il primo ostacolo sono i Jaspers, che si dimostrano un osso duro per Hancock e compagni. I Cardinals partono bene, chiudendo sul 35-29 il primo tempo, ma Manhattan non molla, arrivando sul +2 dopo quattro minuti della seconda frazione. Comincia quindi una battaglia sportiva sotto il tabellone tra Harrell e Brown, che si scambiano dunk e stoppate e Manhattan spaventa i campioni uscenti toccando il +3 a tre minuti dal termine, ma Hancock sigilla la gara con 8 punti consecutivi per i Cardinals, che chiudono sul 71-64 e ora trovano Sant Louis sulla loro strada verso le SweetSixteen. Manhattan: Pankey 16, Andujar 13, Alvarado 10 Louisville: Smith 18, Hancock 16, Harrell 12 (13 rebs)  

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New Mexico State(#13) – San Diego State (#4): 69-73 (OT) Partita vibrante a Washington, dove non sono sufficienti 40 minuti per decidere chi affronterà North Dakota State il prossimo turno. New Mexico si ritrova senza il suo centro di peso indo-canadese Bhullar dopo 8 minuti, a causa dei suoi due falli già a referto, così San Diego vola sul +12 alla sirena di metà gara; i 226 centimetri di Bhullar si fanno però sentire sul parquet della Spokane Arena, e l’area di New Mexico ritorna off-limits per le penetrazioni di SDS, e garantisce una presenza assoluta nel pitturato avversario, risultando quasi incontenibile. New Mexico a 20 secondi dalla fine si trova ancora sul -5, ma dopo una lotta a rimbalzo Dixon trova i due punti del -3: l’immediata palla persa da San Diego sulla rimessa è sanguinosissima, perché Aronis indovina la bomba dagli 8 metri e manda la partia all’overtime. Il supplementare rimane equlibrato, ma San Diego non lascia mai gli avversari portarsi avanti e la difesa permette loro di chiudere la contesa sul 73-69 e avanzare verso il Round of 32. New Mexico: Mullings 18, Bhullar 14, Aronis e Nephawe 12 San Diego: Thames 23, Polee 15, Davis 10 (13 rebs)

A cura di Matteo Totolo

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