NCAA 3rd Round (parte 1): Pierre fa volare i Flyers, Syracuse esce a testa bassa

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  gamedayr.com Pittsburg Panthers (#9) – Florida Gators (#1): 45-61 Regna l’equilibrio all’inizio della prima sfida del Round 3. Partono subito bene i Panthers, che tengono testa con la fisicità di Talib Zanna e Lamar Patterson ad un Patric Young un pò fuori dal gioco. E’ Scottie Wilbekin il go to guy, che accende la gara mettendo la prima tripla dopo 8 tentativi da parte di entrambe le squadre. Risponde con la stessa moneta, dall’altra parte, Josh Newkirk, che porta i suoi avanti sul +3. Gara a basso punteggio, grazie alla difesa di Florida, che permette l’allungo a 6 minuti dall’halftime. E’ Michael Frazier II che guida il parziale col 50% da 3 punti (2/4). Prova ad aggiustare le percentuali dal perimetro anche Pittsburgh col solito Lamar Patterson, facendo riavvicinare i suoi, salvo poi subire il colpo con la tripla allo scadere di primo tempo da parte del solito Wilbekin. Pittsburgh chiude male il primo periodo e inizia peggio il secondo. Nella ripresa Florida prende il largo con un Patric Young che finalmente si iscrive alla partita grazie ai suoi primi due punti ma soprattutto ad un’incredibile stoppata. I Panthers sono vicini al punto di non ritorno. Wilbekin è il mattatore della partita, e non c’è la possibilità per Patterson e compagni di rientrare, infrangendosi ripetutamente sulla barriera difensiva di Florida, che approda di diritto alla sweet 16, in attesa della vincente tra UCLA e SF Austin. Pittsburgh: Talib Zanna 10, Lamar Patterson 8 Florida: Scottie Wilbekin 21, Michael Frazier II 10 Sain Louis Billikens (#5) – Louisville Cardinals (#4): 51-66 Louisville è chiamata a difendere il titolo nazionale dopo il passaggio agevole su Manhattan, contro una Sain Louis intrigante. Dopo i primi cinque minuti di stallo, i Cardinals prendono il volo, staccando i Billikens con un Luke Hancock caldo sul perimetro. Freddo invece Russ Smith, colpevole anche di qualche palla persa di troppo, che fa restare Saint Louis a contatto fino alla boa di metà gara. Nella ripresa i Billikens ci provano ancora, avvicinandosi con Jordair Jett e Dwayne Evans, firmando il vantaggio a 15 minuti dalla fine, con un Rob Loe un pò in ombra e con problemi di falli, a differenza della gara precedente con NC State che lo aveva visto protagonista assoluto. Ma è ancora Hancock che mette il bastone tra le ruote nella rimonta di Saint Louis, con due triple di fila che fanno sanguinare i Billikens, portando Louisville sul +6. Chris Jones guida i Cards al parziale di 9-0 che di fatto chiude la partita con ancora 5 minuti sul cronometro. La differenza sostanziale tra le due squadre è data dalla percentuale dalla lunga distanza, con Saint Louis che chiude con lo 0% (0/14) e Louisville con un 33% (6/18) che basta per avanzare nel torneo. Saint Louis: Dwayne Evans 16, Jordair Jett 15, Rob Loe 10 Louisville: Hancock 21, Russ Smith 11, Chris Jones 11, Montrezl Harrell 10

A cura di Giovanni Foti

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Dayton Flyers(#11) – Syracuse Orange (#3): 55-53 Partita equilibrata e a basso punteggio, ma alla fine i Flyers giocando al gioco degli Orange vincono lo stesso e piazzano l’upset più incredibile di questo second round, dopo quello di Mercer ai danni di Duke. La banda di Boeheim tira male (21/54 dal campo, 38,9%) ma Dayton non fa molto meglio, con un 41% che lascia a Syracuse la speranza di evitare l’upset. Gli Orange chiudono con un 0/10 da oltre l’arco, fatto che non accadeva dal 10 Marzo 1995, e perdono anche la lotta a rimbalzo. Ma soprattutto, subiscono la verve di Deshawn Pierre, che come tutta Dayton non viene placato dalla zona di Boeheim e segna 14 punti con 6 rimbalzi decisivi per i Flyers. Ma a fare la differenza è stata la tripla impossibile di Jordan Sibert (10 punti), che ha dato il +6 ai suoi, vantaggio che non crollerà fino alla fine. Per Syracuse sconfitta amara, con Ennis (19 punti, 7/21 dal campo) e Fair (14 punti, 4/14 dal campo, con 10 rimbalzi) ma le difficoltà a creare un gioco esterno credibile si sono viste. Texas Longhorns (#7) – Michigan Wolverines (#2): 65-79 Impegno più facile del previstro per Michigan, che con un’esecuzione offensiva da 10 e lode punisce ripetutamente la difesa texana. I Wolverines, privi di Mitch McGary, si affidano ancora al leader Nik Stauskas, che con 17 punti e 8 assist scava il solco tra i due atenei. Positive anche le prestazioni di Caris LeVert, con 14 punti, e della sorpresa Jordan Morgan, 15 punti e 10 rimbalzi. Morgan, che ha permesso a Michigan di passare il primo turno con un tap-in decisivo, è la nota più lieta per i yell’n’blue, che si candidano per un posto alle Final Four. Per Texas, un grane Isaiah Taylor da 22 punti e 5 assistenze non è bastato per costratare la grandinata di triple degli avversari (14/28 da 3 per Michigan). North Dakota State Bison (#12) – San Diego State Aztecs (#4): 43-63 Termina contro gli Aztecs il sogno dei Bison, che già nel primo turno compierono l’upset contro Oklahoma. A NDSU non è stato sufficente un Kory Brown da 13 punti e 4 assist con 4/7 dal campo, perché SDSU ha potuto sfoggiare la sua superstar Xavier Thames, in grande spolvero ieri sera. Il senior di Sacramento ha aperto il fuoco sulla difesa verde, e con 30 punti (frutto di un 9/19 dal campo e 8/9 dai liberi) e 5 assist ha scavato il solco tra i due atenei. Bene anche Dwayne Polee II, con 15 punti e 6 rimbalzi. Oregon Ducks (#7) – Wisconsin Badgers (#2): 77-85 Oregon fa tremare i Badgers fino alla fine, ma è Ben Brust (12 punti) a deciderla con una tripla decisiva dall’angolo. I Ducks, sopra di 12 all’intervallo, hanno subito la rimonta furiosa di Wisconsin, targata Frank Kaminsky (19 punti e 5 rimbalzi) e Sam Dekker (12 punti, 8 rimbalzi e 4 assist). Anche Gasser (13 punti e 5 rimbalzi) ha contribuito all’impresa dei Badgers, mentre per Oregon le note liete sono Joseph Young e Jason Calliste, il primo con 29 punti, il secondo con 20.

A cura di Alberto Buffin

Harvard (#12) – Michigan State (#4): 73-80 Dopo le rispettive vittorie con Cincinnati e Delaware, i Crimson e gli Spartans si trovano di fronte per l’accesso alle SweetSixteen e per continuare il sogno del titolo NCAA. Michigan State inizia la gara nel migliore dei modi, con una grande aggressività in difesa che porta a facili contropiedi chiusi in maniera spettacolare: è 18-9 dopo 8 minuti e l’inerzia della gara è già nelle loro mani: il primo tempo si chiude sul 45-33 grazie ad un ottimo Dawson, con Harvard sulle ginocchia. Crimson rientra dagli spogliatoi con tutta un’altra faccia e grazie ai punti di Saunders (saranno 26 per lui alla fine) e all’energia da doppia-doppia di Moundou-Missi rientra fino al 55 paria 10’ dal termine, con un parziale incredibile da 19-3, per poi superare sul 62-60 e infiammare il pubblico, girando l’inerzia della gara. Ma qui esce la maturità di Michigan State che con un parziale di 11-0 propiziato da Harris spezza il ritmo di Harvard e garantisce un distacco sufficiente a poter chiudere la gara difensivamente nei minuti finali: la gara si chiude sul 73-80 e Michigan State aspetta la vincente tra Virginia e Memphis della gara di domani. Harvard Crimson: Saunders 22, Curry 12, Moundou-Missi 11 (10 rebs) Michigan State Spartans: Dawson 26, Harris 18, Payne 12

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Connecticut (#7) – Villanova (#2): 77-65 I Wildcats sono dati come favoriti in questa partita, grazie alla testa di serie #2 e alla buona prova del turno precedente contro Milwaukee: l’inizio infatti sembra dei più promettenti, con un parziale di 19-9 dopo 8 minuti e mezzo. UConn non si perde d’animo e piazza un contro-parziale da 14-1 con la quale si assicura il vantaggio di una lunghezza al rientro negli spogliatoi. Per altri 10 minuti la gara vive sul filo dell’equilibrio, con gli Huskies che riescono a mantenere poche lunghezze di vantaggio, ma non a prendere il largo; qui però comincia lo show di Shabazz Napier che infila 9 punti consecutivi per UConn con 3 triple e nemmeno una caviglia malconcia riesce a impedirgli di tornare in campo e segnare 21 dei suoi 25 totali nella sola ripresa. Villanova è costretta ad alzare bandiera bianca e UConn può festeggiare l’upset, attendendo la sfida di SweetSixteen. Connecticut Huskies: Napier 25, Kromah 12, Daniels, Boatright e Samuel 11 Villanova Wildcats:Arcidiacono 18, Bell 14, Hilliard 13

A cura di Matteo Totolo

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