NCAA, Big East: UConn e Syracuse, ma anche molto altro!

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SYRACUSE ORANGE

Un pacchetto esterni così fornito e talentuoso non può vantarlo nessuno nella Big East: Scoop Jardine, Brandon Triche, Dion Waiters e Kris Joseph hanno l’esperienza e i punti nelle mani necessari per inguaiare qualunque squadra. La panchina è ben fornita, con quattro giocatori che possono stare in campo dai 15 ai 20 minuti, senza considerare le guardie freshmen Michael Carter-Williams e Trevor Cooney. L’unico dubbio riguarda i lunghi, con Rakeem Christmas che non dovrà deludere le aspettative e Fab Melo, che deve ancora dimostrare moltissimo dopo una prima stagione assai stentata.

 

CONNECTICUT HUSKIES

Shabazz Napier avrà in mano le redini di una squadra che punta a confermare il titolo della passata stagione. Le ambizioni degli Huskies sono però ancora troppo dipendenti dal rendimento di due giocatori: Jeremy Lamb e Andre Drummond. Il primo deve riuscire a mantenere la stessa efficacia dell’anno scorso con un numero di palloni giocabili decisamente maggiore, mentre il secondo dovrà abituarsi a non schiacciare in testa a chiunque in tutte le azioni offensive. Il talento dei due è indiscutibile e questo potrebbe tranquillizzare i fan degli Huskies, anche se una brutta notizia è arrivata dalla probabile ineleggibilità del play freshman Ryan Boatright.

 

LOUISVILLE CARDINALS

Con l’esperta regia di Peyton Siva, la pericolosità dell’arco di Kyle Kuric e l’energia di quattro o cinque freshmen molto interessanti, Louisville si propone come una delle squadre di punta della Big East. Wayne Blackshear e Chane Behanan sono gli esordienti che potrebbero far fare il salto di qualità a una squadra costruita per vincere. Gorgui Dieng deve alzare il suo rendimento, ma sarà spalleggiato dal freshman Zach Price. Poi ci sono Chris Smith, Rakeem Buckles e Mike Marra. Occhio ai Cardinals!

 

PITTSBURGH PANTHERS

Ashton Gibbs è il chiaro leader di una formazione che potrebbe schierare una frontline interamente formata da freshmen: Khem Birch e Malcolm Gilbert. Le rotazioni lunghe e l’esperienza degli esterni rende Pittsburgh un’avversaria temibilissima, la cui unica debolezza potrebbe essere nel settore lunghi, qualora Birch e Gilbert non dovessero dare l’apporto previsto.

 

VILLANOVA WILDCATS

Il quadriennio di Corey Fisher, Corey Stokes e Antonio Pena è giunto al termine e per i Wildcats non sarà facile sostituirli. Maalik Wayns e Mouphtaou Yarou sono dei giocatori di assoluto livello e saranno sufficienti per far sì che Villanova possa competere ancora ad alto livello. Dalle high school provengono cinque giocatori che possono dire la loro, su tutti quel Tyrone Johnson che però si troverà la strada sbarrata da Wayns. Quanto vale il supporting cast di quest’ultimo e di Yarou?

 

MARQUETTE GOLDEN EAGLES

Le partenze di Jimmy Butler e Dwight Buycks si faranno sentire non poco, ma si spera possano essere mimetizzate dalla crescita di Junior Cadougan e Vander Blue. Juan Anderson può alleggerire la mole di lavoro di quest’ultimo, ma il recruiting non è comunque granché. Darius Johnson-Odom e Jay Crowder saranno le stelle di una squadra che punta in alto anche quest’anno.

 

CINCINNATI BEARCATS

Se nel settore esterni non ci dovrebbero essere problemi grazie alla lunghezza delle rotazioni, i dubbi più grandi solo legati perlopiù allo spot di 5. Yancy Gates è un ottimo giocatore con tanta esperienza, ma è solo in un reparto che non offre molto di più del sophomore Justin Jackson e degli sconosciuti freshmen Kelvin Gaines e Cheikh Mbodj.

 

WEST VIRGINIA MOUNTAINEERS

Anche per i Mountaineers le perdite sono importanti, ma il giusto mix di esperienza (Jarryl Bryant e Kevin Jones) e freschezza (Jabarie Hinds, ma anche Aaron Brown, Keaton Miles, Tommy McCune e Pat Forsythe) potrebbe rendere West Virginia una formazione assai insidiosa. Sotto le plance Deniz “The Istan-Bull” Kilicli farà tanta buona legna.

 

NOTRE DAME FIGHTING IRISH

Senza Ben Hansbrough, Carleton Scott e Tyrone Nash ripetere i favolosi risultati dell’anno scorso sarà assai difficoltoso per Abromaitis e compagni. Eric Atkins potrebbe crescere ancora moltissimo nel ruolo di play, ma coach Mike Brey avrà il suo bel daffare nella redistribuzione dei minutaggi.

 

ST. JOHN’S RED STORM

Cambio generazionale per l’università di New York, che deve dare l’addio a quasi tutta la squadra dell’anno scorso con la sola eccezione del play Malik Stith. Grazie a un incredibile reclutamento, sembrava che St. John’s potesse essere competitiva sin da subito, ma l’ineleggibilità di Norvel Pelle, Amir Garrett e Jakarr Sampson rischia di minare la bontà della stagione dei Red Storm.

 

GEORGETOWN HOYAS

Le partenze di Austin Freeman e Chris Wright si faranno sentire e non poco. Forze fresche in arrivo nel settore lunghi che promette benissimo, ma manca di esperienza. L’impatto di Jabril Trawick, Greg Whittington, Tyler Adams e Mikael Hopkins dovrebbe essere buono, considerando la penuria di giocatori che possono rubar loro minuti importanti. Squadra molto futuribile, ma attualmente mancano un playmaker e tanta esperienza.

 

RUTGERS SCARLET KNIGHTS

Myles Mack non farà rimpiangere l’addio di Mike Coburn, ma i 14,4 punti di media di Jonathan Mitchell saranno difficilissimi da sostituire. Dalle high school arrivano, oltre allo stesso Mack, anche Jerome Seagears, Derrick Randall e Gregory Lewis. Mancano punti nelle mani, ma si potrebbe migliorare in vista della prossima stagione.

 

SETON HALL PIRATES

Jordan Theodore e Herb Pope, nonostante siano arrivati al proprio anno da sensor, non basteranno per rendere Seton Hall una squadra competitiva nell’agguerritissimo panorama della Big East; le partenze di Jeremy Hazell e Jeff Robinson non aiutano certo una squadra che non vede il torneo NCAA dal 2006.

 

PROVIDENCE FRIARS

Dove nemmeno Marshon Brooks era riuscito, sarà problematico anche per i successori Vincent Council e Gerard Coleman. I lunghi Kadeem Batts e Bilal Dixon sono niente male, ma dietro questi quattro c’è poco altro. A meno di sorprese dalla panchina, per i Friars la lunghezza della stagione sarà percepita in maniera inversamente proporzionale a quella delle rotazioni.

 

SOUTH FLORIDA BULLS

Tolto Augustus Gilchrist, non resta granché. Non ci sono molte possibilità per i Bulls di migliorare il record della passata stagione. L’operazione subita al ginocchio destro (peraltro già martoriato) del freshman 7’3” Jordan Omogbehin fa perdere ulteriore interesse nei confronti di questa università.

 

DEPAUL BLUE DEMONS

L’ineleggibilità di Macari Brooks e l’infortunio alla spalla di Tony Freeland non lasciano molte speranze alla stagione dei Blue Demons, nonostante i sophomore Brandon Young e Cleveland Melvin abbiano moltissimo da dimostrare. Sotto le plance darà battaglia il senior Krys Faber, ma non c’è molto altro nel settore lunghi.

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