NCAA Daily Recap: Florida e Virginia da record,Spartans in missione

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Cala il sipario sulla Championship Week, si spengono definitivamente i riflettori sulla regular season, è tempo per le 68 fortunate di preparare le valigie per la Big Dance. Qui su Basketinside.com, gli ultimi verdetti dal parquet dei tornei di conference. Virginia torna sul tetto della ACC dopo 38 anni| ksdk.com Kentucky Wildcats-Florida Gators 60-61 (SEC Tournament): Attesa spasmodica per il terzo confronto stagionale tra i talentuosi ma fragili Kentucky Wildcats di coach Calipari e i solidissimi e letali Florida Gators di coach Donovan: 2-0 il parziale per Florida sino ad ora, Kentucky è chiamata ad un acuto per fermare i Gators per la prima volta dall’inizio delle sfide di conference della SEC. Florida ha però altri programmi per la serata, ed indirizza subito la partita verso il 26esimo successo consecutivo in stagione con un devastante Michael Frazier II: 11 punti dei primi 16 sono da lui griffati con un perfetto 3/3 da 3 punti, magistralmente imbeccato da Scottie Wilbekin. Randle ci prova dalla media distanza, ma a tenere lì i Wildcats è un CauleyStein indemoniato sotto le plance: punti, rimbalzi, stoppate ed intangibles da vendere per il lungo di Kentucky, impegnato nel difficile attacco al pitturato di Florida che gli frutterà alla fine una doppia doppia da 10 punti e 11 rimbalzi con 5 stoppate. Se i gemelli Harrison stentano a trovare il bersaglio, chi non ha di questi problemi è Wilbekin, autentico cervello dei Gators: tanta razionalità e equilibrio, smazza assist per Yeguete e Chris Walker (per entrambi canestro e fallo nei pressi del ferro) e poi si mette in proprio con tre triple nel finale di tempo. Gli attributi e l’I.Q. cestistico di una delle migliori point guard della nazione lanciano i Gators sul +10 all’intervallo (30-40), nonostante un paio di acuti Wildcats targati James Young. Inizia la ripresa e Kentucky sembra essere alle corde, quando un paio di canestri di Patric Young (14 punti, 5 rimbalzi e 3 stoppate finali) lanciano Florida addirittura sul +16. Ma è qui che i Wildcats tirano fuori una prova di grande carattere: Aaron Harrison si carica la squadra sulle spalle e con canestri dalla media distanza, dall’arco e attaccando il ferro trascina la banda di Calipari ad un parziale di 14-0 che riporta Kentucky al -1 (53-54). Ma nel momento decisivo sale in cattedra la personalità di Frazier e Wilbekin, che con una tripla ed un layup rimettono la partita in ghiaccio. Brivido finale con l’ennesimo errore di Florida dalla lunetta (disastroso 7/17 di squadra) che concede a Kentucky l’ultimo possesso, sprecato malamente da James Young che scivola sul parquet del Georgia Dome di Atlanta e consegna il titolo della SEC nelle fauci dei Gators per la quarta volta nella loro storia.

Chi ucciderà gli alligatori?I Gators fanno sempre più paura |www.thetowntalk.com
Michigan State Spartans-Michigan Wolverines 69-55 (Big 10 Tournament): Nel piatto ricco delle finali dei tornei di conference, quella che doveva essere una delle pietanze più saporite finisce col rivelarsi piuttosto insipida. Le velleità dei divertenti e sorprendenti Michigan Wolverines durano infatti circa 5 minuti, quelli iniziali in cui un ispiratissimo Derrick Walton Jr. e il solito Stauskas colpiscono dall’arco imbeccati da LeVert. Dopodichè, si mettono all’opera gli Spartans con le triple di Gary Harris e i canestri dalla media di Branden Dawson per un parziale di 12-0 che costringe Michigan a chiamare timeout. Da qui in poi, il solo Nik Stauskas prova a tenere a galla i suoi a suon di triple (17 punti finali per lui, con 3/5 da tre punti, nettamente il migliore dei suoi), ma non basta contro la fisicità di Payne e il killer instinct di un silenzioso Keith Appling (solo 7 punti al termine). Primo tempo che si conclude sul punteggio di 38-29 con una giocata spettacolare di Harris che arriva al ferro e mette il punto esclamativo con una schiacciata che, di fatto, sancisce la vittoria degli Spartans: Michigan non reagisce e la seconda frazione è ordinaria amministrazione per i ragazzi di coach Izzo che, con un Payne sugli scudi (18 punti e 9 rimbalzi), amministrano senza intoppi e danno libero sfogo alle rotazioni della panchina. Le chiavi del dominio Spartans? La lotta a rimbalzo (38 a 28 il computo di squadra in favore di Michigan State), l’efficacia in attacco (50% dal campo) e l’asfissiante difesa (appena il 23% dalla distanza concesso ai Wolverines).
Se dovete affidare un tiro importante a qualcuno, le mani di Gary Harris sono una cassaforte |wxyz.com
  Duke Blue Devils-Virginia Cavaliers 63-72 (ACC Tournament): (di Michelangelo Arrigoni) Finale di ACC stasera al Greensboro Coliseum, tra i Blue Devils di Duke e i Cavaliers di Virginia. Nonostante un roster superiore e tra le favorite per il titolo, la squadra di coach K soccombe contro una squadra più organizzata, solida e cinica come l’avversaria, perdendo così l’accesso diretto al tabellone NCAA. I migliori in campo sono stati un solidissimo Akil Mitchell per UVA che ha trascinato i suoi soprattutto a rimbalzo (ben 15) portando inoltre 7 punti e 2 stoppate alla causa, mentre dall’altra parte c’è stata una ottima prova del predestinato Jabari Parker, quasi in doppia doppia con 23 punti e 8 rimbalzi. Si parte subito fortissimo, o meglio, partono fortissimo i Cavs con il parziale di 4-13 targato Malcolm Brogdon che ne mette 8 su 13 ma Duke rimonta colpo su colpo fino alla tripla di Jabari del 19 pari. Sulle triple di Hood, Dawkins e Perrantes si chiude un bellissimo primo tempo sul risultato di 25-28. Sono i soliti due, Jabari Parker e Rodney Hood a tenere a galla la banda K che però resta sempre sotto i Cavs. A quattro minuti dalla fine forse il parziale chiave della gara dopo un lungo periodo di punto a punto, un 6-0 che appunto porta in vantaggio di sei Virginia. Blue Devils alle corde che proveranno nel finale a riaccorciare le distanze ma alla fine sarà proprio UVA a trionfare, con un 72-63 figlio di una bellissima partita.
Jabari Parker e compagni rimandati all’esame Virginia |newsobserver.com
  Saint Joseph’s Hawks-VCU Rams 65-61 (Atlantic 10 Tournament): (di Michelangelo Arrigoni) Finale di A-10 Conference di scena al Barclays Center, casa madre dei Nets di Jason Kidd. Con un po’ di cattiveria potremmo dire che l’opera non è all’altezza del teatro, sta di fatto che a Brooklyn abbiamo avuto una finale degna di questo nome, in favore della sorpresa St. Joseph su VCU, che da favorita ha perso così l’automatic bid al torneo NCAA. Trascinati da Roberts Jr. , che ha fatto doppia doppia con 15+11rimbalzi a referto, gli Hawks sono riusciti a spuntarla nel finale di gara, molto acceso, sui Rams che nella prima metà del secondo erano addirittura riusciti ad andare in vantaggio, ma il cuore e le motivazioni della squadra con lo sfavore del pronostico ha prevalso, sebbene VCU sia una squadra da tenere d’occhio per le selezioni dei tabelloni che verranno estratti stanotte. St. Joseph si gode quindi la vittoria in conference, consapevole di non essere né la prima del mazzo né la terza né la ottava, consapevole di essere sempre sfavorita. Ma a noi, questi Hawks piacciono e ci vien naturale simpatizzarli, visto che il talento è limitato ma in quanto ad attributi non sono secondi a nessuno.
Langston Galloway,go-to-guy dei sorprendenti Hawks che tornano al torneo NCAA dopo l’ultima apparizione nel 1997 | nytimes.com
  Louisiana Lafayette Ragin’ Cajuns-Georgia State Panthers 82-81 (OT) (Sun Belt Tournament): (di Michelangelo Arrigoni) Partita forse più emozionante in rapporto al talento e all’attesa che la riguardava. Il palcoscenico è la LakeFront Arena di New Orleans, nella terra del Jazz. In palio c’è l’automatic bid al torneo NCAA che inizierà settimana prossima e il titolo di Conference, la Sun Belt. Ad affrontarsi, sono gli atenei di Louisiana Lafayette e Georgia State. La partita parte subito a ritmi elevati, quasi settanta punti equamente distribuiti tra le due squadre nei primi 20 minuti di gioco, con Lafayette University in vantaggio di uno, trascinata da uno Xavian Rimmer in tiratura deluxe, 27 punti e 4 rimbalzi per il junior. Per gli avversari, che non sono stati certo a guardare, c’è un Harrow in serata galattica (ben 37 punticini per il giocatore di GSU) a equilibrare il tutto. Partita sempre sul filo di lana, dove entrambe le squadre pensano solo a segnare più che a difendere e per almeno un quarto d’ora, è proprio Georgia State a trarne beneficio, visto il più undici toccato a cinque minuti dalla sirena finale. Poi, il disastro dei Panthers: in poco tempo Lafayette rimonta in sella, colpo su colpo, e a due centesimi dalla fine il layup di Mbamalu finisce dentro, 72 pari e overtime. La sfida finisce in mano a coloro che avevano pareggiato in zona Cesarini e, nonostante un super Harrow, gli ospiti devono dire addio al titolo e, molto probabilmente, anche al torneo NCAA.
Il career-high di Xavian Rimmer regala un miracolo sportivo a University of Louisiana-Lafayette…Magia della March Madness |espn.go.com