NCAA, i migliori prospetti della settimana

Le quotazioni delle possibili chiamate al Draft 2017

di Andrea Cassini, @AKCassini

Il duello tra Lonzo Ball e Markelle Fultz è l’highlight della settimana: UCLA per rimettersi in carreggiata dopo due sconfitte che ne hanno sporcato il record, Washington per limitare i danni in una stagione fallimentare. La differenza di livello tra le due squadre è troppa e la partita non comincia nemmeno, 107 a 66 per i Bruins il finale, ma i due freshmen fanno scintille. Ball ne mette 22 con 6 rimbalzi, 5 assist e 4 rubate, più un nobilissimo 4-7 dall’arco; quel tiro è brutto da guardare ma ormai ce ne siamo convinti, funziona. Fultz, dall’altra parte, è il solito one man show. Il tabellino recita 25 ma con 19 tentativi e 5 palle perse, segno che l’attacco degli Huskies proprio non gira. Per la probabile prima scelta al draft sono settimane magre nelle percentuali al tiro, gli Arizona Wildcats lo tengono addirittura sotto il 40%, e fatica specialmente a convertire nei pressi del ferro. Le conclusioni dalla distanza invece sono più precise e c’è la consueta minaccia di una tripla doppia ogni volta che allaccia le scarpe; nonostante questo la colonna verde di Washington è vuota dal 18 gennaio.

Tira il fiato anche Lauri Markkanen, lungo finlandese in odore di lottery pick, e le sue quotazioni calano. Più che di mano educata, nel suo caso si deve parlare di polpastrelli in possesso di un’istruzione universitaria – 48.7% complessivo da tre. Per la prima volta in stagione però le difese avversarie lo limitano due volte di fila alla singola cifra nei punti, soltanto 4 più 3 rimbalzi nella disfatta di Arizona in casa degli Oregon Ducks. Quando non riesce a mettersi in moto col tiro dalla distanza, emergono i limiti di Markkanen nel gioco sotto canestro.

Chi non ha problemi a muovere la retina, di recente, è Malik Monk. Le prodezze balistiche della guardia di Kentucky hanno fatto il giro del mondo dopo i 37 punti, con 7-11 dall’arco, che hanno piegato Georgia all’overtime. Peccato che oltre a cercare la realizzazione faccia poco altro, e appena perde smalto – 11 punti nella sfida successiva contro Florida – i Wildcats perdono. Il compagno De’Aaron Fox, che secondo alcuni mock draft gli è persino davanti, vanta un rendimento più regolare.

Restiamo tra le guardie. Dennis Smith Jr. l’ha fatto di nuovo. Dopo i 32 che stesero Duke ne mette 31 contro Miami, con ottime percentuali  e 9 assist. I suoi Wolfpack però vivono una settimana nera e ne perdono tre di fila, compreso una spettacolare overtime casalingo contro Syracuse.

Settimana impegnata per Josh Jackson e i Kansas Jayhawks, due vittorie  e una sconfitta all’overtime contro Iowa State. Contro i Cyclones tira male ma domina a rimbalzo, nel derby vincente contro Kansas State mette a posto la mano e conclude bene anche dall’arco. Il nativo di Detroit è protagonista anche nel prezioso successo contro Baylor, 23+10; i tiri liberi però rimangono un work in progress. Auguri alla franchigia che dovrà decidersi tra lui e Jayson Tatum; anche il freshman di Duke vive un buon momento, 19+14 nella vittoria esterna con Notre Dame, e nello spot di ala piccola la concorrenza non è al loro livello. C’è Jonathan Isaac da Florida State, che possiede movenze à la Kevin Durant e di cui si fa un gran parlare, ma passa dal 19+12 contro Syracuse ai miseri due punti nella vittoria su Clemson. Ha meno talento e i suoi Spartans non esaltano, tuttavia Miles Bridges è un’ala più costante, realizzatore affidabile e solido a rimbalzo. Con un buon 15+13 conduce i suoi nel derby contro i Wolverines, ma la rivincita della settimana successiva è un tracollo per Michigan State.

Registra il segno positivo anche il borsino di Tyler Lydon, ala sophomore di Syracuse con la stazza per farsi valere anche sotto canestro, dote che potrebbe portarlo ai margini della lottery. Tra gli arancioni la notizia calda sono i 43 punti del senior John Gillon, quelli dell’overtime contro NC State e Dennis Smith, ma Lydon macina canestri e rimbalzi nelle quattro vittorie in fila dei suoi, mettendo spesso il naso sopra quota 20.

Tra i lunghi, con Harry Giles ancora lontano dalla forma ideale, il nome nuovo è Justin Patton, centro longilineo che esordisce a Creighton dopo una stagione da redshirt. Il fisico non è ancora adatto agli standard NBA e il rendimento a rimbalzo ne risente, ma i Bluejays vanno bene e lui converte con insospettabile precisione nei pressi del ferro: 15 punti col 70% nella vittoria sui Butler Bulldogs, poi cinque stoppate nella sconfitta di misura contro Xavier. Edrice “Bam” Adebayo è un altro big man da tenere d’occhio, ben più massiccio del collega. A Kentucky è un po’ nascosto dalla nidiata di guardie e rischia spesso di uscire per falli, ma occupa il pitturato con grande energia. Le mani sono quadrate, ma potrebbe non interessare a chi lo sceglierà al draft. Per entrambi, l’upside e il possibile rendimento in difesa sono le note dominanti.

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