NCAA, i migliori prospetti della settimana

0

È in cima a tutti i mock draft, è la point guard del futuro, ma i suoi Washington Huskies hanno già mezzo piede fuori dal torneo NCAA. Il suo nome è Markelle Fultz ed è il freshman più caldo della nazione; con 37 punti, 8 rimbalzi e 5 assist due giorni fa ha battuto i Colorado Buffaloes in un monologo a base di tecnica e atletismo, protrattosi fino all’overtime. Coach Lorenzo Romar è noto per le sue doti di reclutatore, fu il primo a scommettere su Isaiah Thomas per dirne una, e pure con Fultz ha svolto un lavoro egregio, andandolo a pescare nel Maryland e battendo la concorrenza delle più quotate Kentucky e Louisville. Meno nobile è però la sua fama di allenatore in senso stretto. Non di rado gli Huskies si sciolgono nel finale di partita, privi di un’identità difensiva; il record recita 9-9, non sufficiente nell’ardua PAC-12. Fultz comunque ci prova, sicuro del futuro radioso che lo aspetta. Il suo gioco è già calibrato sulla NBA.

Stessa conference, diverse miglia più a sud. A UCLA è l’anno della Lonzo-mania, da quando il figlio e fratello d’arte che di cognome fa Ball è sceso da Chino Hills per cambiare la cultura della squadra. Una sola sconfitta in stagione per i Bruins, contro Oregon, e un gennaio da imbattuti. Utah ci ha messo del suo per impegnarli nel confronto di sabato, con la sua difesa a cinque stelle, ma si è arresa di un punto nel finale. Per Lonzo Ball solita giornata in ufficio: 17 punti, 8 assist, 6 rimbalzi, 5 rubate. È un fantasista con un gioco totale, à la Jason Kidd, con lunghe leve e fiducia spropositata. Il fisico si farà.

Per il draft 2017 ci si aspetta una nidiata di guardie di talento, in linea con le tendenze della lega, ma scendendo nel ranking spicca la lotta per il titolo di migliore ala. Si contendono l’alloro Josh Jackson e Jayson Tatum, simili per struttura e caratteristiche. Il primo è il tuttofare dei vincenti Kansas Jayhawks; contro Iowa State non vede il canestro e ha problemi di falli, ma trova comunque il modo di contribuire con 5 assist, 8 rimbalzi e la solita presenza in difesa. Tatum è un tiratore più tecnico ma pure lui litiga coi ferri in settimana, appena 11 punti nella cocente sconfitta che Louisville impone ai suoi Blue Devils.

Non ci dimentichiamo dei lunghi. Restiamo a Duke per trovare Harry Giles, ancora a mezzo servizio mentre smaltisce i postumi dell’operazione al ginocchio – la terza nel giro di pochi anni. 7 punti e 6 rimbalzi per lui contro i Cardinals, ben lontano dal suo potenziale; le sue quotazioni in vista di giugno non accennano a risalire. Non potrebbero andare meglio, invece, quelle di Lauri Markkanen, dalla A2 finlandese a dominare sotto il sole dell’Arizona nel giro di un semestre. Nel derby contro Arizona State fa quel che vuole sotto i tabelloni, 8-11 al tiro e 8 rimbalzi, poi raggiunge il totale di 30 punti con la solita, impressionante precisione dall’arco. Le sue prospettive in NBA sono incerte, servono piedi più veloci e gambe più scattanti, ma finché resterà ai Wildcats il giocatore è tutto da gustare.

Dennis Smith di North Carolina State ne mette 31 di domenica e rifiata il martedì, fermandosi a 11 contro Pittsburgh. La squadra però compie il percorso opposto, perde la prima e vince la seconda. La guardia, che gioca nello stato natio, è solida come poche altre e ha gli occhi puntati su Fultz. A Kentucky di point guard minacciose ce ne sono addirittura due, Malik Monk e De’Aaron Fox, che mirano a ricreare il tandem composto da Eric Bledsoe e John Wall qualche anno fa. I Wildcats sono la solita corazzata e i due si alternano nelle serate di grazia, da buoni amici. Contro Mississippi State è Fox a fare la voce grossa con 21 punti ma il dato degli assist è in calo dalle cifre straordinarie di inizio stagione. Monk è un realizzatore più prolifico e un tiratore sopra la media, 40% abbondante coi piedi dietro l’arco, nonostante spesso abusi della conclusione dalla distanza.

Tra coloro che lottano per una chiamata tra le prime 15, di sicuro Ivan Rabb non vuole arrivare a giugno con dei rimpianti. Il lungo dei California Golden Bears faticherà a trovare il suo spot tra i professionisti, a metà strada tra il 4 e il 5, ma la sua propensione al rimbalzo è notevole. Ne raccoglie 12, accompagnati da 14 punti, mentre i suoi regolano Washington State, non lontano dal record di 20 fatto registrare a inizio mese contro UCLA.