NCAA – Ohio State e Maryland fanno trionfare la Big 10

Netto successo anche di Purdue, sui campioni uscenti di Virginia. Duke e Louisville conferme dell’ACC.

di Andrea Indovino, @Andreaind3

Va in archivio il ventesimo ACC/Big 10 Challenge della storia, ormai appuntamento fisso della stagione del college basket. A vincere, è la Big Ten per 8-6: decisive le gare di questa notte, un 4-2 che mette spalle al muro l’ACC.

Di seguito, il resoconto del torneo, con conferme e qualche sorpresa. Ohio State, la squadra del momento, spazzola a domicilio i Tar Heels 74-49, con una grande prestazione difensiva. Non che l’attacco giri male, anzi. I Buckeyes bombardano da 3 gli avversari, seppellendoli sotto 10 triple (su 26 tentativi). Sugli scudi Duane Washington jr (18), promettente sophomore da Grand Rapids. UNC si lecca le ferite, incassando la brusca sconfitta e dovendo fare i conti con l’infortunio alla caviglia di Armando Bacot. Cole Anthony, 15 punti con 4/15 dal campo, non può sempre – da solo – caricarsi sulle spalle il peso offensivo della squadra di Roy Williams.

Si conferma regina (#1 del ranking della Division I) Lousville, che sotterra Michigan 58-43. Jordan Nwora (22, e 12 rimbalzi) dimostra ancora di essere efficacissimo su ambo i lati del campo, ben coadiuvato dalla coppia Enoch-Sutton, capaci di essere decisivi nei momenti cruciali del match. I Cardinals evidenziano tutta la propria forza contro un avversario, Michigan, giunto al torneo sulle ali dell’entusiasmo avendo trionfato, con merito, nel Battle 4 Atlantis.

Duke, college dal sangue blu, manifesta di aver digerito senza effetti collaterali l’upset targato SFA, e domina contro una Michigan State colpita da sindrome di Peter Pan. Senza il freshman Cassius Stanley, realizza comunque 87 punti. Tre Jones e Vernon Carey ‘supereroi’, il primo dipingendo pallacanestro e facendo girare con il timing giusto la squadra, il secondo dominando il pitturato.

Chi esce con le ossa rotte dal Challenge, è Virginia, i campioni uscenti. Nella tana dei Boilermakers, segnano la miseria di 40 punti: per una volta, sono i Cavaliers a provare cosa significhi scontrarsi contro un muro difensivo, questa volta eretto dagli avversari, Purdue. Sasha Stefanovic tira 6/10 da tre, aggiornando il proprio career-high a 20, con Jahaad Proctor e Trevion Williams a colpire ripetutamente dall’area. Virginia, che ruota in 6, palesa limiti strutturali nell’attuale roster, con la mancanza di un go-to-guy dal quale rifugiarsi quando il gioco si fa duro. Non basta Mamadi Diakitè, unica luce sul cielo cupo di Charlottesville.

Chi continua a correre, è invece Maryland, che sale 9-0. I Terrapins centrano la miglior partenza dalla stagione 1998/99, e lo fanno schiacciando i malcapitati Notre Dame Fighting Irish. Per una volta, non è Anthony Cowan jr il giustiziere (9), bensì Jalen Smith che sciorina una prestazione con i fiocchi. 15 punti, 16 rimbalzi e 5 stoppate. E’ terza nel ranking, perchè ha un core di tutto rispetto: Ayala, Wiggins, Morsell garantiscono punti e buone dosi di difesa.

Questi gli altri risultati: Indiana-Florida State 80-64, Illinois-Miami 79-81, Syracuse – Iowa 54-68, Boston College – Northwestern 62-84, North Carolina State – Wisconsin 69-54, Penn State – Wake Fcoorest 76-54, Georgia Tech – Nebraska 73-56, Pittsburgh – Rutgers 71-60, Minnesota – Clemson 78-60.

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