NCAA, tanti cambi di allenatori in questa estate

NCAA, tanti cambi di allenatori in questa estate

Sono passati cinque mesi dal titolo di Virginia, ma la NCAA non si è fermata.

di Massimiliano Zanotti

Nei 5 mesi trascorsi dal titolo di Virginia, il mondo NCAA apparentemente calmo in realtà è stato in fermento con reclutamenti, trasferimenti e ben 59 cambi di allenatore, 18 dei quali tra squadre appartenenti alle cosiddette Power Conference.

Gli appassionati di NBA ricorderanno Avery Johnson come giocatore di successo a San Antonio e poi come allenatore dalla carriera incerta prima a Dallas e poi a New Jersey/Brooklyn mentre chi segue la NCAA lo ricorderà come una meteora sulla panchina di Alabama.

I Crimson Tide non sono sicuramente una squadra dalla grande storia ma l’essere riuscito in un quadriennio a portare la squadra solo ad un Tournament per di più con un record nelle partite della SEC sotto al 50% gli è costata la panchina.

Al suo posto è arrivato Nate Oats che in 4 anni è invece riuscito a portare la modesta Buffalo per 3 volte a Torneo NCAA, passando addirittura il turno nelle ultime 2 edizioni.

cloudinary.com

Un altro grande ex-giocatore NBA, Chris Mullin, lascia la panchina della sua alma mater St.John’s, ma in questo caso è lui a dimettersi per motivi personali dopo aver migliorato anno dopo anno il record di vittorie (fu allenatore anche di Mussini).

Emblematica per significare il rapporto che si crea tra i giocatori ed il college, una delle frasi di Mullin: “I am forever grateful to St. John’s for giving me the opportunity to hear Carnesecca Arena and Madison Square Garden roar again for college basketball and especially for our players. I will always support St. John’s University in keeping our basketball tradition alive!”

La panchina dei Red Storm è stata affidata a Mike Anderson, licenziato da Arkansas.

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Per due ex pro che lasciano l’NCAA altri cinque si siedono per la prima volta su una panchina collegiale: Jerry Stackhouse a Vanderbillt, Juwan Howard a Michigan, Lindsey Hunter a Mississippi Valley State, Aaron McKie a Temple e Mark Madsen a Utah Valley.

Dei 4 quello con la maggior responsabilità è sicuramente Howard che torna alla sua alma mater nella quale giocò insieme agli altri FabFive (Chris Webber, Jalen Rose, Jimmy King e Ray Jackson) con l’obiettivo di mantenere i Wolverines nella carreggiata creata negli ultimi 12 anni da coach John Beilein ora seduto sulla panchina NBA di Cleveland.

Juwan ha maturato una discreta esperienza come assistente dei Miami Heat ma la storia insegna che non sempre il passaggio dai pro sia facile anche perché per avere i ragazzi in palestra devi fare un buon recruit.

Stackhouse ai Commodores difficilmente potrà far peggio di quel Bryce Drew che nella conferenza stampa di presentazione ai giornalisti aveva modestamente detto “No Vanderbilt team has ever made it to the Final Four, and we would like to be that first Vanderbilt team.” per poi essere licenziato al terzo anno di contratto dopo una stagione da 9-23 e 0-18 nella SEC.

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Quello scorso è stato un anno travagliato per la prestigiosa UCLA che in preseason era al #21 salvo poi licenziare coach Steve Alford già a Dicembre al termine di una umiliante sconfitta casalinga di 15 punti subita da parte della modestissima Liberty, la goccia che ha fatto traboccare il vaso già riempito dalle pesanti sconfitte di 20 punti con Michigan State, di 16 con North Carolina, di 14 con Ohio State e di 29 con Cincinnati. Il suo successore è proprio Mick Cronin, l’allenatore dei Bearcats con i quali dal 2010 ha sempre ottenuto almeno 22 vittorie ed un posto al Tournament NCAA (dove però ha sempre faticato).

Texas A&M è un college dalla modesta storia ma che ha deciso di investire sul futuro strappando coach Buzz Williams a Virginia Tech a suon di dollari, esattamente 3,8mln a stagione, che lo proiettano nella top10 degli allenatori più pagati della NCAA.  Buzz sostituisce Billy Kennedy vittima di un anno di transizione affrontato senza 4 dei titolari che l’anno prima aveva portato alle Sweet Sixteen.

Sulla panchina che era di Williams ora siede Mike Young che nelle ultime 10 stagioni è riuscito a portare la piccola Wofford per 5 volte al Tournament, l’anno scorso addirittura fino al secondo turno.

athlonsports.com

Prima di andare a guidare i Chicago Bulls, Fred Hoiberg aveva avuto una buona carriera ad Iowa State prima come giocatore e poi come allenatore, ma se abbiamo detto che l’esperienza su una panchina pro non è automaticamente di aiuto nei college, è vero anche il contrario ed i suoi tre anni abbondanti ai Bulls rimarranno negli annali solo per il titolo di peggior allenatore NBA del 2017.

Hoiberg torna su una panchina NCAA sedendosi su quella di Nebraska, un college che non gli creerà grosse pressioni visto che negli anni 2000 è andato al Tournament solo in un’occasione.

A riprova del fatto che nella NCAA i risultati generano opportunità, ci sono diversi giovani coach che fanno importanti salti: oltre al citato Nate Oats, dopo 3 postseason consecutive T.J.Otzelberger passa da South Dakota State a UNLV mentre John Brannen da Northern Kentucky va a Cincinnati e Ron Hunter si sposta da Georgia State a Tulane.

Ma anche in questo ambiente il nome è di aiuto e Patrick Beilein, figlio del citato John andato ai Cavs, passa dalla panchina di Le Moyne di Division II a quella di Niagara, un piccolo college dell’altrettanto piccola Metro Atlantic Athletic Conference.

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