NCAA, The italian Job

La stagione degli italiani impegnati nei college statunitensi

di Andrea Cassini, @AKCassini

I Rhode Island Rams stanno lottando per uscire dalla bubble e guadagnarsi un posto nel tabellone del torneo nazionale e quattro vittorie in fila sono un bel trampolino di lancio. Contro Davidson, l’università che fu di Steph Curry, il nostro Nicola Akele non incide sulle statistiche ma si rifà con gli interessi in casa di UMass. Coach Dan Hurley è in emergenza falli, il lungo Kuran Iverson li spende tutti e cinque, e Akele gioca 18 minuti in uscita dalla panchina. Oltre al season high di 12 punti, frutto di ottime percentuali al tiro, cattura sei rimbalzi e ruba tre palloni. Una prestazione da incorniciare ma che non si ripete quattro giorni dopo. Contro Dayton realizza solo un gioco da tre punti e i Flyers beffano Rhode Island con un canestro a 10 secondi dalla sirena. La striscia è interrotta.

Anche i Roadrunners di San Antonio spezzano la loro streak, stavolta negativa. Arrivano due successi autorevoli ma Giovanni De Nicolao sembra lontano dall’affidabilità dimostrata nel mese di gennaio. La precisione al tiro desta qualche preoccupazione. Contro UAB ne mette 12 ma con lo stesso numero di tentativi, contro Southern Miss addirittura non muove la retina nemmeno ai liberi: 0-10 dal campo e 0-3 coi piedi dietro l’arco, non ha ancora messo a segno una tripla a febbraio. Tuttavia resta il playmaker titolare della squadra e distribuisce assist in buona misura – 5 di media nelle ultime partite –, coach Frank Wilson continua a dargli fiducia con minutaggi importanti.

Solito rendimento altalenante per Federico Mussini a St. John’s, e non potrebbe essere altrimenti coi compagni di reparto LoVett e Ponds che viaggiano a suon di ventelli. Il tempo concessogli da coach Mullin però è in risalita e lui ne approfitta lasciando il segno col marchio di fabbrica, il tiro dalla distanza. La sua serata migliore però coincide con una sconfitta, quella in casa di Villanova. I 24 minuti sul parquet sfiorano il massimo in stagione, gli 11 punti col 50% dall’arco sono un bel bottino. Nell’ultima sfida, quella vincente contro i pirati di Seton Hall, è Amar Alibegovic l’italiano a mettersi in mostra: 7 punti e 3-4 al tiro.

Si è rivelato un fuoco di paglia il rientro col botto di Giacomo Zilli, di cui vi avevamo raccontato nella scorsa puntata. Il friulano di UNC Asheville accusa il riacutizzarsi del dolore che l’ha tenuto ai box e il coach lo impiega col contagocce. Assiste dalla panchina alla spettacolare vittoria contro Winthrop, dopo due overtime, e festeggia per i suoi Bulldogs che navigano a gonfie vele con un record di 20-7 e 7 successi consecutivi.

Nulla di nuovo per Roberto Vercellino, solo scampoli di partita per lui a Northern Colorado nelle ultime settimane, mentre Mattia Da Campo si toglie un paio di soddisfazioni. Nella comoda vittoria contro Chicago State e quando il punteggio è ormai compromesso in casa di UMKC, coach Cameron Dollar decide che è tempo di lasciare spazio all’italiano. Mattia lo ripaga con 5 e 7 punti, quasi perfetto al tiro, presente anche a rimbalzo. Meno felice la situazione di Scott Ulaneo, che come lui ha compiuto il percorso Stella Azzurra-Seattle Redhawks; è leggermente sceso nelle gerarchie dei lunghi, tuttavia il sostanzioso 6+5 contro Utah Valley fa ben sperare.

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