NCAA Weekly Recap: fate pure 19 (and counting) per Syracuse, Michigan ribalta la stagione in 7 giorni

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Continua il viaggio di Basketinside.com tra le “power-conferences” d’America, con un quadro di insieme che inizia a comporsi in modo interessante. Arizona, Syracuse e Michigan State le corazzate, ma non solo: parte questa settimana un breve focus sulle mid-major, con la sorprendente Wichita State in testa. A cura di Alberto Buffin e Davide Fina. Rankings a cura di ESPN. seattletimes.com Big 12 Settimana senza particolari scossoni in Big 12, con pochi colpi di scena e rinnovate certezze. Baylor (#24, ma ancora per poco) conferma, suo malgrado, il periodo negativo e precipita definitivamente: in settimana, arrivano altre due sconfitte, contro Kansas e Texas, segnando forse il tramonto delle speranze Bears per questa stagione. A meno di sussulti al torneo di conference. L’altra nota negativa della settimana è Kansas State, che fallisce la prova della verità per la consacrazione tra le contender della conference. I Wildcats (#22) erano impegnati nelle due difficili trasferte contro Texas e Iowa State: con i Longhorns cadono sulla sirena con un buzzerbeater, con i Cyclones evitano l’imbarcata e tornano sotto nel finale, ma non riescono a trovare il colpaccio. Complici Foster e Gipson, i due migliori marcatori stagionali di Kansas State, che viaggiano a corrente alternata, i Wildcats dovranno rimboccarsi le maniche per tentare il rilancio. Chi invece esce dalla crisi è proprio Iowa State (#16), che dopo tre sconfitte consecutive (le uniche in tutta la stagione) ritrova il sorriso: nel successo su Kansas State, dominante Melvin Ejim con 20 punti e 9 rimbalzi, preciso al tiro Niang (18 punti con il 50% al tiro) e fondamentale Hogue con il suo lavoro sotto i tabelloni (12 rimbalzi). Tutto facile il compito della #25 Oklahoma, che si sbarazza delle due squadre materasso TCU e Texas Tech e si prepara alla sfida casalinga contro i rivali statali di Oklahoma State: Cowboys che sono reduci dalla vittoria contro West Virginia, caratterizzata dalla frustrazione e dal nervosismo di Marcus Smart, autore di una prestazione disastrosa (forse la prima in stagione)… I Sooners sono avvisati, Smart ha qualcosa da farsi perdonare. Settimana agevole per Kansas (#8) che prima contribuisce alla crisi di Baylor, poi passeggia in casa di TCU (27 punti di un autorevole Wiggins) e prosegue al comando solitario della conference con un record di 6-0, in attesa del doppio confronto impegnativo con Iowa State e in casa di Texas. Texas che è la sorpresa autentica delle ultime settimane: dopo un avvio complesso nelle sfide di conference, arrivano ben cinque successi consecutivi, gli ultimi in ordine di tempo contro Kansas State e in casa di Baylor. Contro i Wildcats, abbiamo già accennato poco sopra ad una vittoria in volata, il cui artefice si chiama Jonathan Holmes: prestazione in sordina per l’ala nativa di San Antonio, ma è sua la tripla che scrive i titoli di coda e finalizza l’ottimo lavoro di Felix (23 punti) e Ridley (18 punti e 6 rimbalzi); Longhorns che si ripetono in casa di Baylor, con un mostruoso Isaiah Taylor da 27 punti e, per la prima volta nella storia dell’ateneo, centrano tre vittorie consecutive contro squadre appartenenti al ranking delle Top 25. Big 12 Big East Settimana importante in Big East, con due conferme importanti e un quadro della situazione piuttosto chiaro. Le due conferme in questione sono Providence e Creighton, vere mattatrici della settimana: iniziamo con i Black Friars, che allungano la loro striscia a 5 successi consecutivi grazie ai successi interni su Butler e Xavier. Più di quello contro i disastrosi Bulldogs, pesa tanto la vittoria sui Musketeers di Xavier, che è sulla carta una potenziale contender per il titolo di conference: Providence si impone grazie al suo sistema ben equilibrato e a possessi costruiti con pazienza, puntando sulla fisicità di Henton (23 punti e 11 rimbalzi) e l’estro e la leadership di Cotton (25 punti e 7 assist, con 0 palle perse). Era dal 2004 che Providence non poteva vantare una striscia così lunga di successi in sfide di conference e, senza particolari aspettative, si trova ora con un ottimo record complessivo di 15-5, da consolidare ora con qualche prova di carattere lontano da casa. Vanno ancora più forte i Blue Jays di Creighton che, dopo lo scivolone di settimana scorsa proprio in casa di Providence, vincono con una grande prova di superiorità in casa di Villanova. Il punteggio finale (96-68) parla chiaro, ma forse non rende l’idea della serata di grazia di McDermott e compagni: Creighton stabilisce il nuovo record della Big East per triple di squadra in singola partita (addirittura 21), e uno dei principali responsabili è Ethan Wragge, che ne mette a segno 9 e pareggia il record dell’ateneo su singolo incontro (detenuto da Kyle Korver, oggi in NBA). Villanova (#4) mai in partita, e i 23 punti di McDermott sono la ciliegina sulla prima sconfitta in Big East dei Wildcats. Blue Jays che non si scompongono neanche davanti a Georgetown e si portano al comando della conference con un record di 7-1, con una schedule delle prossime 4 partite piuttosto abbordabile (almeno in teoria). Xavier e Villanova, le due “sconfitte” della settimana, rimangono comunque ai vertici della conference: i Musketeers del talentuoso Christon escono leggermente ridimensionati dalla trasferta di Providence, ma hanno dalla loro un record (5-2) che vale il momentaneo terzo posto in Big East, alle spalle proprio dei Wildcats, vittoriosi nella notte in overtime sul campo di Marquette (30 punti di Bell, 20 con 11 assist di Arcidiacono). Nota di colore, batte un colpo St.John’s (alleluia) che trova le prime due vittorie in sfide di conference contro Seton Hall e Butler. Big East Pac-12 Nessuna novità particolare in Pac-12, con Arizona (#1) che continua ad asfaltare chiunque: 19esima vittoria consecutiva per i Wildcats, che pareggiano la striscia di vittorie più lunga nella storia dell’ateneo grazie al successo interno contro Colorado, ormai condannata a una stagione fallimentare dall’infortunio di Dinwiddie. Alle loro spalle rimane California (5-1 il record di conference) che va però a perdere inopinatamente sul campo di USC, regalando ai Trojans la prima gioia in Pac-12 (e forse anche l’unica): nonostante un ottimo Cobbs da 22 punti e 6 assist, i Golden Bears non riescono a rientrare su USC che scappa già nel primo tempo e amministra fino alla fine senza troppe difficoltà. Al terzo posto nella conference c’è UCLA, impegnata in settimana nella facile sfida casalinga contro Stanford: Bruins che dominano dall’inizio alla fine e griffano la vittoria grazie al careerhigh di Tony Parker (22 punti con 7 rimbalzi) e ai 19 punti del solito Jordan Adams. Altra squadra in ottima forma è Washington, che in settimana regala delusioni allo stato dell’Oregon: gli Huskies trovano infatti due vittorie filate con Oregon State (32 punti e 5 rimbalzi per WilliamsGoss) e Oregon (23 del topscorer stagionale C.J. Wilcox). Davvero inspiegabile l’involuzione tecnica di una squadra molto interessante come Oregon che, dopo aver anche occupato la settima posizione del ranking di ESPN, si trova ora alla quinta sconfitta consecutiva in Pac-12 ed è assolutamente chiamata ad una reazione contro i modesti avversari di Washington State. Stagione compromessa per i Ducks, che a meno di un torneo di conference importante, hanno probabilmente buttato via l’accesso al torneo NCAA. Chi invece ritrova il filo del discorso è Arizona State che, dopo le sconfitte con UCLA e Arizona, riprende a macinare gioco contro Utah e Colorado: tutto facile con i disastrati Buffaloes, vittoria invece sofferta contro gli Utes (79-75), che partono fortissimo nel primo tempo andando avanti anche in doppia cifra grazie al solito Loveridge, i Sun Devils risorgono dopo l’intervallo sulle ali di un Jahii Carson da 23 punti e 8 rimbalzi. Pac-12 ACC Non si ferma davvero più Syracuse, numero 2 del ranking. Dopo la vittoria su Pittsburgh, gli Orange regolano anche Miami grazie all’allungo in clutch time firmato Fair ed Ennis. ‘Cuse vince 64-52, protagonista Jerami Grant con 16 punti ed 8 rimbalzi. Non si ferma Pittsburgh, finalmente rankata (alla n.20), e batte Maryland e Clemson, consolidando la seconda piazza nell’ACC. Importanti vittorie anche per #20 Duke, che sotto gli occhi di LeBron James, Dwyane Wade e Kobe Bryant annichilisce Miami (67-46, Jabari Parker impressiona con 17 punti e 15 rimbalzi), e poi si sbarazza di FSU in casa (56-78, protagonista Rodney Hood con 18 punti e 9 rimbalzi). ACC American Athletic Un solo match nella settimana di Cincinnati, numero 12 del ranking ESPN. I bearcats affrontavano UCF, in una sfida non semplicissima per la banda dell’Ohio. 69-51 il risultato finale, per una Cincinnati guidata all’undicesima vittoria di fila dal solito Justin Jackson, 12 punti e 7 stoppate. Non molla nemmeno Louisville, numero 14 del ranking, che asfalta South Florida per 86-47. Harrell è il dominatore della contesa, con 14 punti e 10 rimbalzi. Stay tuned, perché la prossima settimana vi racconteremo il big match in vetta tra Bearcats e Cardinals, con tante sfide nella sfida come Kilpatrick v. Smith e Jackson v. Harrell. Ne vedremo delle belle. Dietro, facili vittorie per Southern Metodist (contro Hofstra e Rutgers) e Memphis (la numero 23 del ranking schianta Houston 82-59, Joe Jackson mattatore con 18 punti, 7 assist e 3 rubate), mentre rinasce UConn con 2/2 in settimana (contro Temple e Rutgers). American Athletic Big 10 Michigan è la squadra più calda dell’NCAA. Dopo aver battuto Wisconsin la scorsa settimana, i Wolverines fanno 2/2 contro le rankate Iowa e MSU. Nel derby, i blue ‘n’ yellow silenziano gli Spartans con una grande prova di carattere, in un match comunque privo di grandi protagonisti (McGary per Michigan, Dawson e Payne per MSU). 80-75 per Michigan recita il risultato finale, con la palma di MVP che finisce nelle mani dell’uomo che non ti aspetti, Derrick Walton Jr. che con 19 punti (di cui un paio davvero pesanti), 6 rimbalzi e 4 assist spacca la partita. Un Gary Harris da 27 punti e 5 rimbalzi non è sufficente a fermare il cammino perfetto dei rivali in quanto a partite divisonali (7-0 i Wolverines quando affrontano compagini della Big 10). Contro Iowa (e contro un Aaron White che chiude a 17 punti, 7 rimbalzi e 4 assist) invece, a chiudere la pratica è “The Canadian Iceman” Nik Stauskas, autore di 26 punti, 5 assist e 5 rimbalzi. Precipitano invece Wisconsin e Ohio State, la prima scendendo alla #9, la seconda addirittura unranked, scelta forse un po’ troppo eccessiva. Innegabile è però, che le due compagini stiano attraversando un brutto periodo, e le ultime vittorie (72-58 contro Purdue per i Badgers, 62-55 contro Illinois per i Buckeyes) non schiariscono di certo l’orizzonte. Prima delle ultime gioie infatti, erano arrivate due sconfitte evitabili (81-68 in trasferta contro Minnesota per Wisconsin, 68-62 sempre in trasferta contro Nebraska per Ohio State). Big 10 SEC Sono Kentucky e Florida a spiegarla nella Southeastern, con 2 vittorie a testa nella settimana NCAA. I Wilcats si sono prima imposti 68-51 su Texas A&M (Randle 13 punti e 11 rimbalzi), per poi vincere contro Georgia. Punteggio finale che recita 79-54, con il solito Randle protagonista (14 punti e 9 rimbalzi). I Gators invece hanno dovuto superare le resistenze di Tennessee ed Alabama per mantenersi in vetta alla SEC, e continuare imbattuta nella division (6-0 contro avversarie divisionali). Settimana a targhe alterne invece per Missouri, prima sconfitta con LSU e poi vittoriosa contro South Carolina. Attualmente unranked, i Tigers di Jabari Brown si candidano comunque al ruolo di mina vagante a Marzo. SEC FOCUS ON MID-MAJORS: La storia del basket NCAA ci racconta che, durante una lunga ed insidiosa stagione che culmina nella March Madness, conta più di tutto il talento, l’esperienza e l’organizzazione. Caratteristiche queste riscontrabili soprattutto nei grandi programmi sportivi dei grandi atenei: North Carolina, Syracuse, Kentucky, Michigan State, Indiana, Duke, e potremmo continuare con altri nomi altisonanti della nobiltà collegiale. Tuttavia, Marzo vuol dire “follia”, e la storia recente del torneo NCAA è fatta di tante cinderellas, squadre che vivono una cavalcata gloriosa e imprevedibile, guastando inevitabilmente i piani degli atenei blasonati. A far saltare il banco sono le cosiddette midmajors, ovvero le università non appartenenti alle powerconferences: tanto per fare degli esempi, è questo il caso di Gonzaga (Sweet Sixteen nel 2006 e nel 2009), George Mason (Final Four nel 2006), Butler (due finali nazionali consecutive nel 2010 e nel 2011), VCU (un’apparizione alle Final Four, anche lei nel 2011), Florida Gulf Coast (clamorosa sorpresa dell’anno scorso, giunta fino alle Sweet Sixteen) e Wichita State (Final Four allo scorso torneo). Ed è proprio il caso di spendere due parole (che colpevolmente non abbiamo mai speso finora) proprio sui Wichita State Shockers: sono infatti loro la terza squadra ancora imbattuta della Division I, insieme ad Arizona e Syracuse, con un record di 21 vittorie e 0 sconfitte. Certo, giocare nella Missouri Valley Conference non è esattamente come farlo nella Big Ten o nella ACC, ma gli Shockers occupano la quinta posizione del ranking, e sembrano avere delle carte in regola importanti: in primis, l’esperienza acquisita dal roster nella gloriosa cavalcata dell’anno scorso, terminata alla semifinale nazionale persa in volata con Louisville. Da un punto di vista strettamente tecnico, Cleanthony Early e Ron Baker: senior il primo, sophomore il secondo, ala Early e guardia Baker, sono loro due i top scorer della squadra, di fatto le uniche garanzie sempre in doppia cifra. Difficile dire quanto potrà durare l’imbattibilità e fin dove potranno arrivare al torneo NCAA, ma con l’atletismo di Cotton e l’intelligenza di VanVleet a supporto dei due gotoguy, l’ondata degli Shockers potrebbe essere uno tsunami. Un’altra midmajor particolarmente interessante è San Diego State (#7), di cui abbiamo già trattato nelle scorse settimane nella Mountain West Conference, che cavalca un record di conference di 7-0: in settimana, grande prova di carattere sul difficile campo di Utah State, dal quale escono con una vittoria in overtime trascinati dai 31 punti del solito Xavier Thames. Attenzione agli Aztecs, realtà sempre più interessante che ha perso solo una volta in stagione, contro Arizona…Da lì in poi, non si sono più fermati, e sono a quota 17 vittorie consecutive. Infine, meritano una menzione anche due squadre provenienti dalla Atlantic-10: da questa conference sono passate Butler e Xavier, ed attualmente sono presenti squadre interessantissime come VCU (già citata sopra), Richmond, George Washington, Massachusetts e Saint Louis, tutte in lotta per la vetta. Le più accreditate sono attualmente UMass (#13 della nazione) e Saint Louis (#19), entrambe con due sole sconfitte in tutta la stagione (per Massachusetts, una è appena arrivata all’interno delle sfide di conference, contro Richmond). I Minutemen di UMass possono vantare un terzetto molto equilibrato ed eterogeneo: Chaz Williams (15.8 punti e 7.3 assist), Sampson Carter e Cady Lalanne (14 punti e 9.3 rimbalzi) sono i tre migliori marcatori della squadra, rispettivamente col ruolo di guardia, ala e centro. Nelle realtà medio-piccole, è facile trovare giocatori che completano il loro percorso collegiale, ed ecco che Williams e Carter sono senior, così come l’intero quintetto dei Billikens di Saint Louis: l’ateneo è reduce da due apparizioni consecutive al torneo NCAA con due eliminazioni al terzo turno, e punta a concludere il ciclo iniziato quattro anni fa da questo gruppo di ragazzi. L’uomo da cui dipendono gran parte delle speranze dei Billikens è Dwayne Evans, ala da 15 punti e 6 rimbalzi di media, coadiuvato da Jordair Jett, guardia da 12 punti, 4 rimbalzi e 5 assist ad uscita. Al di fuori delle conference principali, queste sono le squadre che si sono maggiormente messe in evidenza, e le terremo d’occhio anche nelle prossime settimane, dando conto di tutte quelle realtà che avanzano pretese per un posto al torneo. Siamo pronti a scommettere che nella follia di Marzo, sarà qualcuna di loro a diventare cinderella.

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