NCAA Weekly Recap: North Carolina e Memphis compiono l’impresa, per Michigan State e OKSU l’upset è servito

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Cade la regina MSU, Kansas capitola contro Colorado, Baylor s’impone su Kentucky: tante le sorprese nella scorsa settimana di NCAA. Rankings a cura di ESPN. Scritto da Davide Fina e Alberto Buffin. lastwordonsports.com Big 12 Proseguono i colpi di scena in Big 12 dopo lo scivolone eccellente di Kansas della scorsa settimana: rimane ad oggi una sola squadra imbattuta nella conference, ovvero i sorprendenti Iowa State Cyclones. I ragazzi di coach Hoiberg si mantengono infatti alla posizione #17 del ranking di ESPN, arrivando al record di 7 vittorie e 0 sconfitte, il miglior avvio di stagione degli ultimi dieci anni al campus di Aimes, Iowa. I Cyclones sono la quarta squadra in nazione per numero di rimbalzi a partita (addirittura 46.3 di media), la terza per numero di assist (19.9) e il secondo miglior attacco con 91.7 punti ad uscita: se è vero che “non c’è due senza tre”, Iowa State punta fortissimo alla terza apparizione consecutiva al torneo NCAA. E i mezzi per farlo sembrano esserci: il giocatore di riferimento è Melvin Ejim, ala al suo ultimo anno che viaggia quasi in doppia doppia di media (18 punti e 7.8 rimbalzi a partita); attenzione però a non sottovalutare la pericolosità dell’intero roster, atleticamente dotato grazie anche a Georges Niang e Dustin Hogue (22 punti e 16 rimbalzi nella sfida del Big 12-SEC Challenge contro Auburn, 17 con 14 rimbalzi contro Northern Iowa), sempre più in ascesa. Ma la storia della settimana è sicuramente Baylor che, dopo essere scivolata al 20esimo posto del ranking, si prepara a scalare posizioni prepotentemente grazie alla vittoria contro i blasonati Kentucky Wildcats (#3). I Bears tornano dalle Hawaii (avevano preso parte al Maui Invitational la scorsa settimana) demolendo la mediocre Hardin-Simmons (104-59) e mettendo un tassello importante per la Big 12 nella sfida contro la SEC: nonostante un pessimo 18% di squadra al tiro da tre punti, Baylor realizza un parziale letale di 15-5 nel finale di partita trascinata dall’atletismo dei suoi uomini di punta. I Bears si aggrappano sempre alla coppia di lunghi Austin-Jefferson, ma attenzione alla verve di Kenny Chery, playmaker al terzo anno arrivato da State Fair Community College (18 punti e 5 assist per lui, ma per un recap più approfondito vi rimandiamo ). In settimana bene anche Oklahoma e soprattutto Texas, che vince con Vanderbilt e Temple (quest’ultima in overtime), ma le due sorprese, in negativo, sono invece Oklahoma State e Kansas. I Cowboys di Marcus Smart (ora alla posizione #9) vincono agevolmente contro South Carolina nella sfida contro la SEC, ma prima perdono la loro imbattibilità nella finale dell’Old Spice Classic: nel rematch della sfida del 19 Novembre contro i Memphis Tigers (#21 del ranking), Oklahoma State questa volta è costretta ad arrendersi col punteggio di 73-68, complice un opaco Smart da soli 12 punti e reo di due pesanti palle perse nei possessi decisivi. I Jayhawks di Andrew Wiggins scivolano invece al sesto posto del ranking (causa la sconfitta di settimana scorsa con Villanova) e probabilmente scenderanno ancora, dopo il tonfo in casa dei Colorado Buffaloes; Kansas fatica infatti a trovare continuità, e anche quando vince lo fa in modo stentato (come dimostra il 67-63 ai danni di UTEP di qualche giorno fa). E nella bolgia di Boulder, Colorado, è il solo Wiggins che tenta di salvare la baracca con una prestazione da 22 punti e 5 rimbalzi: i Buffaloes sfruttano però il fattore campo e dominano dall’inizio alla fine, costringendo i ragazzi di coach Self ad una gara in rimonta frustrata da un buzzer-beater vincente. Big 12 Big East Settimana incolore per le squadre della rinnovata Big East con più bassi che alti. La vera delusione è Marquette, in picchiata dall’inizio della stagione, ora uscita dalle Top 25: se può ampiamente starci la sconfitta di misura sul campo di Wisconsin (#8 del ranking ed ancora imbattuta dopo 10 partite), con un Jamil Wilson da 22 punti e Gardner che fattura per 16 punti, è meno accettabile la sconfitta contro San Diego State, trascinata dai 29 punti (career-high) di Xavier Thames. Gli Aztecs sono una delle mid-major più agguerrite degli ultimi anni, e anche Creighton ha pagato dazio contro di loro la scorsa settimana, ma dai ragazzi di coach Buzz Williams ci si aspetta sicuramente dei risultati più consoni alla tradizione dell’ateneo, che dal 2006 arriva ininterrottamente al torneo NCAA. A quanto pare, sette giorni fa eravamo stati profetici parlando del legame imprescindibile tra le prestazioni di Doug McDermott e i risultati dei suoi Blue Jays: uomo squadra se ce n’è uno, non riesce ad andare oltre 7 punti con un pessimo 2-12 al tiro, e Creighton finisce per buttare via malamente la partita contro la modesta George Washington con la peggior prestazione offensiva della stagione (appena 53 punti segnati). Anche Creighton scivola fuori dal ranking, lasciando così la Big East con una sola squadra accreditata tra le Top 25 d’America: con Butler, Providence e Georgetown che tentano di rilanciarsi, l’unica garanzia è Villanova, che si piazza con veemenza alla posizione #14. In settimana due vittorie agevoli contro Pennsylvania e Saint Joseph’s, in cui JayVaughn Pinkston e James Bell (25 punti e 14 rimbalzi contro Saint Joseph’s) si confermano i leader realizzativi dei Wildcats. Big East Pac-12 La Pac-12 era una conference che entrava in questa settimana con ancora quattro squadre imbattute, ma due di esse hanno ora rallentato la corsa. La prima è Utah, che cade in casa di una non irresistibile Boise State, l’altra è invece la ben più temibile UCLA (#18 del ranking): alla prima uscita davvero impegnativa in stagione, i Bruins perdono sul difficile campo dei Missouri Tigers, segnando anche la prima sconfitta fuori dalle mura amiche alla prima trasferta. Coach Steve Alford può comunque contare sul solito Adams (22 punti e 10 rimbalzi nella debacle contro “Mizzou”) e su LaVine e Anderson che raggiungono comunque la doppia cifra, ma pagano un pessimo 25% al tiro da tre punti e una differenza a rimbalzo considerevole (47-30 per i Tigers). Guadagna invece una posizione Oregon (#13) che sale a quota 7 vittorie sbarazzandosi agevolmente di Cal Poly e si appresta alla pericolosa trasferta in casa di Ole Miss. Sono invece due i posti guadagnati da Arizona, che si afferma oggi come la seconda squadra della nazione: sull’onda emotiva della vittoria contro Duke di una settimana fa,i Wildcats proseguono il loro cammino immacolato, seppur soffrendo contro UNLV. Si impongono in una partita lottata e a basso punteggio (63-58) con una solida prestazione di squadra: con un Gordon sottotono, coach Sean Miller trova comunque ben 4 giocatori in doppia cifra, ovvero il solito Nick Johnson, Ashley, Tarczewski (12 punti e 8 rimbalzi) e un preziosissimo T.J. McConnell da 13 punti, 7 rimbalzi e 6 assist. Le luci dei riflettori ai Wildcats le hanno però rubate i Buffaloes di Colorado che, come accennato qualche riga sopra, hanno difeso il fortino di casa contro i Kansas Jayhawks. Colorado non è una squadra dal talento incredibile, e guardando le cifre stagionali si nota subito: anche nel match casalingo con Kansas, quattro giocatori del quintetto toccano la doppia cifra ma senza particolari acuti statistici (14 di Johnson, 14 di Scott, 15 di Booker e 15 di Dinwiddie), confermando le medie realizzative mostrate fino ad allora. Il merito che va riconosciuto ai ragazzi allenati da coach Boyle (ex-giocatore di Kansas, curiosamente) è quello di aver annullato le bocche da fuoco dei Jayhawks (Wiggins a parte), ma ciò che rimarrà (potete vederlo qui), che ha dato il via all’invasione di campo degli 11.000 del Coors Events Center. Ultima nota a margine per la Pac-12 è un “pollice verso” per la sorprendente Arizona State di questo avvio di stagione, che perde in casa contro i Miami Hurricanes, finora rivedibili, nonostante un ottimo Bachynski da 20 punti e 15 rimbalzi. Pac 12 SEC Nella Southeastern Conference cade anche Ole Miss, lasciando Missouri al comando virtuale della conference, ancora imbattuta. I Rebels non riescono a tenere alto il nome della SEC contro i loro rivali di giornata della Big 12: nonostante un ottimo Jarvis Summers da 18 punti, sono costretti ad arrendersi anche a causa di un terribile 25% di squadra al tiro da 3, il cui responsabile è sostanzialmente Henderson con un disastroso 2-13, inclusa la tripla della possibile vittoria fallita. A regalare una vittoria alla SEC nel contest contro la Big 12 ci pensa invece Missouri, che vince in casa contro West Virginia col punteggio di 80-71, stesso score con cui si imporrà su UCLA qualche giorno dopo. Come avevamo detto già settimana scorsa, è il backcourt che fa la differenza per i Tigers. Il terzetto composto da Earnest Ross, Jabari Brown e Jordan Clarkson è dannatamente prolifico: tutti e tre raggiungono i 20 punti contro i Bruins, con percentuali ottime (notevole il 5-11 di Ross dalla grande distanza), mentre con West Virginia il leader è Clarkson (25 punti, anche se il tiro da tre fa cilecca). Nel nostro ultimo recap settimanale vi avevamo detto che i prossimi 3 avversari di Florida (UConn, Kansas e Memphis) sarebbero stati una sorta di spartiacque della loro stagione: i Gators iniziano purtroppo con una sconfitta in volata contro gli Huskies di UConn (#12) per 65 a 64, in una delle partite più affascinanti della settimana. Partita comunque solida dei ragazzi di coach Donovan che trovano certezze nel solito Casey Prather (19 punti e 7 rimbalzi), in Patric Young (17 punti e 7 rimbalzi) e in un Wilbekin da 15 punti: come prevedibile, le due squadre restano francobollate per tutta la partita, Florida grazie alla lotta a rimbalzo, UConn grazie ad un mare di triple (11-24 a fine partita), ma alla fine Shabazz Napier segna sulla sirena e rispedisce mestamente nella palude gli alligatori. La sconfitta che non ti aspetti è quella di Kentucky, che presumibilmente scivolerà giù dal podio delle Top 25 (per ora è al terzo posto) dopo il K.O. contro Baylor. Della partita ne abbiamo già parlato soprattutto per quanto riguarda i Bears, per i Wildcats di coach Calipari invece è da sottolineare la prestazione di un sempre ottimo Julius Randle da 16 punti, 8 rimbalzi e 4 assist e i 15 punti di uno dei gemelli Harrison (Aaron). Kentucky proverà a rilanciarsi tra due giorni alla Rupp Arena ospitando i sorprendenti Boise State Broncos della Mountain West Conference: ancora imbattuti (8-0 il record) ma con avversari di basso profilo, possono però vantare il miglior attacco della nazione. Wildcats, siete avvisati. SEC American Athletic Connecticut, testa di serie numero 12, guarda ancora tutti dall’alto. Gli Huskies, grazie al 2-0 settimanale, migliorano il record e raggiungono le nove vittorie di fila, mantenendo così l’imbattibilità. Dei due successi, uno viene dal big match contro Florida, testa di serie numero 15. Partita al cardiopalmo, finita 65-64 per gli Huskies grazie al game-winner di Shabazz Napier, autore di 26 punti con un 5-8 da oltre l’arco. Assieme all’ispirato 6’1″ dal Maine, in evidenza il solito DeAndre Daniels, presente sotto i tabelloni con 14 punti e 7 rimbalzi. Decisamente più agevole l’altra vittoria settimanale per UConn, questa volta contro Maine. A splendere questa volta sono Ryan Boatright e Omar Calhoun, 17 punti e 5 assist per il primo, 16 punti per il secondo. Dietro la capolista, rimane vigile la testa di serie numero 7 Louisville, che raggiunge quota 8 vittorie con due agevoli vittorie su Louisiana Lafayette e Missouri-Kansas City. Protagonisti assoluti Russ Smith e Montrezl Harrell, i due uomini di punta di coach Pitino. Il primo fa registrare 10 punti, 11 assist e 6 rimbalzi con UMKC, il secondo 20 punti e 8 rimbalzi contro LouLafayette. Cardinals stabili in seconda piazza con un record di 8 vittorie e una sconfitta. Primo scivolone stagionale per Cincinnati, costretti ad arrendersi da New Mexico dopo una facile vittoria contro USC Upstate. Nel match di cartello contro UNM, i Bearcats non sono riusciti ad arginare uno straripante Cameron Bairstrow da 24 segnature e 13 rimbalzi, al quale ha risposto il solito Sean Kilpatrick da 19 punti, insufficenti per evitare la sconfitta (63-54 in favore dei Lobos). In quarta posizione troviamo invece la testa di serie numero 16 Memphis, che fa 2/2 in settimana e si prende la rivincita contro Oklahoma State, infliggendo ai Cowboys il primo scivolone stagionale. Smart tira male da fuori e combina 12 punti con 8 rimbalzi, e a farla da padrone è Shaquille Goodwin. Il lungo dei Tigers sta vivendo un ottimo momento e con 17 punti e 8 rimbalzi guida Memphis alla rivincita. Bene anche Joe Jackson, per la guardia originaria proprio di Memphis 11 punti e 8 rimbalzi. Sembra finito il momento magico di Houston, che cade due volte in settimana, prima nel derby contro Texas A&M e poi contro San José, scivolando a 6-4 dopo il 5-0 iniziale. Tra le sorprese di questo avvio stagionale troviamo Southern Metodist, guidata da Nic Moore (14.5 e 4.5 assist di media) e Yanick Moreira (10.8 e 6.2 rimbalzi) ad un ottimo record di 8 vittorie e 2 sconfitte. American Athletic ACC In testa troviamo ancora il binomio Syracuse (#4) – Pittsburgh, con la seconda che si candida al ruolo di sorpresa stagionale. Sebbene i Panthers non abbiano ancora affontato avversari blasonati, il duo Talib Zanna – Lamar Patterson fa ben sperare. Settimana molto positiva anche per gli Orange, con due vittorie che la mantengono attaccata a Pittsburgh in vetta. In particolare, la prima è arrivata ai danni di Indiana, alla quale non è bastato un Noah Vonleh da 17 punti (13 dei quali arrivati dalla lunetta) e 6 rimbalzi. Per Syracuse invece sono stati Tyler Ennis e Trevor Cooney i protagonisti del 69-52 ai danni degli Hoosiers, il primo con 17 punti, 7 rimbalzi e 8 assist, mentre il secondo con 21 punti che lo rendono il top scorer dell’incontro. Può tornare a sorridere Duke (testa di serie numero 10), dopo la seconda caduta stagionale contro Arizona. Per i Bluedevils è arrivata la settima vittoria stagionale, nel big-match contro Michigan, sfida che ha sempre un certo fascino. Per battere i Wolverines di un Caris LeVert da 24 segnature, coach Krzyzewski si è affidato alla straordinaria vena realizzativa di Quinn Cook, autore di una magistrale prova nella quale ha fatto registrare 24 punti, 9 assist e 4 rimbalzi. Jabari Parker chiude invece a 15 punti e 6 rimbalzi, comunque sufficenti per superare i rivali di sempre con il punteggio di 79-69. Non c’è solo Duke però: North Carolina compie l’upset e batte la testa di serie numero 1 Michigan State in trasferta, con il punteggio di 65 a 79, vendicando così l’upset subito contro UAB. Protagonisti per i Tar Heels sono stati Marcus Paige (13 punti, 5 assist e 5 rimbalzi), J.P. Tokoto (12 + 10 rimbalzi), Kennedy Meeks (15 + 7 rimbalzi) e Brice Johnson (14 + 6 rimbalzi), con la banda di Roy Williams che ha dominato a rimbalzo (49 a 38 il dato della sfida sotto i tabelloni, un +11 che la dice lunga sulle difficoltà patite da MSU). Per gli Spartans non sono stati sufficenti i 17 punti di Keith Appling e i 16 punti combinati a 8 rimbalzi di Andreian Payne. Per chiundere la settimana poi UNC ha regolato nel derby UNC Greensboro con un agevole +31. Settimana agrodolce per Notre Dame, che prima cade contro la testa di serie numero 23 Iowa e poi vince a fatica contro Delaware. Nell’incontro di cartello, ai Fighting Irish non è riuscito l’upset in rimonta, a causa di un primo tempo chiuso sul -9. In una gara dal punteggio elevato, Iowa l’ha spuntata grazie ad Aaron White (20 + 7 + 7), sufficente a cancellare le prestazioni mostruose dei rivali da parte di Garrick Sherman (29 + 9 rimbalzi), Eric Atkins (23 punti) e Jerian Grant (13 e 10 assist). Non falliscono gli appuntamenti settimanali UNC State e Wake Forest. I Wolfpacks, trascinati da T.J. Warren (22.6 + 7 rimbalzi le sue medie stagionali), si sbarazzano di Northwestern e Long Beach State, mentre la Wake Forest di Codi Miller-McIntyre (17.9 + 4.4 assist) supera Tulane Green e Richmond (all’overtime). ACC Big 10 Non si ferma la sorpresa Wisonsin, ora numero 8 del ranking. Dieci vittorie e zero sconfitte, Badgers che fanno 2/2 in settimana battendo Virginia e Marquette. Frank Kaminsky e Sam Dekker sempre più leader di questa sopresa, e chissà che Marzo non le riservi un posto da cenerentola al ballo finale. L’importante è non perdere la scarpetta sul più bello, ma il momentum di Wisconsin continua.Ad andare a riprendere la capolista in tentata fuga c’è la testa di serie numero 5 Ohio State, che regola Maryland e Central Conn State. Buckeyes trascinati da LaQuinton Ross, firmatario di 20 e 23 punti nei due incontri. L’altra sopresa Iowa continua a martellare dopo la prima caduta stagionale contro Villanova, superando Notre Dame (match di cui abbiamo parlato precedentemente) e Drake in trasferta, con un Melsahn Basabe da 15 punti e 8 rimbalzi e un Roy Marble che contribuisce con 14 punti e 6 rimbalzi per l’83-66 finale contro i Bulldogs. Il colpo di settimana vede protagonista Michigan State, questa volta in negativo: la testa di serie numero 1, come già detto, cade contro North Carolina soffrendo molto sotto i tabelloni. Prima sconfitta stagionale per gli Spartans, che scivolano ad un 7-1 che vale la terza piazza condivisa con Illinois. Unica consolazione per i verdi, il dato riguardante gli assist: primi nella nazione con 20.8 per partita. In una delle division più avvincenti, sul fondo della classifica troviamo la testa di serie numero 22 Michigan, che cade contro Duke (vedi sezione Bluedevils) e regola Houston Baptist (25 punti per Stauskas, 107-53 finale) in una settimana da 50%. Michigan è penultima con 6 vittorie e 3 sconfitte, il che la dice lunga sull’alto livello di competitiità della Big Ten. I Wolverines ora sono attesi al big match contro la testa di serie numero 2 Arizona, in programma per il 14 dicembre. Tra le altre, Indiana dopo la sconfitta contro Syracuse supera North Florida (89-68 il risultato finale, Noah Vonleh 13 punti e 11 rimbalzi), mentre la minnesota del Hollins-duo regola Florida State e New Orleans. Big 10 Mountain West Drmic e Boise State continuano a sorridere: 2/2 settimanale e vetta della divison confermata, battendo Utah (69-67 il risultato finale, con l’imbattibilità dei padroni di casa che stava per essere vanificata dai 15 punti + 11 rimbalzi + 7 rimbalzi di Delon Wright, al quale ha risposto un Derrick Marks da 17 punti e 6 rimbalzi per fermare la rimonta ospite) e Carroll (80-52, Thomas Bropleh top scorer per BSu con 18 segnature). I Broncos avanzano ad un 8-0 che fa ben sperare in vista della sfida contro Kentucky. Chissà che non ci scappi l’upset. New Mexico rimane stabile in seconda piazza, regolando NM State nel derby (79-70 in favore dei Lobos, Kendall Williams top scorer a quota 24) e ponendo fine all’imbattibilità di Cincinnati con un Cameron Bairstow in “beast mode”: 24 punti, 13 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate e 2 stoppate per il 63-54 finale. Per Kirk e soci all’orizzonte c’è la sfida contro Kansas: il ranking dice Jayhawks, ma New Mexico non parte già arresa, e con questo Bairstow tutto è possibile. San Diego State entra nel ranking (posizione 24 per gli Aztecs) festeggiando con il 2/2 settimanale ai danni di Marquette (67-59, Xavier Thames top scorer con 29 marcature)  e San Diego (65-64 con i rivali dei Toreros che sbagliano il tiro della vittoria, Skylar Spencer autore di una solida prova da 12 punti e 6 rimbalzi). In chiusura, alla posizione numero quattro della MWest troviamo Wyoming a quota 7 vittorie e 2 sconfitte, trascinata alla doppia vittoria settimanale da Larry Nance Jr. (25 punti e 9 rimbalzi per battere South Dakota all’overtime, 66-67) e da Josh Adams (15 e 4 rimbalzi nell’agevole successo contro Black Hills State per 65-79). MWC