Quattro vittorie su quattro per gli Huskies in Italia. Coach Hopkins: “Abbiamo talento ma siamo molto giovani”

Percorso netto per Washington University nel viaggio italiano per il College Basketball Tour, guidati da un grande Isaiah Stewart

di Andrea Radi

Dalle fredde coste degli Stati Uniti nordoccidentali alle verdi colline toscane di fine agosto: il viaggio di Washington University per il College Basketball Tour 2019 ha portato in Italia una squadra nuova e dall’enorme talento, che proverà l’assalto al titolo della Pac-12.

Il viaggio in Italia non ha visto i ragazzi di coach Hopkins affrontare grandi impegni (4-0 il risultato finale, con l’unica partita combattuta, contro Pistoia, vinta per 73-59), ma ha permesso alla squadra di fare esperienza e gruppo, sia sul parquet che fuori.

“E’ un viaggio che tutti noi non dimenticheremo mai – dice coach Mike Hopkins, alla sua terza stagione alla guida degli Huskies – E’ uno di quei momenti in cui costruisci una squadra, una famiglia”

La squadra, in effetti, è ben diversa da quella dello scorso anno. Con quattro senior che hanno terminato il percorso universitario e l’addio di Jaylen Nowell, resosi eleggibile al Draft dopo il suo anno da Sophomore e chiamato al secondo giro dai Timberwolves, la squadra ha subito un forte rinnovamento.

Abbiamo molto talento, ma siamo molto giovani – continua Hopkins, mentre viene assediato dai tanti fan in cerca di una foto, che asseconda insegnando a tutti a fare la W (simbolo dell’università di Washington) con le dita – Molti ragazzi non hanno ancora avuto l’occasione di giocare insieme ai compagni, è questa esperienza sta dando loro l’opportunità di giocare insieme e di conoscersi, sia dentro che fuori dal campo”.

Il progetto di questa stagione non può che partire da Isaiah Stewart, prospetto a 5 stelle reclutato dagli Huskies che, ad oggi, è proiettato dagli esperti tra le prime tre scelte assolute del Draft 2020. 206cm per 111kg, Stewart è un ala/centro che fa dello strabordante atletismo il suo marchio di fabbrica. Nella quasi-non-competitiva contro Siena Summer Team, squadra formata da alcuni free agent sommati ad alcuni giocatori della zona, ha dominato il pitturato su entrambi i lati del campo, regalando highligths di come se ne vedono pochi in Italia, per poi tornare a sedere lasciando ai compagni l’incombenza di portare la partita, ormai in ghiaccio, alla sirena finale. Talento ancora leggermente grezzo, soprattutto nelle scelte offensive, non sempre perfette, ma che è destinato senza dubbio ad una carriera in Nba.

Un percorso, quello che si prospetta non per il solo Stewart ma anche per Jaden McDaniels, ala grande di 206 cm, anch’egli freshman degli Huskies, già battuto da Matisse Thybulle, prima scelta dei Sixers (20esima generale) allo scorso Draft, che dopo aver completato il quadriennio a Seattle con un titolo di difensore dell’anno della Pac-12 si è visto spalancare le porte della Lega.

“Avrà sicuramente un impatto nella squadra – commenta il suo ex coach – è un grande difensore oltre che un tiratore molto migliore rispetto a come viene dipinto. Migliorerà sicuramente giorno dopo giorno, tenetelo d’occhio!”

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