Sabrina Ionescu già nella storia, nel ricordo dell’amico Kobe

Sabrina Ionescu già nella storia, nel ricordo dell’amico Kobe

La stella di Oregon è destinata a cambiare il corso del basket e dello sport femminile.

di Ario Rossi

Sabrina Ionescu è destinata a cambiare il corso del basket e dello sport femminile. Stanotte è entrata nella storia del college basket, poche ore dopo il suo intervento alla commemorazione per la morte di Kobe e Gianna. Da Los Angeles è poi volata 360 miglia più a nord per giocare la partita a Stanford.

“Voglio sempre essere la prima ad arrivare in palestra e l’ultima ad andarmene”, ha detto Sabrina nel suo discorso. “Se io sono il presente del basket femminile, Gigi era il futuro. E Kobe lo sapeva. Per quello abbiamo iniziato a lavorare insieme”.

Sabrina Ionescu ha la cattiveria agonistica che in poche altre ragazze si è vista. La sua Oregon è la favorita al titolo NCAA femminile e la playmaker #20 la sta trascinando di forza per raggiungere un obiettivo che le manca: ultima chiamata, prima di passare professionista in WNBA.

“Kobe lavorava spesso con Gigi e con me per migliorare noi ma anche per migliorare coloro che ci stavano intorno, perché sapeva che un campione fa migliorare tutti, non solo se stesso”, ha detto ieri.

Sabrina Ionescu è diventata la prima di sempre in NCAA – tra uomini e donne – a toccare i 2000 punti, i 1000 rimbalzi e i 1000 assist in carriera, con il record di triple doppie al femminile (26), il tutto nel giorno della commemorazione a Kobe e Gianna. Contro Stanford ha chiuso con 21 punti, 12 rimbalzi e 12 assist, frutto di un 9/16 da 2.

La playmaker di chiare origini rumene che ha sempre detto di preferire il 3X3 al basket normale, ora è nella storia. In contatto con tutti i più grandi – non ultimo Stephen Curry che era a bordo campo nelle ultime due partite – la Ionescu ha capito che il suo volto sarà quello di tutto il movimento femminile mondiale. Si sa, serve sempre un leader per far crescere il movimento, e lei sa che lo sarà. È disposta a metterci la faccia per il bene del basket femminile, sebbene pensasse di avere a fianco Kobe. Sarà più “sola” in questo mondo terreno, ma avrà sempre un mentore speciale da seguire in ogni passo che deciderà di percorrere.

“Kobe non ti misurava in base all’età, al tuo sesso, alla tua storia, ma gli interessava solamente quanto amore per il gioco mettevi nelle cose che facevi: se c’era amore per il gioco, allora avevi il suo rispetto”, ha rivelato la Ionescu in un suo pezzo a The Players’ Tribune.

La #20 di Oregon resta almeno venti minuti dopo ogni trasferta per firmare autografi e fare foto con i fans che già ora, a soli 22 anni, la vedono come la “Next Big Thing”, come dicono gli americani. E lei lo sa, e ha la faccia tosta per dimostrare a tutti che non si stanno sbagliando.

Sabrina ha ricevuto da Kobe “un’impronta, la stessa che stava dando anche a Gigi”. Ora tocca alla Ionescu fare grande il basket femminile, sa di valere certi palcoscenici e sa che il mondo del basket femminile ha bisogno di nuova linfa dopo gli anni di Taurasi, Moore e Delle Donne.

“Io e Kobe eravamo collegati per un grande progetto. Lui non vedeva il basket femminile come un hobby, lo vedeva come un movimento. E Kobe non voleva essere un tifoso di quel movimento, ma voleva esserne parte integrante”.

Sabrina Ionescu ha una grande eredità per le mani, ma è la perfetta icona che il basket femminile potesse trovare in questo momento. Dentro e fuori dal campo.

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