Final Four NCAA 2017: South Carolina Gamecocks

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Quella di South Carolina è una delle pazzie di marzo più curiose della storia NCAA. I Gamecocks hanno avuto una stagione altalenante e non hanno mai davvero convinto, registrando la loro serie migliore di vittorie a 4. Quattro come la posizione in classifica nella SouthEastern Conference, con 12 vittorie e 6 sconfitte, aggiustati nei challenge contro le altre Conference ad un umile 22-10. L’Associated Press non li ha inseriti nel Ranking e all’Election Sunday sono stati posizionati nel bracket da #7. Fino all’inizio della March Madness i Gamecocks avevano vinto solo due delle ultime sette gare disputate, poi qualcosa è cambiato, portato forse dalla pazzia di un trofeo che si vede essere conteso da volti nuovi, mai visti in una Final Four. Attualmente South Carolina ha eguagliato il record personale di vittorie consecutive in regular season e lo dovrà migliorare di due, se vorrà diventare campione NCAA. Da #7 ha sconfitto Marquette, Baylor, Duke e Florida senza incontrare troppe difficoltà, giocando una pallacanestro sporca, fatta di aggressività e concretezza. I Gamecocks non cedono centimetri agli avversari, anzi, avanzano sempre guidati dal loro leader Sindarius Thornwell che ha viaggiato a 25.8 punti a partita durante il torneo NCAA. Lui è il cuore della squadra, il giocatore per il quale si sviluppano tutti i giochi offensivi e il faro che dà la sicurezza ai compagni e al coach di essere sempre vicini alla terra ferma. Potrebbe risultare ossimorico quanto scritto precedentemente, in quanto South Carolina sta vivendo a diversi metri sopra il cielo, immersa in un sogno dal quale non vuole svegliarsi, consapevole che dovrà tenere i piedi ben saldi sul parquet di Phoenix per superare la corazzata Gonzaga.
Sono fermamente convinto che lo sport sia l’evoluzione nel ventesimo secolo dell’epica, perciò ritengo blasfemo soffermarsi avidamente sui perché degli eventi. Ammirare e viverli è tanto adrenalinico quanto catartico e, riuscendo a immedesimarsi nella storia, si può prendere un piccolo ruolo nell’epica, la narrazione che rende immortali e gloriosi. South Carolina è il buono e il cattivo, il bene e il male, l’Ettore e l’Achille; il condottiero è Thornwell, il percorso ha già superato l’Odissea dal momento che una gara vinta al torneo mancava da 44 anni. Da che parte si schiereranno sabato notte gli dei del basket?

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