Torneo NCAA, secondo turno: notte 21-22/03 Bene Pitino. Colpacci di Cal e Harvard! Battute #5 e #3

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Midwest – #16 North Carolina A&T Aggies – #1 Lousville Cardinals 48-79

Russ Smith, MVP della serata Photo took from bleacherreport.comPartita in ghiaccio dal primo minuto per i Cardinals che subito raggiungono un consistente vantaggio, già dopo dieci minuti di gioco la squadra di Rick Pitino ha doppiato gli avversari ritrovandosi quindi sul 28-14 grazie a una grande prestazione corale (nessuno fino a quel momento ha realizzato più di 6 punti) e a un totale dominio a rimbalzo (9-2 a favore di Louisville). A fine primo tempo l’iter della gara non è ancora cambiato, Louisville va così al riposo sul 47-31 con un ottimo 67% dal campo, un dominante 12-6 a rimbalzo e una difesa davvero convincente, capace di forzare agli avversari 13 palle perse concedendogli solo 6 assist.
Il secondo tempo è in pratica un enorme garbage time, Louisville porta il suo vantaggio da +16 a +31 grazie soprattutto all’MVP della serata: Russ Smith, autore di 23 punti e 7 palle rubate. Non poteva andare meglio per Louisville che infatti vince, stravince e soprattutto si riposa più del previsto in attesa della prossima sfida.

#16 North Carolina A&T Aggies: Beckford 12, Middleton 9, Louisme 8, Powell 8, Stewart 4, Witter 3, Smith 2, Underwood 2, Buck, Upchurch, Butler, King, Siverand, Behonh-Tolly. All. Alexander.
#1 Louisville Cardinals: Smith 23, Blackshear 12, Harrell 8, Behanan 8, Dieng 8, Siva 6, Ware 5, Hancock 5, Van Treese 4, Price, Handerson, Baffour. All. Pitino.

 

South – #13 South Dakota State Jackrabbits – #4 Michigan Wolverines 56-71

Parte bene South Dakota State mentre Michigan è un po’ timida, titubante, quasi intimorita dal grande palcoscenico e dalla pressione sulle sue spalle, anche per questo motivo SDSU si porta sul +6 dopo una decina di minuti. I Jackrabbits però non avevano ancora fatto i conti con Tim Hardaway Jr. il quale, con tre triple, guida i suoi alla rimonta aprendo un parziale di 20-8 che riporta davanti i Wolverines, precisamente fino al 30-24, un divario che pochi secondi dopo è stato appianato dal tiro di Brayden Carlson, un jumper sulla sirena dall’angolo per il valore di due pianti che concede ai Jackrabbits di andare alla pausa su un più che discreto risultato considerando il livello degli avversari. Curioso il fatto che per tutto il primo tempo e per circa metà del secondo gli Aggies non abbiano mai sostituito nemmeno un giocatore ma è sceso in campo solo il quintetto base.
Nel secondo tempo il già citato livello degli avversari si fa sentire, Michigan infatti scende in campo con una determinazione diversa rispetto al primo tempo e lo si può notare fin da subito. 11 punti consecutivi del freshman Glenn Robinson III in meno di 4 minuti portano la gara sul +11 per i Wolverines ma questo è solo l’inizio, è questione di due minuti e si assisterà alla salita in cattedra anche di un altro freshman come Mitch McGary e di un altro figlio d’arte, ovviamente Tim Hardaway Jr., saranno questi ultimi a chiudere definitivamente la gara, in tutto il secondo tempo infatti, tranne un breve periodo in cui SDSU si è rifatta sotto fino al -6, Michigan è sempre riuscita a mantenere una tranquilla doppia cifra di vantaggio tanto che il risultato finale di 71-56 per la #4 del tabellone South sembra non esprimere al meglio la situazione di totale controllo mostrata in questa gara dai ragazzi di coach Beilein.
Oltre al danno la beffa, non solo non ci siamo potuti godere una sfida combattuta nel secondo tempo ma non abbiamo potuto nemmeno osservare al meglio Nate Wolters, stella dei Jackrabbits e oggi abbastanza in ombra come dimostrano i soli 10 punti conditi con 5 rimbalzi e 6 assist con un  brutto 3/14 al tiro e 0/5 da tre punti.

#13 South Dakota State Jackrabbits: Carlson 20, Fiegen 12, Dykstra 12, Wolters 10, White 2, Bittle. All. Nagy.
#4 Michigan Wolverines: Robinson III 21, Haraway Jr. 21, McGary 13, Stauskas 8, Burke 6, Horford 2, Morgan, Albrecht, LeVert. All. Beilein.

 

West – #11 Belmont Bruins – #6 Arizona Wildcats 64-81

Questa è una partita che comincia lentamente, molto lentamente, forse anche troppo lentamente, nel senso che i ritmi sono davvero bassi, dopo alcuni minuti molto stentati infatti sono i favoriti Wildcats a portarsi avanti raggiungendo anche il +10 sul 14-4 con un ottimo Tarczewski ma Belmont non molla e dopo pochi minuti reagisce con un parziale 10-2 che riporta i Bruins sul -2. Anche se col rischio del sorpasso sempre dietro l’angolo e con la paura per l’esplosione del già caldissimo Ian Clark (11 punti nel primo tempo) Arizona ha capito che sarebbe stato meglio controllare il ritmo della gara ed è così che, guidata da Mark Lyons (9 punti alla pausa), ha piazzato un parziale di 16-4 che, almeno momentaneamente, ha contribuito a devastare il morale dei giocatori di Belmont, catapultati in un attimo dal -2 al -12 (32-20).
Come nel caso di Louisville anche questo secondo tempo è una sorta di garbage time, dalla ripresa del gioco Arizona si porta rapidamente sul +17 e da lì non molla più il volante della gara e infatti non andrà mai sotto i 15 punti di vantaggio. Arizona quindi vince e convince con un Mark Lyons praticamente perfetto da 23 punti e 4 rimbalzi e con un Solomon Hill in versione alternativa, relegato al ruolo di specialista da tre punti, probabilmente una scelta di coach Miller per cercare di non mandarlo troppo nella mischia a seguito del fallo tecnico che si era procurato.

#11 Belmont Bruins: Johnson 22, Clark 21, Mann 13, Jenkins 6, Chamberlein 1, Baker 1, Noack, Lang, Mobley, Turner, Laidig, Bradshaw. All. Byrd.
#6 Arizona Wildcats: Lyons 23, Parrom 12, Johnson 12, Tarczewski 12, Hill 9, Ashley 6, Jerrett 4, Mayes, Wiepking. All. Miller.

 

East – #12 California Golden Bears – #5 UNLV Runnin’ Rebels

Tutta la gioia di Allen Crabbe, stella dei Golden Bears Photo took from bigstory.ap.comUna sfida questa tra due squadre abbastanza vicine anche geograficamente e quindi molto sentita oltre che piena di talenti individuali come Alan Crabbe da una parte e Anthony Bennett per UNLV. Cal parte più forte che mai, addirittura 7-0 in meno di 2 minuti grazie alla solita coppia Crabbe-Solomon, protagonista nel primo tempo con i 9 punti e 6 rimbalzi del primo e i 7 punti, 5 rimbalzi e 3 assist del secondo, cifre che però non hanno potuto fermare la rimonta di UNLV, guidata dai 10 punti di Dejean-Jones. Da quel momento non si è mai andati oltre i 4 punti di scarto fino all’arrivo della sirena del primo tempo sul 28-28.
Nel secondo tempo è Cal a riportarsi in vantaggio grazie ai soliti Cobbs e Crabbe, autori di un parziale di 8-0 a cui UNLV riesce a mettere rimedio solo dopo 16 errori consecutivi, nel frattempo Thurman ha demolito Bennett. I Rebels sono entrati in ritmo troppo tardi e sono rimasti in partita nel finale solo col flagrant foul di livelli 1 di Cobbs a cui però è seguito un parziale di 5-0 di Cal firmato Solomon che ha portato la gara sul+7 ma Moser e Bennett hanno pensato bene di scaldare il finale segnando prima un lay-up e poi l canestro col fallo valido per il -2. Cal ha poi vinto la sfida giocandosela alla vecchia maniera ovvero, una volta conquistato il +3, ha pensato di fare fallo su UNLV così da impedire possibili triple, tecnica che si è rivelata vincente. Cal diventa così la seconda squadra della Pac-12 (dopo Oregon) a battere la numero 5 del tabellone come numero 12 nello stesso giorno.

#12 California Golden Bears: Crabbe 19, Cobbs 13, Thurman 12, Solomon 11, Kravish 6, Wallace 3, Bak, Smith, Kreklow. All. Montgomery.
#5 UNLV Runnin’ Rebels: Dejean-Jones 15, Bennett 15, Reinhardt 11, Marshall 7, Moser 5, Birch 5, Hawkins 3, Thomas, Goodman. All. Rice.

 

 

 Midwest –  #9 Missouri Tigers – #8 Colorado State Rams 72 – 84

 Il torneo NCAA comincia ad essere un incubo per Missouri. Frank Haith e i suoi vengono sbattuti fuori al primo turno per il secondo anno di fila, anche se quest’anno con meno clamore, da squadre con un blasone senza dubbio inferiore. E’ la volta di Colorado State, che a dirla tutta si è qualificata al torneo con una posizione migliore dei Tigers, vista l’ottima stagione regolare disputata (26-8) nella dirompente Mountain West Conference. I Rams partono col botto, come la Norfolk State del 2012, assestandosi facilmente sulla doppia cifra di vantaggio, grazie ai canestri di un Dorian Green in serata di grazia, nonostante l’imprecisione dalla lunetta (11/22), arrivando a segnare addirittura 47 punti nei primi 20 minuti di gioco. I Tigers, da parte loro, si affidano ai loro uomini di maggior esperienza. Oriakhi e Pressey, per rientrare con un margine di scarto inferiore negli spogliatoi. Non che il 38-47 con cui si chiude la prima frazione sia confortante. Dopo un inizio di ripresa con un piccolo sbandamento da parte dei Rams, in cui Missouri riesce a portartsi anche sul –4, la gara si richiude, grazie alla pioggia di canestri che arriva in appena tre minuti. I Tigers passano rapidamente da – 6 (45-53) a – 17 (47-64) nella parte centrale del tempo, perdendo totalmente il controllo di una rimonta che poteva essere nell’aria. Daniel Bejarano e John Octeous sono gli eroi della gara; dalla panchina,  21 punti segnati in due, che renderanno vana la mini rimonta messa in atto dalla rabbia di Pressey, il grande sconfitto degli ultimi due anni. Trionfo Rams.

 

#9Missouri Tigers: Bowers 7, Oriakhi 16, Bell, Pressey 20, Brown 14, Ross 11, Criswell, Webster-Chan 4, Jankovic, Bull

#8 Colorado State Rams: Iverson 4, Hornuq 6, Eikmeier 11, Green 26, Smith 12, Bejarano 9, Octeus 12, Santo 4

 

South Region – #12 Akron Zips – #5 VCU Rams 42 – 88

Non basta venire da Akron, Ohio, per essere dei vincenti. Gli Zips si fanno schiantare come da pronostico da Virginia Commonwealth, rendendo così speciale la serata per le squadre di nome Rams. Tutto troppo facile per Juvonte Reddic e Troy Daniels, trascinatori della squadra durante tutta l’annata, autori di 44 punti per 49 minuti complessivi, che polverizzano Akron già nei primi minuti di gara. Il punteggio a fine primo tempo è sconfortante, 25-50, cosa che permette ai Rams di fare melina con le seconde linee, sin primi minuti della ripresa, tenendo per qualche minuto in più solo Reddic, Daniels e Melvin Johnson, 10 dalla panchina. Attesissima la gara nel terzo turno tra  VCU (#5) e Michigan (#4) che ha sconfitto con agilità SDSU. Riusciranno i Rams a fermare il trio delle meraviglio, Burke-Hardaway-Robinson?

 

#12Akron Zips: Gilliam 7, Treadwell 15, Marshall 11, Betancourt 3, Kretzer, Walsh, Harney 6, Forsythe, Avsec, McAdams

#5 Virginia Commonwealth Rams: Reddic 21, Theus 4, Daniels 23, Brandenberd 14, Graham 6, Hinton, Weber 4, Okereafor 2, Guest 2, Tuoyo 2, Johnson 10

 

West Region – #14 Harvard Crimson – #3 New Mexico Lobos 68 – 62

 

L’upset della giornata! Gli Harvard Crimson battono New Mexico, testa di serie numero 3 del ranking, in una gara vibrantissima. Sin dai primi minuti si evince come “gli studiosi” non siano venuti per una comparsata,grazie ad una difesa rocciosa e a rapide incursioni offensive, concluse o con rapidità al ferro, o con soluzioni da fuori, che hanno funzionato con continuità per tutto il corso della gara. I Lobos sono rimasti a loro volta in partita grazie ad una fisicità maggiore, soprattutto dovuta alla potenza di Alex Kirk che, sottocanestro,  ha spazzato via il centro nominale dei Crimson, Kenyatta Smith, alle prese con il durissimo compito di mettere un freno al devastante strapotere in pitturato degli avversari. Se sotto canestro è andato tutto come si deve per la squadra della MWC, non si può dire lo stesso per il reparto esterni, dove i due leader, Kendall Williams e Tony Snell sono stati autori di una partita da incubo. Il 5/18 complessivo delle due stelle del backcourt, e soprattutto il terribile 3-14 da tre punti (questo dato è invece di squadra), è indicativo di come, al di là di Kirk, le opzioni per i Lobos fossero veramente poche. Dopo un primo tempo equilibrato il secondo parte con le stesse premesse, con le squadre atte a scambiarsi un colpo dopo l’altro, senza però riuscire a prevalere e a tentare la fuga. Il punto di svolta sembra essere a 7:55 dal termine,con Jamal Fenton, che realizza una delle tre triple della serata di New Mexico, portando finalmente la squadra sul +2, 47-49. Eppure le cose vanno diversamente. Il backcourt dei Lobos non è all’altezza degli sforzi di Alex Kirk, e si macchia della colpa di non aver difeso sufficientemente bene su Laurent Rivard e Wesley Saunders nel momento più caldo della gara. Si passa, infatti, da un +2 New Mexico ad un +6 Harvard nel giro di pochi minuti, vantaggio sugellato dal jumper di Kenyatta Smith, che he è riuscito spesso a segnare con il jumper da fuori, sfruttando la limitata mobilità difensiva di Kirk. Chambers realizza per il 63-58, e a poco serviranno la tripla di Fenton e i liberi di un colpevole Kendall Williams, perché nononostante l’imprecisione dalla lunetta dei Crimson, il vantaggio è ormai assestato sui 5/6 punti per il college della Ivy League, come dimostra il risultato finale, che manda nell’olimpo Harvard e all’inferno New Mexico.

 

#14 Harvard Crimson: Saunders 18, Smith 10, Webster 11, Rivard 17, Chambers 5, Mondou-Missi 5, Travis

#3 New Mexico Lobos: Bairstow 15, Kirk 22, Williams 8, Snell 9, Grenwood, Adams, Fenton 6, Thomas 2

 

 

East Region – #13 Montana Grizzlies – #4 Syracuse Orange 34 – 81

Ultima gara della notte, ma non per importanza, vista la presenza degli Orangeman di Syracuse, contro lo sparring partner Montana. I ragazzi di Boeheim, dominano sin dalla palla a due, non regalando ai Grizzlies, neanche la possibilità di sognare. Lo fanno con il loro infinito talento, nelle mani Brando Triche, CJ Fair, e Michael Carter-Williams, in versione passatore, ancora più del solito. In pantofole invece Southerland e Christmas, che avremo il piacere di vedere in test decisamente più probanti. Per la mera cronaca, i parziali sono stati di 15-38 nel primo tempo e 19-43 nel secondo. Buona prestazione nel garbage time, del freshman DaJuan Coleman, a 4.4 di media in stagione, che potremo valutare più attentamente il prossimo anno, se i ragazzi li davanti decideranno di lasciare il college. Appuntamento al terzo turno il 23/3 alle 9.40 americane, contro l’ammazza grandi California (#12), march da non perdere!

#13 Montana Grizzlies: Hutchison 3, Coleman 5, Cherry 2, Jamar 5, Gregory 5, Weisner 3, DeShields 3, Henderson, Emerson, Young 3, Wiley 5, Martin

#4 Syracuse Orange: Southerland 9, Fair 13, Triche 20, Carter-Williams 4, Christmas 9, Lyde-Cajuste, Hart, Keita 2, DeRemer, Cooney 7, Grant 5, Coleman 12, Hoffmann

 

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