Torneo NCAA, Sweet Sixteen – Marquette domina Miami, Ohio State vince di nuovo sulla sirena

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East – #3 Marquette Golden Eagles – #2 Miami Hurricanes 71-61

Tutta la voglia di vincere di Jamil Wilson, grande protagonista della serata con 16 punti
Photo took from bigstory.ap.org
Marquette parte benissimo tanto da raggiungere rapidamente il +8 sul 17-7 guidata dai soliti Vander Blue e dall’ala grande (volendo anche ala grandissima a giudicare dal tonnellaggio) Davante Gardner, proprio quest’ultimo, insieme agli altri lunghi, ha dato non pochi problemi agli Hurricanes, privi del lungo principale della squadra: Reggie Johnson. Miami nel primo tempo ha sofferto anche una brutta al tiro dalla lunga distanza come dimostra l’1/11 e inoltre si è dovuta accontentare di un Shane Larkin meno attivo del solito dato che il leader della squadra di Larranaga ha raggiunto l’insidiosa quota dei due falli in tempi a dir poco rapidi. Miami ha avuto più occasioni per invertire il trend negativo del primo tempo con una scossa di energia come nel caso della schiacciata in alley-oop di Rion Brown, valida per il -10, ma anche in questo caso ma anche in questo caso il destino e la difesa di Marquette la pensavano in maniera differente: il tiro da tre è continuato a essere un’utopia e anche avvicinandosi al ferro il risultato non cambiava, Durand Scott infatti è riuscito a costruirsi buoni tiri grazie alla sua tecnica e alla sua buona posizione a rimbalzo d’attacco ma la difesa incredibilmente aggressiva dei Golden Eagles è sempre stata in grado di fermarlo come testimonia il suo 0/6 dal campo. Il canestro sulla sirena di Vander Blue per il 29-16 della prima frazione di gioco non fa altro che alimentare il totale controllo di Marquette e aggravare il momento di crisi di Miami, responsabile di 22 errori dal campo su 28 tiri totali.
Nel secondo tempo Miami inizia illudendo gli spettatori di poter essere tornata la squadra che è riuscita a battere Duke, Michigan State e North Carolina per ben tre volte nel corso dell’anno infatti Larkin pare molto più aggressivo e Kadji riesce finalmente a realizzare una tripla. Questa impressione dura clamorosamente poco infatti il dominio a centro area dei lunghi di Marquette, Otule su tutti, e l’ottima prestazione dai tre punti di Jamil Wilson (3/4 da tre) permettono ai Golden Eagles di toccare anche il +21, risultato disastroso per gli Hurricanes di cui però si devono considerare colpevoli, specie dopo alcune palle perse davvero ridicole, figlie della scarsa comunicazione tra Larkin e Kadji. Proprio quando gli Hurricanes sembrano ormai finiti, schiacciati dal -21, eccoli piazzare un parziale di 7-0 che ridona fiducia ai ragazzi di coach Larranaga, specie in difesa dove trovano finalmente le forze per raddoppiare e mettere a segno qualche stoppata, per loro sfortuna però Marquette non si demoralizzare e riesce a mantenere la lucidità necessaria per trovare il terminale offensivo meno marcato o il rimbalzo offensivo per realizzare così due punti facili e mantenere un vantaggio di almeno 15 punti dagli avversari. Nei successivi minuti si nota una piccola ripresa da parte di Miami ma non è altro che un piccolo scatto d’orgoglio nel mezzo di una pioggia di lacrime per la chiusura di quella che in ogni caso è uno delle stagioni più belle e gloriose della storia recente dell’ateneo e che molto probabilmente non meritava una conclusione così poco onorevole.

#3 Marquette Golden Eagles: J. Wilson 16, Blue 14, Gardner 14, Otule 11, Cadougan 8, Lockett 8, D. Wilson, Taylor Jr., Anderson. All. Williams.
#2 Miami Hurricanes: Larkin 14, Kadji 11, Scott 10, McKinney-Jones 9, Gamble 6, Swoope 6, Brown 6, Jekiri, Akpejiori. All. Larranaga.

 

 

West – #6 Arizona Wildcats – #2 Ohio State Buckeyes 70-73

L’eroe di serata LaQuinton Ross, col numero 10, festeggia insieme a Shannon Scott
Photo took from espn.go.com
Deshaun Thomas parte fortissimo segnando i primi quattro punti di Ohio State ma successivamente si raffredda ed è in questo momento che Arizona inizia a segnare con continuità, i Wildcats infatti sono sempre stati in vantaggio a partire dai primi trentatre secondi di gioco ma ora riescono addirittura a consolidare il vantaggio toccando anche il +9.
Arizona pare in grado di segnare da qualsiasi posizione grazie a un Lyons davvero in grande forma, aiutato a sua volta da un ottimo cast di supporto, ben sette degli otto giocatori utilizzati da coach Miller in questa metà di partita infatti riescono a realizzare almeno un canestro dal campo. Ohio State comunque non demorde e si affida alla leadership di Aaron Craft, capace di trovare il canestro grazie alla sua aggressività e alla sua tecnica ma proprio a Craft va un altro grande merito e cioè l’aver rimesso in ritmo Deshaun Thomas il quale riuscirà a tornare il leader offensivo della squadra con i suoi 16 punti segnati nel primo tempo. Sono proprio i punti di Thomas insieme all’energia di LaQuinton Ross e alla mano caldissima di Sam Thompson i responsabili della risalita dei Buckeyes dal -11 al -4 di fine primo tempo, più precisamente sul 38-34 per i Wildcats.
In apertura di secondo tempo sembra che Ohio State non abbia perso il ritmo incredibile che gli ha concesso di chiudere al meglio il primo parziale, nel giro di cinque minuti infatti non solo pareggia ma si porta addirittura sul +6 approfittando dello 0/5 dal campo di Arizona e del momento magico di Lenzelle Smith Jr., autore di 4 dei 10 punti del parziale dei Buckeyes. In questa partita si vive di parziali infatti prima i Wildcats si portano sul -2 con un breve ma fondamentale 4-0 salvo poi subire un contro-parziale di 6-0 firmato sempre dalla coppia Lenzelle Smith Jr. e Aaron Craft, vantaggio che si incrementa fino al +10 con la tripla di Deshaun Thomas. Nonostante tutto ciò Arizona non si perde d’animo nemmeno per sbaglio e inizia la rimonta guidata da Hill, autore di 7 punti consecutivi. A questo punto più che di una partita si tratta di una gara a chi ha più attributi, più coraggio di rischiare e più voglia di vincere, è così che, accantonati in parte gli schemi, vediamo l’esplosione di LaQuinton Ross da una parte e di Lyons dall’altra: Ross comincia questa sfida nella sfida segnando 9 punti consecutivi in meno di tre minuti ma Lyons risponde segnando 5 punti e innescando i propri compagni. A due minuti dalla fine Arizona si trova sul -6 e non segna da due minuti e mezzo, tutto sembra ormai finito ma Johnson prova a dare la scossa ai suoi compagni con i punti del -4 a cui rispondono però Ross e Craft, quest’ultimo finisce per sbagliare il secondo libero e la cosa sembra galvanizzare il solito Lyons, proprio l’ex Xavier infatti sfodera alcune giocate degne di un libro di storia: segna 7 punti consecutivi compreso l’appoggio in entrata con tanto di fallo che permette ai Wildcats di pareggiare a 21 secondi dalla sirena finale. Nell’ultima azione della serata Craft sembra addormentare l’azione ma è proprio quando tutti si aspettavano il tiro del giocatore in maglia numero 4 questo decide di scaricare la pressione al bloccante passando la palla a LaQuinton Ross il quale ovviamente non tradisce e realizza la tripla del definitivo 73-70. Nell’ultima possibilità per Arizona la difesa dei Buckeyes riesce a deviare il passaggio sigillando così il passaggio alle Elite Eight con la seconda vittoria allo scadere in due turni consecutivi.

#6 Arizona Wildcats: Lyons 23, Hill 16, Johnson 9, Parrom 7, Jerrett 7, Ashley 4, Tarczewski 4, Mayes. All. Miller.
#2 Ohio State Buckeyes
: Thomas 20, Ross 17, Craft 13, Thompson 11, Smith Jr. 6, Scott 4, Williams 2, Ravenel. All. Matta.

 

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