Una volta c’era solo Grinnell College

Fra i tanti sistemi di gioco della NCAA solo pochi sono quelli spiccatamente offensivi che funzionano pur nelle loro differenze

di Massimiliano Zanotti

Nei giorni scorsi qualcuno avrà forse letto di un giocatore del campionato NAIA (un campionato di livello inferiore a quello NCAA) che in una partita ha segnato 100 punti ma si sarà stupito solo chi non ha mai sentito parlare di Grinnell.

Grinnell College è un piccolo ateneo dell’Iowa che ha la squadra di basket in Division III e dal 1989 è guidata da un Arseneault, papà David fino al 2018 e poi il figlio David Jr.

 

Dei Pioneers si era iniziato a parlare ad inizio 2000 per via del loro sistema run-and-gun, uno stile introdotto dalla Loyola Marymount di coach Paul Westhead circa 20 anni prima, che ha permesso loro di segnare oltre 117 punti di media per partita per 5 volte tra il 2000 ed il 2006 con un massimo di 126 nel 2004.

Negli anni seguenti Grinnell è tornata a far notizia il 20 Novembre 2012 quando Jack Taylor ha realizzato 138 punti in una partita (in 36’ ha tirtoa 52-108 dal campo, 27-71 da 3pti e 7-10 ai liberi) e poi il 6 Gennaio 2014 quando Patrick Maher ha messo a referto 37 assist.

 

Coach Arseneault ha sempre attribuito i meriti dei suoi successi al cosiddetto “Grinnell System” che si basa su queste 6 regole:

–  il primo tiro possibile è il miglior tiro possibile, ancor più se è da 3 punti;

–  tirare il più possibile da 3 punti;

–  in difesa concedere un facile layup è preferibile ad una infrazione dei 24 secondi;

–  raddoppiare sempre chi ha la palla (con conseguente pressing a tutto campo);

–  ad eccezione del tiratore tutti devono andare a rimbalzo offensivo;

–  l’eventuale rimbalzo offensivo deve portare ad un nuovo tiro da 3 punti;

e prevede delle frequenti sostituzioni che spesso vedono coinvolgere anche tutti e 5 i giocatori, alla stregua dei cambi delle linee nell’hockey su ghiaccio.

 

 

In Division III a competere con Grinnell nella classifica dei punti per partita da qualche anno sono arrivati i Greenville Panthers che hanno chiuso la scorsa stagione a quota 135ppg e quest’anno sono ben posizionati a 126 sebbene, di contro, ne concedano oltre 131.

 

La squadra che però sta attirando maggiormente l’attenzione tra quelle che giocano con sistemi offensivi è Nova Southeastern, un piccolo college con sede a Davide, Florida, che milita in Division II.

Già al secondo anno sulla panchina degli Sharks coach Jim Crutchfield, utilizzando un attacco uptempo abbinato al pressing a tutto campo, è riuscito a portare Nova alle Elite Eight della Div.II e ad attirare l’attenzione di coach come Brad Stevens dei Celtics ed Erik Spoelstra degli Heath che hanno voluto confrontarsi con lui.

L’attacco pur non avendo ritmi asfissianti non ha tempi morti, il tiro da 3pti non è privilegiato e la maggior parte dei punti vengono nel pitturato; su ogni rimessa la squadra si schiera uomo-a-uomo senza eccessi nella ricerca dei raddoppi e interrompendo il pressing se la palla supera la metà campo.

Nelle prime 6 partite di questa terza stagione il sistema sta raggiungendo la perfezione, consentendo alla squadra di tirare col 60% dal campo, realizzare 119ppg con un differenziale favorevole di 39 punti rispetto agli avversari e 9 giocatori in doppia cifra di media.

 

 

A tutti consiglio di guardare su Youtube almeno uno spezzone di Grinnell per apprezzarne la particolarità dello stile di gioco mentre solo a chi ha l’occhio tecnico suggerisco di cercare Nova Southeastern.

 

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